"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
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Yalla Yalla, “andiamo, forza!

di Marzia Caserio

In inglese, quello più comunemente parlato, vuol dire “Andiamo, forza!”, in italiano è sinonimo di vendita di viaggi online capace in quasi tre anni (a fine 2012) di costruire un impero da milioni di fatturato. E non tanto lontano da noi. Perché proprio a Rimini, i due imprenditori Paolo Pezzoli e Manuel Mandelli, che già masticavano di viaggi prima di fare il grande salto, hanno dato vita alla loro base operativa. Appena trentenni e con un solo grande sogno: diventare leader nel campo del turismo via internet. E a distanza di tre anni il “colpo” sembra essere stato fatto: un fatturato corrente che secondo le previsioni dovrebbe chiudere il 2012 tra i 26/28 milioni, in abbondante linea con quello dello scorso anno. Ma i due maghi del web non sono contenti. E il pensiero è già al 2013, “l’anno del consolidamento del nostro market-share”.

Facciamo un passo indietro. Nell’estate 2012, una delle più nere in assoluto dal punto di vista turistico, voi siete andati in controtendenza triplicando il vostro fatturato: da giugno a fine agosto circa 11 milioni, rispetto ai 4 del 2011. Com’è possibile?

“A parte il fatto che stiamo diventando una realtà sempre più consolidata sulla rete, quest’anno abbiamo fatto anche investimenti di marketing più massicci rispetto al 2011. Dal 8 luglio al 4 agosto è andata in onda sul digitale terrestre la campagna televisiva del nostro portale e questo ci ha dato una grande mano. Poi c’è da dire che in generale le prenotazioni di viaggi online sono in controtendenza rispetto alla vendita in agenzia, con un aumento del 20%. Infine, il nostro sito è stato il primo in Italia a lanciare il prezzo finale del pacchetto viaggi, senza riservare sorprese. Quest’ultimo servizio è stato un vero e proprio vantaggio per il cliente ma anche l’elemento che più ci hanno copiato i nostri competitors. Oggi, ormai questa procedura è assimilata da tanti  e quindi bisogna sempre pensare a forme più avanzate di offerta”.

Ben il 40% delle vostre prenotazioni estive è per il Mar Rosso. E l’Italia che fine ha fatto tra le scelte delle mete?

“In realtà, anche per via del momento politico e sociale che sta vivendo il nostro Paese, tanti sono tornati a scegliere la classica meta sul Mediterraneo che ha sempre un ottimo rapporto qualità-prezzo. Parlo per esempio di Sicilia e Sardegna, sempre molto gettonate. A seguire ci sono le isole greche, le Baleari in Spagna, con un calo delle mete più esotiche e lontane come Kenya o Zanzibar”.

Perché secondo voi il cliente decide di acquistare sul vostro sito?

“Oltre a essere molto semplice, noi offriamo un’ampia offerta e con pochi clic si ottiene il prezzo fatto e finito del viaggio. Siamo sempre attenti alla creazione di offerte che scontano le proposte del giorno o a campagne promozionali che regalano l’assicurazione contro la cancellazione del viaggio. Inoltre il nostro call center è attivo e i clienti prima di partire vengono ricontattati per le ultime cose”.

Immagino che siate attentissimi, lavorando nel web marketing, alla vostra web reputation creata proprio dai commenti lasciati dai viaggiatori…

“Qualche settimana fa eravamo sul Corriere della Sera per un brutto incidente accaduto a un gruppo di viaggiatori. Mentre altri turisti sono stati lasciati alla sbando dalle loro agenzie, chi aveva acquistato da noi è stato seguito e aiutato fino alla fine, senza intoppi e questo sicuramente fa la differenza”.

E i social network possono dare un’ulteriore mano?

“Siamo su Facebook, Twitter e sui grandi portali come Tripadvisor. Nel futuro la nostra idea è quella di fidelizzare il più possibile i nostri clienti, grazie a un servizio personalizzato che li riconosca automaticamente”.

Quindi state già lavorando sodo al 2013…

“Proprio in queste settimane stiamo definendo nei dettagli, in rapporto a budget e target, dove pensiamo di consolidare il nostro market share per poi poter generare ulteriore posizionamento sul web, grazie a delle precise ricerche dell’utente. Ma il progetto più rilevante, è già in fase di partenza. Stiamo cercando di ampliare il più possibile le destinazioni offerte dal sistema. Pensiamo ad altre capitali europee, e non solo visto che al momento la nostra ‘top destination’ ne include 60. Poi, ad esempio, siamo carenti in alcuni prodotti, come gli short-break, ovvero fine settimana a Parigi o altrove. Finora la nostra vacanza media è stata di una settimana o 14 giorni, mentre vorremmo infoltire l’offerta anche con fine settimana veloci, più usufruibili da parte dei giovani”.

Oltre al fatturato, in tre anni avete aumentato anche il personale. Da poche unità nel 2010 a circa 22 nell’alta stagione del 2012. E tutti giovanissimi. In base a quali canoni assumete nuove forze?

“Se il livello di manager in prima linea dev’essere una figura piuttosto preparata, con esperienza, tutti gli altri sono alla loro prima esperienza di lavorativa, neo-laureati alla facoltà di economia turistica o neo-diplomati provenienti da perito turistico. Così le loro competenze si formano direttamente qui, nei diversi cinque settori: commerciale, accounting, marketing, amministrazione e tecnico”.

Lavorare in un territorio come Rimini che vantaggi può avere? Sempre che ne abbia?

“Rimini ha un background valido per attingere risorse legate all’attività turistica. Molti sono gli studenti validi usciti dalla facoltà di Economia del turismo e per noi è un buon bacino da cui attingere. E poi è una città abituata a questo settore, con una certa predisposizione al lavoro stagionale. Anche noi, nei mesi clou di luglio e agosto maciniamo di più e abbiamo bisogno di più risorse per riuscire a evadere tutti gli ordini”.

Per chi sogna in grande, come voi due, c’è ancora tanto fare. Ma, ad oggi, avreste mai detto di arrivare qui?

“Siamo partiti nel 2010 con un piano di sviluppo di 5 anni che prevedeva una serie di step che nel tempo abbiamo raggiunto. Certo, quello che non ci aspettavamo era questo cambiamento repentino del mondo, la crisi e tutto il resto. Lavorare è diventato molto più difficile e quindi i risultati hanno più valore se ottenuti in situazioni come queste”.

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