"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Rimini “twitta felice”

Parlare di felicità in questi frangenti, quando a tanti manca persino il necessario, può sembrare una esercitazione al limite del temerario.  E’ vero che il denaro non fa la felicità ma, come dice il proverbio, un po’ aiuta. E senza lavoro di denaro ne circola sicuramente meno.  Eppure di diritto alla felicità parla la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti (1776), ed anche Aristotele nella sua Politica la cita come il “bene migliore…realizzazione e pratica perfetta di virtù”.  Più vicino a noi, Adriano Olivetti voleva costruire fabbriche felici.

Questo per dire che il perseguimento della felicità ha una storia antica ed è un’aspirazione che non smette di esercitare il suo fascino.

Ma questa felicità ha un’origine un po’ speciale perché è stata misurata su una delle reti sociali più diffuse: Twitter.  E’ una felicità digitale e a individuarla  è stata la rivista on line Wired, che ha passato al setaccio gli oltre 43 milioni di messaggi su Twitter che si sono scambiati gli italiani nel 2012.  Sono stati classificati come “felici” i post (messaggi) contenenti gioia e allegria, ed “infelici” quelli che invece riportavano rabbia, paura o ansia.

Il risultato è stato che, nonostante la crisi, la disoccupazione, ecc., quasi 1 italiano su 2 (di chi frequenta Twitter, non va dimenticato) è riuscito ad esprimere un certo grado di felicità. I  tweet felici sono stati infatti in media pari al 45,6 per cento,  a cui si contrappone un 54,4 per cento di post tristi e/o arrabbiati. Complessivamente, scrive Wired nel suo rapporto “I Happy”,  la maggioranza degli italiani è stata felice 1 giorno ogni 3.

 

Gli umori cambiano anche con le stagioni: gli italiani sono più felici con l’arrivo della primavera (54,5 per cento: con un balzo a fine marzo e ad aprile), molto di meno in autunno (35,6 per cento, in particolare in ottobre). La felicità cresce poi in vista di particolari scadenze: per esempio, questo ci interessa come località turistica, si innalza di cinque punti a Ferragosto.

Tra le province italiane più felici al primo posto c’è Oristano (Sardegna), dove manifestano questo sentimento 56 residenti su cento, seguita da Bologna e Modena, al secondo e terzo posto, col 56 e 55 per cento di felici, quindi Reggio Emilia, Parma e Forlì, rispettivamente al settimo, ottavo e decimo posto, quindi, nell’undicesima posizione, la provincia di Rimini, con un indice di felicità del 49,7 per cento.  Dietro, per restare in Emilia Romagna, Ravenna, Ferrara e Piacenza.

Ultima, in Italia, la provincia di Sassari, dove la felicità contagia poco più di un abitante su tre. felicità,

Il massimo, quasi sei su dieci, dei tweet felici i riminesi li scrivono a maggio, il minimo a gennaio (meno di un terzo). Ad agosto quelli felici sono la metà.

Come si sa le classifiche sono ballerine, basta cambiare un indicatore per salire o scendere. Ciò premesso: che fine hanno fatto Trento e Bolzano, che secondo l’ultima classifica 2012 della qualità della vita (non si può essere felici se la qualità della vita non è buona) stilata da Il Sole 24 Ore, erano risultate ai primi due posti, tra le città di medie dimensioni ?  In questa nuova classifica della felicità veicolata da Twitter sono addirittura al 55° e 77° posto.  Magari, lassù, al nord, sono più riservati e certi sentimenti non li esprimono pubblicamente (però Pordenone, in questa classifica sulla felicità, figura al nono posto).

Rimini, invece, grosso modo mantiene le stesse quotazioni: 13ma in quella sulla qualità della vita, 11ma questa sulla felicità.  C’è una certa coerenza.  Un risultato che forse andrebbe rivendicato con più forza, come la maggiore speranza di vita. Perché in fondo tra turismo e benessere il rapporto è molto stretto.

 

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