"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Una vita da borghi

di Marzia Caserio

 Sempre più piccoli, sempre più soli. Sono i borghi dell’entroterra della provincia di Rimini, realtà antiche che hanno un sapore ormai lontano dai ritmi frenetici e veloci delle città, ma che nonostante tutti i problemi connessi, resistono agli scossoni del tempo che passa e cambia tutto. Ma le sofferenze di questi paesi di collina, dalla disoccupazione alla “fuga” dei suoi abitanti, come possono essere alleviate? Cosa si può fare per tirare su le sorti di queste fortezze tanto capaci di attirare visitatori dall’estero quanto a rischio spopolamento?

 Un borgo, un palazzo

Il nostro viaggio comincia da Montegridolfo, borgo inserito tra i più belli d’Italia che grazie a Palazzo Viviani e al suo centro storico caratteristico, è punto di attrazione per molti turisti.

“Sono molti coloro che decidono di soggiornare qualche giorno a Palazzo Viviani, nonostante non sia per tutte le tasche” commenta il sindaco Nadia Fraternali. Questo palazzo residenziale oltre ad essere una nostra struttura ricettiva, è anche un luogo di ritrovo per eventi, convegni e conferenze che convogliano più persone ed incentivano l’attività commerciale di bar, ristoranti e agriturismi. Sono proprio questi ultimi a rivelarsi un punto nevralgico dell’attività della vallata, soprattutto a Saludecio e Mondaino dove casolari rustici e percorsi naturalistici si alternano con molta frequenza.

Come attrattiva turistica, in Valconca c’è anche il Museo della Linea Gotica che nel 2010 ha registrato 4900 presenze ma il problema in tutti i casi è sempre uno: la posizione decentrata del borgo. “Per stuzzicare il turismo straniero abbiamo organizzato anche due tour educational per il mercato russo – prosegue il primo cittadino di Montegridolfo. I tour operator sono molto interessati ma poi la vera attrattiva rimane la Riviera. Da noi vengono solo per una toccata e fuga ed è questo il vero problema”.

 Conquistare e trattenere

Infatti, il punto della questione, come sottolineato dai nostri interlocutori, non è far arrivare gente interessata ma farla rimanere per qualche giorno. Se in estate è facile, in inverno diventa più complicato: vuoi per le condizioni climatiche, vuoi per i collegamenti non sempre efficienti. Un esempio è il comune di Montescudo, 3.300 anime, che grazie alle sagre e alle rassegne teatrali del “Rosaspina”, in particolare, cerca di resistere agli scossoni del tempo: “Migliorare i collegamenti con i mezzi di trasporto è la prima cosa che chiediamo. Sono anni che tentiamo di far sentire la nostra voce, ma poi tutto si conclude con un nulla di fatto”, spiega Gilberto Arcangeli, assessore comunale al Turismo, alla Cultura e allo Spettacolo. Soprattutto la domenica, dice l’amministratore, è impossibile muoversi con i mezzi: non c’è nessun autobus e spesso ci si trova in situazioni irreali: “E’ successo che dei volontari sono andati a prendere dei turisti e non sapevano come venire oltre, insomma così una persona non è motivata a venire fin qui. Ma per gli stessi giovani che di domenica d’estate vorrebbero andare al mare non c’è molta scelta, se non qualcuno che li accompagni con la macchina”. Se la via delle comunicazioni lascia a desiderare, anche quella culturale ha poche chance: purtroppo l’ultima guerra ha distrutto molto e di reperti archeologici è rimasto poco. “Nonostante questo” – sottolinea l’assessore – “in molti negli ultimi anni hanno deciso di ritornare a vivere a Montescudo, forse perché costa meno o perché siamo considerati una prima periferia di Rimini”.

 Alta montagna, o quasi

Risalendo la Valconca troviamo Gemmano, un comune che assomiglia più a quelli di montagna, con una popolazione anziana e delle condizioni climatiche per nulla favorevoli. Gli inverni a Gemmano sono lunghi e affrontarli diventa la priorità: “Con le ultime nevicate abbiamo avuto problemi di smottamenti non di poco conto e di solito i soldi, quei pochi che abbiamo, finiscono lì” spiega il sindaco Edda Negri. Molte risorse vengono impiegate anche nei trasporti stradali, ma a differenza degli altri, il primo cittadino di Gemmano non si lamenta: “Dobbiamo ringraziare per quello che abbiamo perché i trasporti, sul bilancio del Comune, hanno un costo non irrisorio e per il momento non possiamo permettercene altri, ci piacerebbe, ma…”.

Ma nonostante una posizione geografica sfavorevole, Gemmano si celebra con le sue grotte di Onferno che dopo un lungo lavoro di recupero ritorneranno a nuova vita e riapriranno al pubblico con implementazioni strutturali di un certo valore. Non solo. L’ente gestore è diventato il Wwf e le grotte sono state inserite nell’Associazione Città delle Grotte riconosciuta dall’Anci, organizzazione che rappresenta le grotte più belle d’Italia. “Con questo speriamo di attirare più visitatori e incrementare un turismo verde. Ad affiancare questa risorsa naturale, ci sono tante altre attività collaterali come le sagre dei mesi estivi o “Gemmano e sapori,” una mostra mercato con agricoltori della Valconca che vendono verdura e frutta di stagione.  Mettere in cartellone altri appuntamenti però non è facile. “La coperta è quella che è – commenta il sindaco Negri – e poi non dobbiamo dimenticare i cittadini, quelli più anziani o quelli in cassa integrazione che hanno bisogno di sostegno concreto”.

Proprio in questi borghi, dove tutti si conoscono, il sindaco è la prima figura di riferimento a cui rivolgersi, soprattutto quando si fa fatica ad arrivare a fine mese: “Quando possiamo facciamo raccolte alimentari per i più bisognosi ma non è sempre facile: spesso la gente per dignità non vuole far conoscere il suo stato di indigenza”. Sempre per gli anziani, poi, il Comune di Gemmano sta cercando di mettere a punto un servizio di mutuo soccorso costituito da volontari, in grado di risolvere i problemi più semplici.

 La fuga dei giovani

Dalla Valconca alla Valmarecchia, risalendo il fiume, si raggiunge, arroccato su un’antica roccia, a San Leo, forse uno dei borghi più conosciuti a livello turistico, non solo d’estate ma durante tutto l’anno. Nonostante una serie di curve e tornanti, difficile da percorrere giornalmente, in molti salgono per visitare la rocca e ciò che rimane dell’antico borgo. “Da primavera all’autunno i turisti ci sono sempre, è logico che d’inverno il trend si abbassa e ad una certa ora in giro non c’è più nessuno”, lamenta il sindaco Mauro Guerra.

Qualcuno, tra gli abitanti, riesce a trovare anche d’inverno un’occupazione in attività pubbliche o ricettive del posto. Per chi non ce la fa è necessario allontanarsi: “I più forti rimangono ma è logico che chi ha un’alta specializzazione è obbligato ad andare via e di solito sono i giovani ad abbandonare il paese”. Per quelli che rimangono, però, le esigenze ci sono e vanno ascoltate: “Chiediamo politiche diverse, non solo a livello di sistema dei collegamenti, ma anche dal punto di vista delle strutture. Per noi erogare servizi e attivare strutture che in città possono apparire scontate, come un ufficio postale o una scuola, è ciò che fa la differenza”.

Tra i “piccoli” dell’alta Valmarecchia, da poco entrati in provincia di Rimini, c’è anche Pennabilli, terra rinomata anche grazie all’influenza di Tonino Guerra e delle sue poesie. Il problema, come nel caso degli altri borghi di cui abbiamo già parlato, è sempre lo stesso: le vie di collegamento con il resto del territorio, soprattutto nel periodo invernale.

 Più volte i vari comuni dell’entroterra riminese, sia della Valmarecchia che della Valconca, hanno tentato, insieme e da soli, di far sentire la loro voce per ottimizzare i trasporti e dare un servizio migliore ad abitanti e turisti. Ma la vera risorsa, in questo breve viaggio, sono senz’altro gli abitanti, gli unici e forse i soli a migliorare i borghi e a farli sentire ancora vivi.

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