"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Qui entroterra

di Lucia Renati

 Il governo annuncia la ripresa, ma la situazione dei piccoli comuni sembra drammatica. In tempo di crisi si taglia, dove si può e anche dove non si potrebbe.
Si riducono i servizi dell’Ausl, si cerca di aiutare le famiglie e i lavoratori in cassa integrazione, ma si tira la cinghia sui lavori pubblici e i servizi che, solo adesso, sono diventati non essenziali. Insomma, governare un Comune oggi è difficile, fra le spese obbligate e le risorse che diminuiscono.  

Morciano capitale della Valconca? “C’è da lavorare”
 Il sindaco di Morciano Claudio Battazza affonda qualche stilettata sul fianco della passata amministrazione. Eletto a giugno, con il 43,3% dei voti, con lui il comune della Valconca è passato da un’amministrazione di centrodestra ad una di centrosinistra. “Alla mia elezione ho trovato una situazione già difficile – spiega a TRE – Abbiamo lavorato per cercare di aiutare le famiglie bisognose, incrementando i sussidi, borse di studio, ma con risorse esigue perché la situazione ereditata non è bella. Il comune ha difficoltà grossissime di bilancio. Potrei dirle i numeri, ma sarebbero tutti negativi. La crisi poi, chiaramente si fa sentire: si vede soprattutto nelle famiglie dove molti hanno perso l’occupazione. Tuttavia da noi, il tessuto economico regge, anche se con difficoltà. I più penalizzati sono gli artigiani e i costruttori. Anche gli oneri di urbanizzazione sono calati, è diminuita la richiesta edilizia, ci sono meno investimenti”.

Che fare, allora?

“Dobbiamo rialzarci sul profilo economico e nella qualità della vita, ma anche rilanciare la nostra identità. Morciano deve essere la capitale della Valconca dei servizi e bisogna ripensarla anche sotto il profilo culturale. Dobbiamo ricordarci e ricordare a tutti che qui ci sono stati uomini come Umberto Boccioni, principale esponente del movimento futurista i cui genitori (Raffaele Boccioni e Cecilia Forlani) erano di Morciano e lo scultore Arnaldo Pomodoro, che qui è nato.
Tutto questo, ovviamente non possiamo farlo da soli. Una capitale è tale solo se è riconosciuta da tutti quelli che le stanno intorno”.

In questo quadro difficile qualche speranza arriva dagli strappi ricuciti con l’Unione Valconca nella quale Morciano è rientrata

“Con i comuni dell’entroterra stiamo tutti facendo un buon lavoro per la nostra vallata. È chiaro che con Costa e Provincia dovremo discutere, ma non abbiamo problemi a confrontarci e mettere sul tavolo i nostri problemi. Presentandoci uniti giocherà a nostro vantaggio, in questo sono ottimista”.

“2010 di sangue e lacrime” per Coriano

L’espressione, non è nostra, ma del sindaco, Maria Luigina Matricardi. “E’ un percorso tutto in salita quello che ci aspetta nei prossimi mesi – rivela il primo cittadino corianese –: la gestione del bilancio 2009 porterà con sé la registrazione delle prime serie difficoltà per il nostro Comune. Saremo alle prese con i primi tagli e non so bene ancora come faremo a redigere il bilancio di previsione 2010, fra le restrizioni governative, la riduzione a cascata dei servizi dell’AUSL e i tagli dei contributi provenienti da Provincia e Regione. Saremo costretti a proseguire nella riduzione complessiva del nostro bilancio, in corso ormai da qualche anno: certamente nelle entrate, ma ancor più nelle uscite”.  

Ha parlato di tagli dal Governo, può fare qualche esempio?

“Per la prima volta, dopo 30 anni, la Biblioteca quest’anno non avrà i ragazzi del Servizio Civile: il Governo ha ridotto da 100.000 a 24.000 i ragazzi impegnati in queste attività e nessuno ha protestato, pur svolgendo questi ragazzi servizi importantissimi nelle amministrazioni pubbliche e nelle associazioni del volontariato”.

A cosa dare priorità?

“La nostra scelta nei prossimi mesi sarà quella di privilegiare al massimo i servizi e i contributi ai cittadini delle fasce più deboli: in questo momento avvertiamo la necessità di intervenire a sostegno delle famiglie con persone in cassa integrazione o senza lavoro, degli anziani, dei portatori di handicap. Questo a scapito di politiche di investimento nelle opere pubbliche e nei servizi non essenziali”.

Quali servizi verranno più penalizzati?

“Ho dovuto tagliare risorse alla Biblioteca, alle associazioni ricreative e sportive, a numerosi settori dell’Amministrazione. Stiamo tergiversando (assieme al Comune di Riccione e di Misano e alla Provincia) sull’inizio lavori, pur sapendo che la ripresa avrà bisogno dell’area produttiva di Raibano, pronta per cogliere le richieste delle aziende produttive: ma in questo momento non è facile per tutti noi realizzare un investimento così rilevante, pur fatto pensando al futuro”.  

Ci saranno però delle opere che non possono più essere rinviate su richiesta del mondo economico, ma anche dei cittadini .

“Le priorità  che abbiamo in testa sono soprattutto due: gli interventi sulla viabilità (ricordo che il Comune di Coriano è il secondo comune per estensione della Provincia di Rimini) e per farli abbiamo bisogno delle risorse della Provincia; e poi tutti i servizi di assistenza e di medicina di base che l’AUSL svolge per i nostri cittadini. La lotta agli sprechi, giusta, che il Governo nazionale ha messo in atto, si sta però traducendo per noi solo in tagli e riduzione dei servizi. Era sbagliato prima o è giusto adesso ridurre? Penso che gli effetti di queste scelte, che pagheremo tutti sulla nostra pelle, li vedremo presto. Poi saranno i cittadini a decidere”.

Quali sono le richieste da sottoporre maggiormente all’attenzione dell’Amministrazione provinciale?
“Alla Provincia chiedo di svolgere un ruolo di coordinamento e di pianificazione degli interventi territoriali, condividendo però con noi le scelte da effettuarsi. Chiedo un po’ di autonomia per le scelte urbanistiche, pur nella condivisione della filosofia del recente PTCP provinciale che sostiene con forza che il territorio è un bene finito, da utilizzare con grande attenzione. ‘Perequazione’ non deve essere una parolaccia, ma una chiara scelta di azione di tutti gli amministratori di questo territorio. La qualità complessiva di Rimini si misura anche nello stato della qualità della vita dei cittadini. Coriano è nel mezzo della Provincia: sul suo territorio ci sono tantissime cose che interessano tutti i cittadini dei 20 Comuni del Riminese  (dal Parco del Marano all’impianto di incenerimento, da due grandi zone industriali alla Comunità di San Patrignano, dai confini con la Repubblica di San Marino alla presenza di alcuni grandi e importanti contenitori culturali)”.

 Spese al minimo per sostenere i più deboli

A sottolineare la nuova emergenza è il sindaco di Montescudo Ruggero Gozzi, che è anche il nuovo presidente dell’Unione della Valconca. “Tanti sono i lavori che dovrebbero partire a breve – spiega – in questo momento di crisi però riteniamo che le priorità siano altre”.
L’attenzione è ora rivolta alle famiglie, agli anziani e alle persone in difficoltà. “Negli ultimi diciotto mesi – prosegue il sindaco – abbiamo elargito 84.000 euro, una cifra enorme per un bilancio di un comune delle dimensioni di Montescudo, sotto forma di buoni alimentari e farmaceutici, pagamento di bollette, affitti e rette scolastiche. Vogliamo continuare su questa strada utilizzando fondi del bilancio comunale che in altri periodi sarebbero stati usati per investimenti. Stiamo cercando di ridurre al minimo le spese pubbliche per non gravare ulteriormente su un bilancio che è già penalizzato dai tagli del Governo. Abbiamo come priorità del nostro programma amministrativo l’impegno di cercare di mantenere, e possibilmente migliorare, i servizi. A tal riguardo voglio ricordare che siamo l’unico comune della provincia, sotto i 5.000 abitanti, ad avere un asilo nido con 27 bambini iscritti”.
La principale criticità riguarda, come in tutti i comuni dell’entroterra, la mobilità.
“In qualità di presidente dell’Unione Valconca, posso dire che i rapporti con la Provincia di Rimini, sono buoni. Negli incontri avuti con il nuovo presidente abbiamo rimarcato la necessità che l’ente provinciale svolga il ruolo da coordinatore del territorio, attraverso una politica di riequilibrio volta a garantire ai piccoli comuni (nove quelli dell’Unione, con un totale di 30.000 abitanti, ndr.)”.

Entroterra allargato: conterà di più?

Quanto ai rapporti tra costa ed entroterra, Gozzi ribadisce la necessità di attuare “un progetto turistico che valorizzi anche i nostri territori, nell’interesse anche della Costa. L’Unione può essere un punto di forza notevole soprattutto di sprone nei confronti della provincia. Inoltre, con l’ingresso dei sette comuni dell’alta Valmarecchia in provincia di Rimini (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San leo, Sant’Agata Feltria e Talamello), l’entroterra si è allargato e ha l’occasione per contare di più”.

Gli fa eco il sindaco di San Clemente, Christian D’Andrea.
“Gli enti locali attraversano un periodo di ristrettezze economiche ormai già da qualche anno. Stiamo cercando di andare incontro alla fasce sociali più deboli con politiche di sostegno economico ed alimentare; si cerca di gravare poco sulla tassazione, anche se è inevitabile, almeno per il nostro comune, un adeguamento alle tariffe applicate anche agli altri comuni. Dal bilancio 2010 cercheremo di applicare fasce di contribuzione per i vari servizi sempre più corrispondenti al reddito”.
E anche qui, qualcos’altro dovrà aspettare: dal settore scolastico, all’ambiente, al recupero del patrimonio storico artistico.
“I nostri rapporti con la Provincia e con i comuni costieri sono sempre stati all’insegna della buona collaborazione. Certo, quello che oggi si chiede è che questi comuni credano che un investimento congiunto nel territorio della Valconca non sia un ‘regalo’ solo a questi paesi, ma un investimento per la crescita dell’intero territorio provinciale. La Valconca deve fare un assoluto salto di qualità da tanti annunciato ed atteso”.

La cerniera tra entroterra e riviera

Il Comune di San Giovanni in Marignano, cuore dell’industria in Valconca, è il vero termometro della crisi sul territorio. Numerosi sono, ad oggi, i cassaintegrati e le aziende, anche dei marchi storici, che hanno subito l’ondata negativa. “Nel nostro comune ­ ci dice il sindaco Domenico Bianchi – il primo campanello d’allarme è stato il rilevante aumento  delle richieste di contributo a sostegno delle famiglie. Sono raddoppiate. E conseguentemente la comunicazione di aziende locali che hanno messo in cassa integrazione gran parte dei loro operai”.

Come si reagisce? Quali misure sono state prese?

“Abbiamo operato tagli su dei capitoli per concentrare e potenziare quelli destinati al sociale e creandone di nuovi come il fondo a sostegno dei disoccupati nel quale abbiamo previsto 24 mila euro. Compito dell’Amministrazione sarà monitorare la situazione e di agire interagendo anche con le realtà sovracomunali. Ascoltare la voce dei disoccupati e  anche dei piccoli medi e grandi imprenditori”.

Come sono i rapporti con la costa?

” San Giovanni in Marignano rappresenta la cerniera tra entroterra e riviera. Il Granaio dei Malatesta si è contraddistinto per una sua realtà culturale, turistica ed imprenditoriale tanto da costituire una realtà forte e complementare a quella dei nostri colleghi sul mare. Penso che i preconcetti siano stati abbattuti tanto quanto le divisioni. Siamo una terra unica e da promuovere congiuntamente”.

Cosa pensa dell’Unione della Valconca?
“E’ una realtà positiva soprattutto per i comuni di piccole dimensioni. L’Unione fra gli enti locali garantisce ai cittadini una celerità nei servizi e una riduzione di costi per l’erogazione degli stessi. San Giovanni in Marignano è pronto a discutere una gestione comune di alcuni servizi e, a tal proposito, siamo già in fase di sperimentazione su alcuni di essi con il Comune di Cattolica. L¹agire in squadra è importantissimo”.

 Conti in Riserva

 Per Edda Negri, eletta sindaco di Gemmano alle ultime Amministrative, “le casse comunali – come quelle della maggior parte dei Comuni italiani – non consentono di sviluppare in modo preciso un’attività gestionale finalizzata alla realizzazione di programmi definiti e completi. Si dovrà, con le scarse risorse, trovare accordi con imprenditori privati per realizzare progetti a lunga scadenza con l’intervento della Provincia e della Regione”.
L’attenzione è rivolta anche ai finanziamenti dell’Unione Europea, per progetti sull’ambiente e sull’energia rinnovabile. “I primi impegni sono stati quelli presi a livello intercomunale con gli amministratori della Valconca al fine di rendere operativa l’Unione dei Comuni. Questo apporterà una migliore organizzazione, del turismo, dei servizi sociali, delle attività produttive e una valorizzazione del patrimonio artistico ­ naturalistico, in particolare la Riserva Naturale di Onferno, con le sue grotte”.
Tra le altre priorità, “stiamo sviluppando il progetto di un nuovo tipo di mercato di prodotti tipici locali, d’intesa con le aziende agricole gemmanesi ed è in fase di realizzazione un programma di gestione eco ambientale con le scuole locali”.
 

Santarcangelo, fondo anticrisi  e tasse invariate

La chiusura della Buzzi Unicem, il calo del flusso turistico, la diminuzione dei consumi, la crisi del sistema agroalimentare e la compressione del sistema occupazionale. Sono alcuni segnali di come, secondo il sindaco clementino Mauro Morri, la crisi finanziaria ed economica sia divenuta ormai, anche sotto il Campanone, una crisi sociale.
Secondo l’Ufficio Provinciale per l’Impiego nel primo semestre 2009, il numero dei lavoratori in disponibilità, a Santarcangelo, è raddoppiato, con particolare accentuazione della classe di lavoratori d’età compresa tra i 40 e 50 anni, a maggior rischio di reinserimento lavorativo.
“Siamo ancora in attesa dei rimborsi ICI, a compensazione dell’esenzione ICI sulla prima casa – spiega Morri – ma in ogni caso, non copriranno il mancato introito”.
Il comune di Santarcangelo registra circa 2.500 imprese con una netta prevalenza di aziende dedite all’artigianato, al commercio ed all’agricoltura. “Un tessuto economico forte – prosegue il sindaco di Santarcangelo – che, finora, ha retto in virtù della peculiare caratteristica dell’organizzazione familiare o, addirittura, unipersonale, che ha risentito meno della stretta creditizia della banche. Tuttavia, in alcun modo può essere percepito come un sistema isolato o autoreferenziale”.
Per sostenere il sistema imprenditoriale il Comune ha stabilito l’aumento da 23.000 a 50.000 euro dei contributi alle cooperative di garanzia per i mutui agevolati alle imprese. Per i cittadini, che invece si trovano senza lavoro per via della difficile congiuntura economica, la Giunta ha costituito un Fondo Anticrisi di 100.000 euro, come forma di sostegno al reddito dei lavoratori licenziati o cassaintegrati.  
“Il Comune ­ ci dice ancora il sindaco – non aumenterà tasse né tariffe, ad eccezione di una percentuale modesta riferita alla Tarsu, a seguito dell’investimento dovuto all’introduzione dell’e-gate per la raccolta differenziata dei rifiuti. Aumento che sarà compensato con l’estensione dell’esonero e della riduzione a favore di pensionati e lavoratori dipendenti”.
Sarà tra i pochi, invece, ad aumentare le risorse destinate al sociale previste in oltre due milioni di euro (dal contributo affitti, alle rette per anziani in case protette, dai prestiti sull’onore ai servizi dedicati all’infanzia, dal trasporto scolastico alle borse lavoro).
Il problema casa è tra quelli più sentiti. “Il patrimonio di edilizia residenziale da 150 alloggi salirà a 172 – anticipa Morri -. Per i primi 12 (dei 22 previsti) saranno utilizzati gli introiti dei canoni che gli inquilini pagano regolarmente”.

Poggio Berni, “piccoli ma tenaci”

Anche il Sindaco di Poggio Berni, Daniele Amati, ci parla delle difficoltà connesse alla crisi. “Le aziende meccaniche riscontrano le difficoltà maggiori. Fortunatamente vi sono anche aziende con prodotti d’eccellenza, per esempio la produzione di Led luminosi, che stanno investendo e risentono meno della recessione. Anche il mondo agricolo non è in buona salute, e si assiste ad un progressivo abbandono nella coltivazione dei terreni. Solo le grandi aziende riescono a fare ancora investimenti. Abbiamo scelto di non tagliare in ambito sociale. Nonostante le difficoltà si è deciso di mantenere lo stesso sostegno che avevamo negli anni precedenti e in particolare il sostegno all’affitto, il pagamento delle rette, il prestito sull’onore. Poggio Berni inoltre è ancora relativamente poco urbanizzato e vuole crescere rispettando questa sua caratteristica”.
Il rapporto con i comuni costieri e la Provincia, secondo quanto riferito da Amati, è buono anche se “servono nuovi progetti e nuove idee. Forse – ipotizza Amati – nelle piccole realtà come Poggio Berni, possono essere attivati quei laboratori che sfornano idee innovative.

Torriana. Un sindaco in cassa integrazione

Franco Antonini è il sindaco di Torriana ma è anche un lavoratore in cassa integrazione. “Non posso dire di essere un cassintegrato. Per fortuna, io non soffro le conseguenze di molti miei ‘colleghi’ avendo anche questo ruolo istituzionale. Vedo le grosse difficoltà legate alla piccola impresa, la mancanza dell’appoggio delle banche. La crisi ha modificato il quadro della situazione economica e sociale anche nella nostra valle, c’è molta preoccupazione nell’industria, nell’artigianato e nell’agricoltura”.
L’ aumento della disoccupazione sfocia in una crescita delle disparità sociali.
“Lo vediamo nelle richieste di sostegno che ci vengono inoltrate quotidianamente. Come amministrazione abbiamo previsto linee di intervento per i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità. Interveniamo nei servizi di nido d’infanzia, mensa, servizi educativi, libri di testo per elementari e medie, oltre al bonus energia e ai contributi per le badanti”.
Eppure le risorse scarseggiano. “Mi chiedo se il governo applicherà altri taglie alle risorse destinate ai comuni nella finanziaria del 2010. Per noi è difficile fare i conti – conclude Antonini -. Per ora possiamo solo navigare a vista. Abbiamo un elenco di bisogni e non sappiamo quali possiamo soddisfare. La priorità è il sostegno al sociale”.

Verucchio, “Vogliamo il federalismo fiscale”

“Era da prevedere che si sarebbe arrivati a questo punto”. Ci dice il sindaco di Verucchio Giorgio Pruccoli. “Sono sempre stato un forte sostenitore del federalismo fiscale, nel senso più buono che si possa intendere. Nella situazione attuale noi dipendiamo dalle ragionerie dello Stato, che non ci dà modo, soprattutto in questo momento, di stilare per esempio bilanci preventivi”.
Per ora si sa che a Verucchio, nel bilancio preventivo 2010, ci saranno 700mila euro di oneri di urbanizzazione in meno rispetto al milione del 2009.
“L’autonomia è una necessità. Si fanno tagli sanguinosi che ricadono anche sulle famiglie, per questo il comune non può gravare ulteriormente”, continua il sindaco Pruccoli che è anche rappresentante provinciale dell’Anci (associazione nazionali comuni italiani) e della lega delle autonomie locali.
Per quanto riguarda il rapporto con la Provincia, “penso che abbia svolto bene il suo compito fino a questo momento, ma so che le casse non sono messe bene.
È vero che in questi anni ci sono stati investimenti importanti come la Fiera e, ultimamente, il nuovo Palacongressi, ma è altrettanto vero che un lieto evento come l’ingresso dei 7 comuni dell’Alta Valmarecchia in provincia aggraverà la situazione per tutti i costi che questa giusta e doverosa operazione comporta. Se lo Stato non aiuta con fondi straordinari, sarà dura”.

 Novafeltria: “Tutto rimane nel cassetto”

L’aggregazione alla Regione Emilia-Romagna è un fatto storico che rappresenta l’evento più importante dopo la costituzione di Novafeltria in Comune autonomo, avvenuta nel 1907. “L’ingresso nella Provincia di Rimini – commenta il sindaco di Novafeltria Vincenzo Sebastiani – è una importante opportunità che se sarà interpretata tenendo conto della nostra specificità territoriale, ambientale, culturale e storica, sarà fonte di sviluppo e benessere per tutti gli abitanti della vallata”.

Sulla crisi, il primo cittadino di Novafeltria, il comune più esteso dell’Alta Valmarecchia, conferma che il momento è “estremamente difficile”. Minori trasferimenti dallo Stato, minore addizionale comunale, minori oneri di urbanizzazione: “Ne consegue – commenta Sebastiani – l’impossibilità di operare gli investimenti strategici per un comune, per una comunità che deve affrontare il terzo millennio, dalle infrastrutture viarie, alle strutture scolastiche, sportive ed istituzionali. Tutto rimane nel cassetto”.

A cosa dare la priorità?

“Si può pensare esclusivamente e con difficoltà notevoli solo alla gestione ordinaria del patrimonio mantenendo alto il livello di attenzione per il sociale. Nonostante il taglio al fondo unico, l’amministrazione ha provveduto ad integrarlo con risorse proprie per un ammontare di 20.000 euro, da destinare alle fasce più deboli. Questa somma è stata reperita nel bilancio comunale del 2009, sottraendo risorse agli investimenti. Tra le altre priorità per il territorio c’è senz’altro la viabilità: va resa più fluida e sicura, con particolare riferimento alla SP Marecchiese, che va collegata alla E45. Ma anche interventi per attenuare il dissesto idrogeologico e la messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici, con priorità per le scuole”.

San Leo: primi per spese sociali

Quest’anno nessuno ha ricevuto il classico biglietto di auguri dal comune di San Leo.
“Abbiamo cercato di risparmiare sulle spese superficiali” sottolinea il sindaco Mauro Guerra. “Abbiamo scelto la posta elettronica. Tra tipografia, francobolli e altro, ci scappano fuori aiuti a due tre famiglie in più”.
Nell’ambito sociale il comune di San Leo registra la migliore prestazione dei sette.
“L’investimento fatto nel settore – rimarca Guerra – è anche superiore a Novafeltria che è il comune più esteso (settemila abitanti): noi ne abbiamo tremila”.
Quali sono le priorità ora che siete riminesi?
“Nella nuova provincia, con cui già collaboravamo in diverse iniziative, non siamo più ospiti. Dobbiamo ancora lavorare per cercare di allacciare i rapporti con la Valconca. Tante opportunità vengono a galla, le preoccupazioni invece sono legate al passaggio. C’è ancora bisogno della collaborazione della regione Marche e della provincia di Pesaro anche se questa si sente, a torto, abbandonata. Ci sono alcuni meccanismi da perfezionare e accordi da prendere, per esempio, nell’ambito delle acque territoriali: le due Regioni devono fare due leggi che modificano i confini. La gestione del parco del Sasso Simone e Simoncello adesso è interregionale. Non ne esiste un altro in tutt’Italia. Io poi sto vivendo il passaggio, ancora in corso, della fortezza di San Leo che è un bene di proprietà del Ministero dei Beni Culturali. Finora gestito dalla sovrintendenza di Ancona, adesso dovrà fare riferimento a quella di Ravenna. La questione è sul tavolo del direttore regionale dei beni culturali di Bologna”.

Casteldelci: tra volontariato e parco eolico
 

“Dalla Provincia che lasciamo – commenta il sindaco di Casteldelci, Mario Fortini, – non ci aspettiamo più nulla dopo il degrado, l’abbandono ed il boicottaggio effettuato al momento del passaggio se non la consegna alla nuova provincia di tutto il patrimonio che appartiene. Dal nuovo ente invece auspichiamo collaborazione per mettere in comune tutto ciò che si può perché la crescita sia comune e costante”.

E per il futuro?

“Speriamo che le sinergie costa-montagna diventino il filo conduttore della futura programmazione turistica e pianificazione territoriale”.
Sulla crisi invece?
“Non è nuova per il comune di Casteldelci. Negli ultimi decenni, proprio perché comune di confine, era stato abbandonato quasi totalmente sia dagli enti territoriali, Comunità Montana e Provincia, sia dai vari governi. Calo demografico, poca occupazione, economia agricola appena sufficiente per sopravvivere, ora ciò che resta ha insegnato alle genti del luogo di fare di necessità virtù ed aiutandosi con tanta solidarietà, volontariato e sussidiarietà si riescono a mantenere i livelli minimi di sopravvivenza”.

In una situazione di questo tipo come si va avanti?

“Le strade le risistemiamo alla meglio con il lavoro volontario, le scuole (asilo e scuola elementare) le abbiamo unificate in un edificio.  Non viene assunta più manodopera e man mano che i dipendenti vanno in pensione si rimpiazza il servizio con personale di cooperative sociali o con volontari a cui si offre un piccolo rimborso spese”.

Quali sono le priorità per un piccolo comune come il vostro?

“La priorità è  quella di invertire la tendenza del calo demografico: dobbiamo arrestare l’esodo e consolidare la residenza con interventi mirati. Dare migliori servizi a costi ribassati, mantenere alto il livello qualitativo dell’aria, dell’acqua, della salute e del cibo che da noi fortunatamente è eccellente. Dobbiamo portare a termine quelle poche iniziative di cui una, il parco eolico, che da solo rappresenterà la svolta economica del nostro comune. Da solo, il parco, una volta realizzato sarà ricchezza per tutti i cittadini e per la nazione, sviluppando energia pulita da fonte rinnovabile”.

Un pensiero rivolto alla costa?

“La costa ancora non ha capito di aver acquisito un patrimonio territoriale dal valore inestimabile. La provincia di Rimini è ancora avviluppata attorno ad un’immagine di offerta turistica e di investimenti esclusivamente balneare e fieristica. Le poche iniziative che si sono sperimentate in passato, alternative alla spiaggia, si riducono a qualche festa in costume o a qualche rievocazione”.

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