"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Voto e disoccupazione

Sull’esito dell’ultima tornata elettorale di fine febbraio scorso si è già scritto abbastanza e tutti sono più o meno concordi nel sottolineare che il risultato del Movimento 5 Stelle (M5S), la vera novità, è frutto di un forte disagio, piuttosto trasversale anche se i giovani sotto i 25 anni hanno dato un contributo significativo, che serpeggia nella società e che i partiti tradizionali, troppo sclerotizzati, non hanno saputo interpretare.

Così anche in provincia di Rimini, che comprende 27 comuni, con il 30,6 per cento dei voti alla Camera dei Deputati il M5S è diventato in pochissimi anni  il primo partito, staccando di poco il Partito Democratico che si piazza al secondo posto col 29,9 per cento dei voti, ma che perde, rispetto all’elezione precedente del 2008,  l’11,2 per cento dei consensi.  Peggio ancora ha fatto il Popolo  della Libertà (Pdl), che di punti percentuali ne ha persi 15,9 scendendo al 19,8 per cento dei voti.

L’esito elettorale non è stato però uguale in tutte le zone della provincia, perché se nei quattro Comuni dell’Unione Valmarecchia (Santarcangelo, Poggio Berni, Torriana e Verucchio) il PD è rimasto il primo partito, nella Vanconca il M5S, che ottiene quasi otto mila voti, distanzia di oltre duemila il PD, che per molto tempo è stato il partito più votato.

C’è un rapporto con la mancanza di lavoro, forse più acuta,  di quella vallata ?  Sembrerebbe di si. Cominciamo da un confronto con le persone avviate al lavoro nel 2008, prima della crisi, e l’anno 2012:  nei Comuni dell’Unione della Valmarecchia c’è stato un calo, da 4.299 a 4.213, ma leggero. In quelli della Valconca invece la perdita è più consistente, da 3.723 a 3.393 avviati, meno 330, che corrisponde al 9 per cento.

I disoccupati immediatamente disponibili a lavorare sono saliti da 694 a 1.022, più 47 per cento nell’Unione Valmarecchia  e da 1.051 a 1.292,  più 23 per cento in Valconca. In teoria, visto il calo degli avviati, l’aumento dei disoccupati in Valconca sarebbe dovuto essere più alto, ma potrebbe aver fatto capolino la sfiducia (non vado al CPI, per iscrivermi, se credo poco nella possibilità di trovare un lavoro).   Tutto ciò premesso, e senza voler attribuire ad un fattore solo l’esito di una elezione, ma il lavoro è il primo dei problemi, non c’è dubbio che il disagio per mancanza di opportunità può avere avuto il suo peso. E potrebbe averlo anche in seguito.

 

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