"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Uno Skema vecchio

Skema è una società di consulenza aziendale balzata agli onori della cronaca riminese (ha sollevato il caso il quotidiano La Voce) per una pervasiva presenza in un discreto numero di società a partecipazione pubblica, dove la politica ha un suo  peso.   Per rendere comprensibile la storia facciamo un breve riassunto, a partire dai fatti più recenti.

Il 19 settembre 2011  l’assemblea dei soci di Convention Bureau, società  per il 72,8 per cento  di proprietà di Rimini Fiera che gestirà il Placongressi di Rimini e Riccione,  elegge presidente, al posto dell’uscente Mauro Ioli, il commercialista Roberto Berardi.  Berardi, tra i promotori della società Skema, non è noto al grande pubblico ma dimostra di essere ben introdotto negli ambienti che contano. Presidente, fino all’anno scorso, del Collegio dei revisori dei conti della Provincia di Rimini,  nel mese di giugno è stato nominato, per un periodo di tre anni, nel collegio sindacale di Rimini Fiera (che come abbiamo visto è di fatto la proprietaria di Convention Bureau). Conflitto di interessi palese, perché  controllore e controllato coinciderebbe con la stessa persona. Conflitto che  opportunamente è stato risolto con le dimissioni dal Collegio della Fiera., prima dell’accettazione formale del nuovo incarico. Ma non finisce qui, perché l’onnipresente Berardi è anche componente, nominato come rappresentante dal Comune di Rimini, del Consiglio generale della Fondazione Carim, che a sua volta detiene il 9 per cento del pacchetto azionario di Convention Bureau (di cui è diventato Presidente). Incarico che pare non intende lasciare.

A prendere il posto di Berardi nel Collegio dei revisori dei conti della Provincia è entrato un altro uomo di Skema, un certo Pier Luigi Malaguti, quasi fosse un ruolo patrimoniale (cioè comprato)  della società in questione.

Non va male nemmeno nel Comune di Rimini, dove a presiedere il Collegio sindacale di Rimini Holding spa, la società comunale che detiene tutte le sua partecipazioni societarie del Comune, viene chiamato, nel maggio 2010,  Stefano Fabbri, sempre di Skema (che è anche Vice Presidente della Banca Malatestiana e uno dei tre revisori dei conti del Comune di Bellaria).  E tanto per non strafare,  dei cinque componenti del Collegio dei revisori dei conti di Rimini Holding, due, Lorenzo Nardella come effettivo e Gabriele Baschetti come supplente, provengono dalla medesima società. In pratica sono la maggioranza. Il loro incarico scadrà alla fine del 2012.

Per finire, Skema è anche consulente di Aeradria, la società dell’aeroporto,  sempre di proprietà pubblica (il Comune di Rimini detiene il 16 per cento e la Provincia per il 34 per cento del capitale sociale).

A questo punto molti si chiederanno: ma a Rimini, per consulenze di azienda,  esiste solo la società Skema ?  Come mai Provincia e Comune di Rimini, più società collegate, ricorrono così insistentemente alla stessa società, incuranti dei tanti conflitti di interesse cui danno luogo ?

A capo della Provincia e del Capoluogo ci sono due giovani amministratori,  ma non sembra che il fattore anagrafico sia garanzia di  una gestione più aperta  e trasparente. Il silenzio che ha accompagnato la notizia probabilmente denota qualche imbarazzo , ma non è una spiegazione.

Un metodo nuovo e più trasparente avrebbe sicuramente richiesto manifestazioni di interesse pubbliche, acquisizione delle candidature, comparazione di titoli e meriti,  infine la pubblicazione di graduatorie da cui attingere  in caso di necessità.  Purtroppo niente di questo è stato fatto e il caso dimostra che anche i giovani possono essere meno innovativi di quanto ci si aspetti.  Ma non bisogna dimenticare che il Pubblico è di tutti e la trasparenza dovrebbe costituire una prassi normale.

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