"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Tutti i vantaggi dell’ozio

di Stefano Rossini

L’ozio non è il dolce far nulla. E’ un’attività della mente che aiuta lo spirito, che lo rinfranca, e che permette all’uomo di osservare la vita e il quotidiano da un punto di vista diverso. Anche se nei secoli ha acquistato una connotazione negativa – si dice che l’ozio è il padre di tutti i vizi – nel mondo antico l’otium indicava principalmente il tempo dedicato alla speculazione filosofica, al pensiero, al riposo intellettuale. Attività che si contrapponeva al negotium, il lavoro, quello che toglie tempo all’uomo senza lasciargli
spazio per se stesso. Ne consegue che l’ozio, per essere davvero un toccasana per la mente e il corpo, deve essere “svolto” in un luogo adeguato, piacevole, rilassante, bello. Secondo Giampiero Bianchi, graphic designer di Novafeltria, questo luogo è il Montefeltro.

In che senso il Montefeltro è un luogo ideale per l’ozio?
“L’idea – racconta Giampiero Bianchi – è nata 5 anni fa. Ho pensato che certe particolarità del Montefeltro che fino a quel momento avevo visto negativamente, come la mancanza di fabbriche o di certe attività, potessero essere un plus, un valore aggiunto per chi cerca un ritiro dalla vita della città. Non è certo un pensiero rivoluzionario. Ma quello che è sempre mancato, in questo genere di proposte, è un taglio più accattivante. Ho pensato di utilizzare, per promuovere l’ozio nel Montefeltro, le tecniche di comunicazione più efficaci. L’idea è piaciuta e in questi anni ha visto la collaborazione dell’associazione degli industriali, degli albergatori e di altre categorie di settore che si sono riconosciuti in questo progetto”.

Nasce così il sito e il progetto: Otium nel Montefeltro (www.otiumnelmontefeltro.it), che si propone di incentivare l’economia turistica del Montefeltro, concentrandosi su alcuni
aspetti, tra cui quello ricettivo, ristorativo, del benessere, e quello delle economie artigianali. Il progetto vuole essere un punto di contatto tra questi aspetti, e nel contempo fornire una “veste” di marketing che sappia essere accattivante. Un punto di vista
interessante, tanto che la Comunità Europea nel 2009  ha dato il proprio riconoscimento inserendolo tra i progetti più creativi e innovativi.

Concretamente cosa si propone il progetto di Otium nel Montefeltro?
“Nel Montefeltro ci sono tutte le carte in regola per offrire un’esperienza unica a chi decide di visitarlo. Innanzi tutto i luoghi incredibili e i panorami spettacolari. La bellezza naturale del Montefeltro non è seconda a quella di luoghi più blasonati. Ci sono i silenzi, le pause. I paesini arroccati e ancora integri nelle atmosfere di un tempo. Ma ci sono anche le eccellenze enogastronomiche, i prodotti tipici e i ristoranti che li valorizzano.
Le strutture ricettive e quelle del benessere. Una seria di plusvalori che rendono questo territorio di confine estremamente attraente.
Quello che manca è il valore aggiunto. Un coordinamento e una direzione artistica capaci di fare del marketing fatto bene. Io ho puntato molto sulla dimensione dell’otium. L’obiettivo è quello di incentivare l’economia, di creare spazi creativi, di realizzare
workshop e soprattutto di valorizzare al massimo gli elementi già presenti sul territorio.
Il blocco degli assegni del tempo è, ad esempio, uno degli oggetti di design che fanno parte del brand territoriale Otium nel Montefeltro. È composto da sette foto di paesaggi del Montefeltro vocati alla contemplazione. La contemplazione qui è intesa come porta di accesso alla creatività. Dietro ogni foto 4 fogli di carta da schizzi per fermare sulla carta le idee prodotte. Il valore in tempo simbolico di ogni foglio è di 5 minuti per un totale di 140 minuti per blocco. Si vuole attraverso questo oggetto, mettere in evidenza il tempo speso per qualsiasi tipo di creatività”.

In pochi anni Giampiero Bianchi ha dato vita al suo progetto. Una nuova visione del Montefeltro, una proposta economica che si appoggia alle teorie di Stefano Zamagni, una ricerca di uno spazio che non sia solo “vacanza” da tour-operator. Il logo di Otium è una lumaca che indica da un lato l’approccio slow alla vita, ma anche una teoria
economica di consumo ragionevole. “La lumaca – racconta Bianchi – costruisce il suo guscio secondo un preciso teorema matematico. Ogni cerchio è il doppio del precedente. Se la lumaca continuasse a costruire cerchi, entro breve avrebbe una chiocciola enorme,
ingestibile. Per cui, costruito lo spazio necessario alla sua vita, torna indietro e rafforza quelli già fatti”.

A fronte di tutto questo lavoro, qual è lo stato attuale del progetto?
E’ riconosciuto dalle istituzioni?

“Questa è sicuramente la parte più complicata di tutto il lavoro. Sono stati anni di lavoro intenso. E’ indubbio che Otium nel Montefeltro ha creato molto interesse, merito anche del riconoscimento europeo.
Sindaci, presidenti di enti e parchi hanno capito il potenziale del progetto, e molti privati hanno già aderito. E’ un lavoro lungo, non me lo nascondo, ma sta dando i suoi frutti. Bisogna mettere assieme persone diverse: artigiani, intellettuali, amministratori e dare vita ad un unico brand del Montefeltro, indipendente da altre appartenenze.
Già il passaggio dei comuni dell’Alta Valmarecchia da Marche ad Emilia Romagna è un passo in più che costringe a riallacciare nuovi rapporti.
Ma credo molto in questo progetto e penso che possa superare le barriere e le difficoltà”.

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