"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Nuove idee, come trasformarle in impresa?

di Alessandra Leardini

 L’edizione 2011 ha fatto segnare numeri in crescita. 280 giovani partecipanti rispetto ai 156 del 2010, per un totale di 103 progetti contro i 52 dell’anno precedente. 32 gruppi hanno presentato la sintesi del progetto e di questi, 22 hanno consegnato il Business Plan completo, contro i 14 del 2010. La crisi, dunque, aguzza l’ingegno. “Nuove Idee nuove imprese” la business plan competition promossa, tra gli altri, dalle Fondazioni Cassa di Risparmio di Rimini e San Marino, si conferma un buon trampolino di lancio per i giovani riminesi e sammarinesi desiderosi di tradurre la loro idea innovativa in attività concreta. La green economy insieme alle nuove frontiere del biologico è uno dei settori più gettonati. A cominciare dal progetto primo classificato dell’ultima edizione: “Terra e blu”, un’aspirante azienda agricola e industriale dedicata alla coltivazione e lavorazione delle piante tintorie in regime di agricoltura biologica. Potrà partire con una dote di 20 mila euro.

“In pratica si tratta di vendere coloranti all’industria, la novità è che si tratta di coloranti di matrice vegetale e prodotti da fonte rinnovabile” ha spiegato al talk show di TRE, “TuttoRiminiEconomia” (Icaro Tv) Samuele Sansoni, l’artefice del progetto, nato proprio dalla sua Tesi di laurea, al corso di laurea in Scienze farmaceutiche, Facoltà di Farmacia all’Università di Bologna. Sansoni sottolinea però anche l’importanza, se non necessità, del lavoro di squadra con gli altri soci, nella realizzazione concreta dell’idea imprenditoriale.

In dieci anni la competizione ha registrato oltre 1.600 partecipanti. 590 le idee di impresa presentate, 231 i business plan completati. 30 le aziende attive tra la provincia di Rimini e la Repubblica di san Marino, delle quali 25 nate ex novo e altre 5 rivitalizzate con un nuovo business plan. Da un’analisi approfondita, il 13% dei 231 business plan proposti si sono concretizzati in impresa anche grazie alle vincite dei premi, da 20mila a 6mila euro.

Non tutte le idee arrivate ai primi posti in questi dieci anni si sono trasformate in impresa, ma è anche vero che molte aziende che si sono costituite, avevano partecipato senza vincere. Il caso più famoso è Titanka Spa.

Ma è successo anche a ReedoHub, progetto nato in ambito universitario, nello specifico all’interno della Facoltà di Moda della sede riminese dell’Università di Bologna. “Reedo – sottolinea Marianna Balducci – era stato l’emblema di una serie di laboratori nati in ambito universitario sul riciclo e il riuso, Hub invece è il perno che noi vorremmo avere coordinando una serie di soggetti sul territorio che ci sostengono come core business”. Dunque moda e design ma anche comunicazione ed organizzazione di eventi in un’ottica ecosostenibile. La difficoltà maggiore è stata di tipo economico. “Siamo partiti con formula della cooperativa piuttosto che della Srl per ammortizzare i costi e per soddisfare la nostra mission principale: dare lavoro ai soci, sperando poi di aggregare altri giovani studenti della facoltà”.

Secondo classificato dell’edizione 2010 il progetto Betterbai. Come illustra Giovanni Massaro si tratta di un portale di gruppi d’acquisto on line dedicato alla vendita di prodotti e servizi al mondo aziendale, dalla cancelleria ai materiali fino all’arredamento degli uffici. L’impresa attualmente è in fase di start-up. Quali le difficoltà? “La prima è di carattere economico: serve liquidità e per un gruppo di giovani trentenni come il nostro partire non è facile. Per alcuni di noi, che avevano un contratto a tempo indeterminato, è stato un vero salto nel buio. Per fortuna il progetto ha ottenuto il finanziamento di un grosso imprenditore della zona”. La seconda difficoltà sta nel commercializzare l’idea che è poco conosciuta. “Anche qui siamo riusciti ad avere un grande appoggio da parte dell’impresa che ha creduto in noi e ci ha consentito di avere più credibilità agli occhi dei potenziali clienti”.

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