"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Turismo cinese a Rimini

di Veronica Molinari

Lo scorso 20 marzo si è tenuto a Rimini l’incontro dal titolo Matching China: l’evento, promosso dall’associazione Chinese Friendly Italy, network italiano di operatori turistici quali alberghi, ristoranti, musei, destinazioni specializzate nell’accoglienza dei turisti cinesi, è stato altresì un’occasione per confrontarsi, formarsi e promuovere la cultura dell’accoglienza verso i turisti cinesi.

La Cina è oggi (per portata di popolazione) il primo mercato turistico al mondo, e Rimini, storicamente una delle capitali del turismo, non può di certo restare impassibile di fronte all’affermarsi via via sempre più incalzante di tale trend. In tale contesto Rimini è da riconoscersi come la prima città China Friendly (amica della Cina) in Italia: a tale proposito, il Comune di Rimini ha ideato il progetto di promozione territoriale  verso il mercato cinese, la cui essenza consiste proprio nel creare un territorio capace di ospitare nuovi turisti cinesi, da un lato rispondendo alle esigenze e richieste di questi ultimi, dall’altro creando tutta una serie di strumenti al servizio dell’ospite.

Ma più in concreto, che cosa cercano i turisti cinesi in Italia, come andare incontro alle loro aspettative e su cosa può puntare Rimini?

Innanzitutto, se ai cinesi parli di Italia, subito la associano alla moda, all’arte, alla cultura, alla Dolce Vita, allo stile di vita italiano. E in termini di felliniana Dolce Vita, si sa, il passo a Rimini è breve.  Caratterizzata da ricchezza storica e culturale, fascinosi scorci della città e dell’entroterra, enogastronomia, shopping, qualità dei servizi, calore dell’accoglienza, strutture all’avanguardia per meeting e turismo balneare, Rimini ha tutte le carte in regola per essere una potenziale destinazione per il turista cinese.

In generale, le cifre ancora ridotte dei turisti cinesi ospiti della Riviera romagnola (nel 2013 gli arrivi dalla Cina sono stati meno di 4 mila e le notti trascorse in hotel poco sopra le 9 mila, con una permanenza media di 2,4 giorni: veramente poco rispetto ai 206 mila arrivi dalla Russia) sono imputabili principalmente ai tempi biblici per il rilascio dei visti che vede il turista cinese, scoraggiato, propendere per permanenze in paesi europei quali la Francia, dove il rilascio del visto avviene in sole 48 ore. In aggiunta, sono pochi  i voli diretti per l’Italia, scarsa la reperibilità d’informazioni in lingua, poche le catene alberghiere “all’americana” (Sheraton, Hilton, Holiday Inn) cui sono avvezzi pernottare i turisti cinesi all’estero. E come fare per poter rilanciare il turismo di Rimini e la Riviera romagnola?

Il Prof. Giancarlo Dall’Ara, consulente e docente di marketing nel turismo presso l’Università di Perugia, nonché colonna portante dell’associazione Chinese Friendly Italy, propone di sperimentare nuove tipologie di vacanza, le cosiddette vacanze a carattere esperienziale: il mare, il clima, l’aria salubre di Rimini sicuramente esercitano un grande fascino sul turista cinese, tuttavia al di là della tintarella , che può piacere o meno ai cinesi, la proposta balneare potrebbe essere condita con sport, escursioni, scuole di cucina che permetterebbero in tutta la loro autenticità di scoprire, gustare, imparare e  vivere la tradizione enogastronomica romagnola, in un perfetto connubio tra tradizione e modernità, elementi tanto cari ai cinesi, quanto a noi romagnoli. Per posizionarsi sul mercato turistico cinese, Rimini dovrebbe quindi avere il coraggio di proporre nuovi prodotti, puntando sulla diversità, in alternativa alla “vacanza classica”.

A tale proposito, encomiabile lo sforzo fatto dal Comune di Rimini di essere tra i primi in Italia ad aver costruito un sito tutto in cinese in pieno rispetto delle abitudini e gusti attesi dai turisti cinesi, come anche la promozione turistica di Rimini sui social media cinesi WeChat e Weibo, più o meno i nostri corrispettivi di Facebook a Whatssup.

A mio avviso, un solo sito web non basterebbe: tuttavia, se unito a piccoli accorgimenti quali alta reperibilità del materiale turistico in lingua, presenza di segnaletica cinese, accesso wi-fi gratuito, bollitore elettrico in stanza, tv satellitare, un’attenzione particolare ai sapori della cucina, far sì che l’ospite si senta sempre a proprio agio, allora sì che può fare la differenza.

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