"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Vivere low cost: pranzo o cena, purché sotto i 10 euro

di Angela De Rubeis

Low cost vuol dire anche arrangiarsi e scendere a compromessi! Con un budget massimo di 10 euro. Poniamo come condizione che il pasto al quale ci riferiamo sia quello della sera: la soluzione più in voga in questo momento è quella dell’happy hour con l’open buffet. Si tratta – per chi non lo sapesse – del caro vecchio aperitivo che però non si limita al piattino di stuzzichini, salatini e patatine, ma apre a portate “prendi tutto”. Dalle 19.00 è sempre più frequente vedere banconi da bar imbanditi con ciotole di pasta, patate arrosto, verdure grigliate e crudites, formaggi e salumi, e in alcuni bar anche il dolcetto.

In poche parole l’idea è quella di fornire un mini pasto al buffet al costo di una bevuta, che in realtà ha un prezzo superiore rispetto al solito drink, ma pur sempre conveniente. Dai 5 euro medi ai 10 euro per le bevande più costose.

Molto “low cost” poi è il cibo etnico, a cominciare dal ristorante cinese che al costo di 3 euro offre una porzione di risotto. E per un menù con antipasto (costo medio 3 euro) oppure con secondo (costo medio 5 euro) a meno di 10 euro. Conveniente ma pesantuccio, per questo abbiamo consigliato due portate al posto di tre!
Rimanendo in clima etnico non possiamo non menzionare il panino Kebab. In questo caso il costo medio è di 3.50-4 euro cui aggiungere 2 euro almeno di bibita gassata (d’obbligo per i sapori forti). Costo medio del pasto: 6 euro. Naturalmente il Kebab – visto il successo – si è evoluto. Ecco che non è strano trovare nei ristoranti che vendono questi panini (quasi sempre da portar via) anche la pizza Kebab, il piatto kebab e tante altre varianti di una “stessa canzone”: la carne di montone, o per lo meno di questo animale dovrebbe trattarsi!
Etnico è anche il cibo greco, con prezzi superiori, ma che con 5 euro ti fa portar via una pita con gyros, una sorta di piada/pianino greco con salsa yogurt, cipolle, pomodori e carne che per un profano potrebbe sembrare la stessa di quella di un panino kebab.
Ma non possiamo dimenticare che anche l’Italia è in grado di offrire dei piatti buoni (permettetemi di dire anche più genuini rispetto a quelli offerti dagli amici stranieri) a poco prezzo. Se è vero che la regina della Romagna è la piadina (costo medio 4.50 ma può raggiungere picchi di 6-7 euro) non possiamo scordare che l’Italia è anche patria della pizza. Da portar via? Comodamente seduti al tavolo della pizzeria? A domicilio? Al taglio? In qualsiasi modo purché sia pizza! Scherzi a parte, una pizza oscilla dai 4.50 della margherita sino ai 10 euro della super farcita, ai quali bisogna aggiungere un euro o  al massimo un euro e mezzo sia per il coperto sia per la consegna a domicilio. Diciamo che nel caso del consumo in pizzeria si possono sforare i 10 euro che ci eravamo imposti, ma siamo sempre nell’ambito low cost.

Infine, segnaliamo la presenza (da un annetto o poco più) di una piccola rosticceria siciliana a Rimini che con due euro fa provare l’esperienza di un ottimo arancino siciliano. La pallottola di riso ripiena con prosciutto, ragù, melanzane e tanto altro che da sola può tranquillamente sostituire un pasto. E per chi ha l’appettitone c’è sempre la possibilità di fare il bis. E siamo a 4 euro, se ci aggiungi i 2 euro della bibita siamo largamente dentro al budget. Ottimo e decisamente “low cost”.

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