"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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La pressione tributaria locale

Il parziale ridimensionamento dei bilanci dei Comuni non ha portato ad un calo della pressione tributaria sui cittadini, come ci si potrebbe attendere, perché questi, anche se non tutti, hanno dovuto far fronte con tasse locali al calo dei trasferimenti dallo Stato centrale, della Regione e degli altri enti di livello superiore.

Il risultato, contraddicendo tutti i discorsi sul federalismo fiscale, secondo cui minori tasse decise dal Governo centrale non avrebbero dovuto essere compensate da incrementi di quelle locali, è un  progressivo aumento, a partire dal 2010, della pressione tributaria applicata dai comuni (che comprende Tasi, Imu, addizionale Irpef, ecc.) della provincia di Rimini, che da una media di 551 euro per abitante del 2007, è salita a 798 euro nel 2014, con una salto all’insù del 45 per cento.

Una pressione tributaria sui cittadini, quella dei Comuni della provincia di Rimini, con le corrispondenti maggiori entrate, costantemente superiore alla media regionale, pure in ascesa.

La pressione tributaria provinciale media nasconde però alcune differenze sostanziali: il comune più caro, per i propri residenti, è Riccione che nel 2014 ha chiesto di pagare 1.152 euro a testa, quello più economico Verucchio che ha preteso solo 443 euro.  In mezzo ci sono tutti gli altri, compreso il Comune di Rimini, che però figura al primo posto per l’incremento, tra 2007 e 2014, del 86 per cento dei propri tributi comunali, seguito da Santarcangelo di Romagna con il 28 per cento, poi Coriano e Bellaria-Igea Marina con il 26 per cento.

Un aumento della pressione tributaria locale che fa da compensazione al calo dei trasferimenti,  ma qualche volta si spinge anche oltre.  E’ il caso dei Comuni di Bellaria-Igea Marina, Riccione e Rimini, che hanno aumentato le proprie entrate tributarie più di quanto non siano diminuiti i trasferimenti, mentre tutti gli altri si sono limitati ad un recupero parziale, che vuol dire percentualmente inferiore al taglio ricevuto.

A  discarico dei tre Comuni citati c’è la diminuzione, tra 2007 e 2013, del debito comunale pro capite che scende: a Bellaria-Igea Marina da 1.853 a 1.650 euro, a Riccione da 2.351 a 2.240 euro, infine a Rimini da 1.055 a 760 euro.

 

 

 

 

 

 

 

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