"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Spesa pubblica e debiti in Riviera

di Mauro Bianchi

Innanzitutto una notazione in margine al presente articolo. I bilanci pubblici dovrebbero essere facilmente reperibili e visualizzabili dal comune cittadino, ma in realtà la loro acquisizione non è così semplice. Solo il Comune di Rimini pubblica sul sito gli ultimi 4 bilanci, gli altri comuni solo il bilancio più recente, e occorre districarsi con notevole difficoltà all’interno dei siti internet istituzionali.

La spesa pro-capite più bassa è affrontata dai cittadini di Cattolica con 1.729 euro e da quelli di Rimini con 1738 euro. I bellariesi devono affrontare una spesa per testa di quasi duemila euro, mentre i Riccionesi si trovano sulle spalle ben 3.195 euro.

E’ interessante soffermarsi poi sulla composizione della spesa: la spesa per investimenti che incide di più sul totale è quella del comune di Riccione, che con il suo 51,8% supera addirittura la spesa corrente. Gli investimenti più bassi spettano a Cattolica, con solo il 6,68% sul totale. Il comune capoluogo ha quasi metà del bilancio di spesa assorbito dalla spesa corrente (49,6) e gli investimenti sono circa un terzo del totale degli impegni.

Secondo uno studio del Sole 24 Ore, il capoluogo della Riviera si colloca al 41esimo posto in Italia e al terzo in regione davanti a Bologna (749 euro pro capite) e dietro a Forlì (1.222) e Ferrara (1205). con un debito di quasi 152 milioni (1.086,6 euro sulle spalle di ogni riminese, dato depurato dalle spese per servizi per conto terzi, ndr).

Per l’assessore al Bilancio del Comune di Rimini Gianluca Brasini il debito si spiega con il forte livello di investimenti fatti in questi anni. Da parte amministrativa si rileva che i mutui accesi sono stati contrattati a prezzi vantaggiosi, e che il debito è stato ripulito dagli swap, cioè dai contratti derivati in carico fin dal 2001. In effetti, con la sentenza n° 1523/2010, emessa in data 12/10/2010 dal Tribunale di Rimini sulla causa avviata nel Novembre del 2008 dal Comune di Rimini contro Unicredit S.p.A. ed Unicredit Corporate Banking S.p.A. ed avente ad oggetto i contratti   derivati stipulati dal Comune, sono state accolte le istanze dell’Ente, dichiarando la nullità dei medesimi.In relazione al livello di debito, l’obiettivo del Comune di Rimini è quello di calare a quota 108 milioni nel 2014 con una riduzione del 20%. Secondo i dirigenti del settore Risorse Finanziarie dell’amministrazione cittadina, il costo del debito per il Comune, sempre nel 2011, è stato di 13,6 milioni di euro, di cui 9,4 milioni per la quota capitale e 4,2 milioni per gli interessi. Dai 13,6 milioni vanno comunque tolti 600mila euro di interessi attivi dai mutui e 400mila euro di trasferimenti statali, per arrivare a 12,6 milioni di costo del debito effettivo nel 2011. L’indebitamento dell’amministrazione si suddivide tra mutui a tasso variabile (costituiscono il 48% del totale) e a tasso fisso (il 51%), con tassi medi rispettivamente dell’1,80% e del 4,22%.

 

Per ridurre il debito sono previste misure pesanti simili a quelle legate al mancato rispetto del Patto di stabilità, ovvero blocco delle nuove assunzioni, compresi i rinnovi di contratti a termine e collaboratori coordinati e continuativi, e frenata alla spesa corrente entro i livelli medi registrati negli ultimi tre anni.

Spesa pubblica locale

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