"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2018
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Le donne al lavoro

Le donne sono la maggioranza della popolazione, ma non nel mondo del lavoro. Attualmente in provincia di Rimini, su 140 mila occupati,  le donne sono 64 mila, circa il 46  per cento.

All’apice dell’ultima crisi, nel 2010, le donne che lavoravano erano 58 mila, cioè 6 mila in meno.

Contrariamente a tutte le teorie che vogliono il lavoro andare di pari passo con la crescita economica, questa volta  la crisi sembra aver funzionato da stimolo all’occupazione femminile, in parte a spese di quella maschile.  Perché mentre, nello stesso periodo,  le prime trovavano lavoro, i secondi lo perdevano. Dando così luogo ad una sorta di staffetta tra generi.

Sulle cause ci sarebbe da indagare ma è un fatto che questo movimento ha portato ad  una riduzione della distanza storica tra il tasso di occupazione (le persone che lavorano in rapporto a quelle che vorrebbero farlo) maschile e femminile, che, sempre in provincia di Rimini, è così scesa da 18 a 13 punti (era di 26 punti nell’anno duemila).  Un miglioramento che non deve però far dimenticare la distanza che tuttora separa  il tasso di occupazione maschile, al 70 per cento, e quello femminile, al 57 per cento: tre punti sotto la media delle province di  Forlì-Cesena e Ravenna.

Comuni, magari sarà un caso, dove le mamme possono anche usufruire di un maggior numero di posti all’asilo: un posto ogni cinque bimbi da 0-2 anni a Cesena, uno su quattro a Forlì, uno su tre a Ravenna meno di uno su cinque a Rimini (Sole 24 Ore su dati Istat).

Comunque, un passo avanti è stato fatto, ma per l’obiettivo dell’Unione Europea d’inizio secolo di portare il tasso di occupazione delle donne al 60 per cento entro il 2010, a Rimini mancano ancora tre punti.  In tanto la Svezia vola al 75 per cento, la Norvegia al 73 e la Germania al 71 per cento (Eurostat).

Molto probabilmente questo è  l’effetto del lavoro stagionale, diffuso soprattutto nel turismo, dove è forte la presenza femminile e il tempo medio di lavoro non supera i quattro mesi, lasciando tante persone senza impiego per il resto dell’anno.

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