"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Tram….Tram urbani

di Domenico Chiericozzi

 “Guarda che roba!” esclama incredula una signora al marito con lo sguardo fisso verso un autobus pieno all’inverosimile che a fatica riesce a chiudere le porte. Sono le undici di sera, Ferragosto è appena passato, e sulla Riviera si è abbattuta l’ennesima ondata di caldo africano. L’afa del giorno è ancora tutta nell’aria. “Ma come fanno a stare lì dentro?” Si domanda la donna. Eppure, nello stesso istante, una famiglia con passeggino e bambini piccoli decide di salire. Un ragazzo, subito dopo di loro, sale “al volo” e li spintona. Nasce un piccolo battibecco. Che si placa nel giro di poco. Il viaggio è appena iniziato. Rispetto alla ventina di posti a sedere, a bordo ci sono come minimo un centinaio di persone. Stipate, senza aria condizionata. Quasi aggrappate tra di loro. In certe condizioni e praticamente impossibile “mantenersi agli appositi sostegni”, regola numero uno per la sicurezza a bordo. Quando l’autobus arriva si dovrebbe salire dalla prima porta accanto all’autista esibendo a vista il biglietto. Ma in pratica questo non succede mai. Tutte le porte si aprono, si sale e si scende lungo tutto l’asse del mezzo.

Questa è solo una delle tante scene di vita “ordinaria” sui mezzi del trasporto pubblico locale sul lungomare di Rimini. Città che nonostante abbia inaugurato i bagni già a fine ‘800 ancora non è riuscita a gestire la mobilità e le esigenze del turismo di massa che essa stessa ha inventato. Ma i turisti si avventurano, non hanno paura. I giovani in particolare, per molti è occasione di divertimento e in certe condizioni trovare scuse per nuovi approcci è più facile. In realtà molti di loro non hanno alternative. Sono arrivati a Rimini in treno, l’autobus rimane l’unico mezzo “economico” con il quale muoversi. Parliamo in particolare della linea 11. Quella che dovrebbe essere la migliore in assoluto (che unisce il centro storico di Rimini con Riccione Terme) ogni giorno migliaia di persone viaggiano su veicoli che, in molti casi, sono degli ’80 o ’90. Eccetto gli ultimissimi giunti nel parco mezzi locale nel 2009, gli altri sono vecchi, rumorosi, sporchi.

Di questi mezzi abbiamo annotato i numeri di matricola. Da giugno ad agosto, sono stati visti più volte in servizio sul lungomare di Rimini. Eccoli: 1716, 1719,1721,1712,1727,1730,3116,31725,31728,31729,31720,31723, 31726, 31716. Quest’ultimo “vecchio stronco” usato anche per il servizio notturno Blue Line.

Tuttavia i turisti vedono il bicchiere mezzo pieno

Facendo alcune domande nei pressi della fermata della Stazione ferroviaria, la situazione non è percepita in maniera così tragica. “Noi ci siamo sempre trovati bene con gli autobus a Rimini” dice una coppia di signori anziani appena arrivati a Rimini con due grosse valige al seguito. “Usiamo sempre il 4 e l’11 e non abbiamo mai avuto particolari problemi”. Una giovane coppia di turisti invece si lamenta del prezzo del biglietto. “Con la validità di 60 minuti non si va da nessuna parte, passano subito, poi con il traffico che c’è! Quindi siamo costretti a usare più biglietti, alla fine viaggiare diventa troppo costoso”. Per una ragazza appena giunta a Rimini l’esperienza è stata drammatica. Ieri le hanno rubato il portafoglio dalla borsa. E’ scesa dall’11 in lacrime.

Un’analisi appropriata andrebbe svolta, con tutti gli accorgimenti del caso in particolare con la netta separazione tra utenti residenti e turisti. I primi, infatti, si muovono in più parti della città. Hanno necessità di gestire “imprevisti”, hanno orari e tempi da rispettare. Non è evidentemente così per la maggior parte dei vacanzieri che si muovono principalmente sulla costa e solo per pochi giorni senza particolari impegni. Ed è sui primi che avanziamo qualche ragionamento. Innanzi tutto non possiamo che constatare la complessità del sistema.

Rimini come New York

Rimini, per gli strateghi del trasporto pubblico locale, sarebbe suddivisa in 36 zone. Neanche la metropolitana di New York ne conta tante. E non vanno neppure da 1 a 36 ma sono codificate con una numerazione a tre cifre che inizia sempre per 9 e comprendono: la Fascia Costiera, Valmarecchia Nord, Valmarecchia sud, Alta Valconca. Poi ci sono le zone tariffarie neutre. Prima di fare il biglietto è quindi necessario sapere con esattezza dove si vuole andare e, in caso di più tappe, bisogna mettere in conto tutto ed acquistare il titolo di viaggio più conveniente tra quelli disponibili. Ma non è finita. Se non sapete usare il Pc e non avete uno Smartphone, è bene ricordarsi di metter in borsa il “Ruota-Zone”, questa specie di disco orario gigante bello a vedersi ma di cui sfidiamo a misurarne l’efficacia nelle mani della signora Lucia o dell’utente “medio” del trasporto pubblico locale. Avvertenze. In giro nessuno sarà in grado di aiutarvi. Sono sempre meno le persone che usano i mezzi pubblici. E chi ne usufruisce, non osa uscire dalle tratte più note.

Infine accenniamo al certificato di idoneità fisica. Perchè per viaggiare in autobus ci vuole davvero “un fisico bestiale”. Con le strade piene di buche e questi mezzi “antiquati”, tra sobbalzi e rumore quando si arriva a destinazione sembra di sentire il silenzio del deserto. l’Arpa dovrebbe misurare la rumorosità all’interno dei mezzi. Infine gli autisti. Sono pochi quelli che guidano con giudizio. La maggior parte è talmente “sconnessa” dal proprio ruolo “pubblico” e “sociale” che spesso neanche si rende conto di avere gente a bordo. Così la guida è la stessa dell’auto privata. Furbate, zig-zag, frenate a ridosso degli incroci, sorpassi improbabili, violazione sistematica dei limiti di velocità. E l’immancabile cellulare. Quando va bene i più accorti usano l’auricolare. I più originali sono quelli che guidano con una mano con il gomito dell’altro braccio rigorosamente fuori dal finestrino. C’è anche chi fuma. Insomma. Provare per credere. Le cose stanno tristemente così. Per capire veramente cosa significhi viaggiare su questi mezzi esiste solo una possibilità. Fate un test.

Pianificate sulla carta le principali esigenze di mobilità personali e familiari, anche solo del tempo libero, come ad esempio andare a fare la spesa, andare a trovare un parente, andare al cinema, raggiungere gli amici la sera in un locale. Volendo essere ancor più esigenti, provate ad inserire il tragitto casa-lavoro. Poi carta e penna verificate quello che riuscireste a fare, e con quale costo mensile, con il trasporto pubblico locale. Auguri. Anticipiamo qualche “chicca”. Rimanere sotto il sole cocente in attesa che il vostro autobus arrivi. Sì perchè alle fermate non c’è la possibilità né di ripararsi né di sedersi. Ancora tanti auguri se inizia a piovere e la mattina siete usciti di casa senza ombrello perchè le previsioni davano bel tempo. Auguri in particolare a tutti coloro che si ricorderanno di avere sempre un biglietto in tasca. I rivenditori autorizzati non ci sono mai quando servono e le macchinette automatiche aperte 24 ore sono cattedrali nel deserto. Poche e spesso guaste. Ma che importa. Il biglietto potrete farlo a bordo con la “lieve” maggiorazione del 60%. In stazione c’è il “botteghino”. I “ben informati” a usano la biglietteria all’interno della stazione che non è “pubblicizzata” da nessuna parte. Si usa il classico passa parola. Bisogna solo avere pazienza e trovare la persona giusta. Nella relazione societarie si evidenzia il notevole incremento della vendita dei titoli di viaggio a bordo (+ 71%) grazie “a un sistema premiante che incentiva il coinvolgimento commerciale da parte dei conducenti” grazie ai 140 apparecchi installati a bordo. 

Che ci sia un po’ di tutto questo per quel che riguarda il record di auto per abitante nella provincia di Rimini? Ancora infiniti auguri se volete andare a visitare l’entroterra.

 

BOX START ROMAGNA

START ROMAGNA è la società di trasporto pubblico dell’area romagnola nella quale sono confluite le tre Aziende storiche di gestione del trasporto:AVM del bacino di Forlì-Cesena, ATM di Ravenna e TRAM di Rimini. Dispone di 900 dipendenti che servono un bacino di 1.100.000 abitanti. L’esercizio chiuso al 31/12/2011 riporta una chiusura negativa pari a 2,4 milioni di euro. Il totale dei ricavi è stato pari a 82,9 milioni di euro, in leggero calo rispetto al 2010. Ma le entrate derivati dalla vendita dei biglietti ed integrazioni tariffarie è stata di 19,8 milioni di euro pari al 24% circa. La parte più importante nella voce “entrare”, infatti, è rappresentata dai contratti di servizio  ovvero dai trasferimenti da parte dei soci pubblici che nel 2011 hanno versato nelle casse di Start Romagna 43,1 milioni di euro. Sul versante dei costi sono stati 84.5 milioni. Gli oneri relativi al personale nel 2011 hanno inciso per 40,7 milioni. 8,8 sono andati via per spese relative al carburante. 1,9 per la manutenzione dei veicoli. Tutti i principali indicatori di redditività sono pesantemente in negativo: Roe netto -9,89%, Roi -2,16%. Nel bacino di Rimini la produzione complessiva è stata pari a 6,3 milioni di chilometri. Con il nuovo sistema tariffario l’introito ha subito un 20% di incremento a fronte di un sostanziale invariato numero di titoli di viaggio venduti (do.ch.)

 

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