"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

aprile: 2018
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Tutti i gusti di Fugar

Nata nei primi anni settanta dall’incontro, dall’idea e dalle capacità imprenditoriali di quattro agenti di commercio, Fugar divenne in brevissimo tempo il primo e più importante Cash & Carry (self service all’ingrosso) d’Europa,  specializzato in prodotti ed attrezzature per pasticceri e gelatieri. Dopo pochi anni l’azienda decise di abbinare, all’attività commerciale, anche la produzione di ingredienti composti per la gelateria e la pasticceria artigianale.

I  successi di queste produzioni, come le paste di pistacchio, nocciola e altre,  insignite della medaglia d’oro dalla prestigiosa Accademia Maestri Pasticceri Italiani, oltre che Grand Orange, riconosciuta come miglior bagna all’arancia, hanno portato la società ad acquisire, nei primi anni ottanta,  una seconda struttura di 2.000 mq nella zona artigianale di Rimini.

La ricerca di un miglioramento continuo, la costante attenzione alla soddisfazione dei clienti, la valorizzazione delle risorse umane, l’alta qualità  delle referenze (ingredienti), prodotte con sistemi tecnologicamente all’avanguardia, nel rispetto della loro naturalità e della tradizione, hanno portato alla necessità di realizzare un terzo stabilimento, questa volta a Verucchio, di 14.000 mq.

In sintesi, oggi, l’offerta del Gruppo spazia tra gli ingredienti composti per gelateria e pasticceria, dove ricava l’80% del fatturato, prodotti da Fugar Produzione, la vendita di macchinari, attrezzature e minuteria che fanno capo a Fugar Commerciale, Arte Dolce, centro di apprendimento e specializzazione per pasticceria, gelateria, ristorazione e bar.  Infine, la più recente, Coronelli, una organizzazione che commercializza prodotti esclusivi, tutti di altissima qualità, di produzione italiana e dal design accattivante, per bar, pasticcerie, ristoranti ed hotel. Fiori all’occhiello sono il caffè, la linea Onice (prodotti a base di aceto balsamico di Modena), le marmellate e le creme spalmabili, i liquori.

 “Una rete vendita costituita da un centinaio di agenti copre l’intero territorio nazionale, mentre un quarto del fatturato di Fugar Produzione deriva dal commercio con l’estero; operiamo, infatti, sia nei mercati europei che in quelli asiatici, oltre che nel Sud America (dove siamo impegnati anche in attività a carattere sociale e solidale quale il sostentamento di una casa famiglia per bambini e ragazzi bisognosi), spiega Andrea Cinelli, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fugar. “La solida struttura finanziaria, la fitta rete commerciale, un clima estremamente positivo nell’ambiente di lavoro e l’alta qualità dei nostri prodotti ci hanno consentito di resistere abbastanza bene alla crisi in corso, che ci ha investito, ma in forma tutto sommato marginale. I primi sintomi, prosegue Cinelli, li abbiamo avvertiti nei primi mesi del 2009, non tanto a causa di una contrazione dei consumi finali che riteniamo non ci sia stata, ma dovuti ad una sorta di paura che ha pervaso i nostri clienti,  che hanno effettuato acquisti più cauti o dilazionati nel tempo. È vero che la situazione economica generale non è fiorente, ma la nostra impressione è che qualcuno si stia approfittando di questa ossessione della crisi… in fondo, forse, in questi momenti ad un peccato di gola e ad un momento di dolcezza non si rinuncia!

Comunque, grazie ad oculate ed innovative strategie commerciali, abbiamo tenuto la nostra quota di mercato ed abbiamo chiuso il 2009 mantenendo invariato il fatturato. Tutto ciò senza aver rinunciato alla qualità dei nostri prodotti, che per noi è di fondamentale importanza, e senza aver mai dovuto ricorrere alla riduzione dell’orario di lavoro dei nostri collaboratori anzi, procedendo a nuove assunzioni anche in questi giorni, nonostante si vedano pochi segnali di ripresa. Tuttavia, dalle fiere cui abbiamo partecipato, cogliamo un certo ottimismo sul superamento di questa fase.

La crisi, però, ha avuto anche qualche merito e cioè quello di aver operato una certa selezione nel mercato, premiando chi come Fugar fa della qualità una sua bandiera. Una globale riduzione dei prezzi ha abbassato i margini, ma con nostra grande sorpresa abbiamo visto migliorare la redditività. Ciò grazie anche all’impegno, all’efficienza ed al forte senso di squadra di tutto il nostro personale, uno staff ormai consolidato e fedele all’organizzazione, come lo testimoniano i dati sull’assenteismo o sulle sostituzioni che risultano del tutto irrilevanti. È pur vero che Fugar è probabilmente una delle poche aziende della provincia in cui il personale dispone, all’interno della sede, di una palestra, una mensa, una sala relax, un’area ricreativa con tavolo da ping pong e perfino un campo da basket.”

 Criticità nel fare impresa a Rimini? “Premesso, prosegue Cinelli, che il nostro è un mercato globale in continua espansione, la prima difficoltà nel fare impresa in questo territorio è la mancanza di adeguati collegamenti aerei, non solo internazionali ma anche nazionali. L’aeroporto di Rimini è molto attento per i collegamenti prettamente turistici, meno per gli altri ambiti dell’economia. È per questo motivo che i nostri ospiti sono costretti a far scalo a Forlì o a Bologna e questo crea non pochi disagi. Vi è, inoltre, il tema occupazionale: le aziende sammarinesi, usufruendo di un sistema di tassazione differente, hanno la possibilità di concedere salari più alti rispetto a quanto possiamo fare noi, esercitando però in tale ambito una concorrenza sleale. Inoltre, anche il settore turistico sottrae manodopera perché molti giovani e molte donne preferiscono un lavoro stagionale piuttosto che uno annuale in azienda. Da non sottovalutare, infine, il fattore mentalità: proprio in questi ultimi giorni abbiamo convocato due giovani donne, che avevano già sostenuto un colloquio, per proporre loro l’assunzione, ma hanno declinato l’offerta adducendo che la nostra sede era troppo lontana dalla loro abitazione… in realtà si trattava di pochi chilometri!”

 Certo, c’è da riflettere sulla natura dei tentennamenti di queste donne, soprattutto in presenza di una situazione occupazionale oggettivamente difficile. Bisogna chiedersi se sono le alternative del lavoro stagionale o piuttosto la mancanza di servizi, magari per i propri figli piccoli, a motivare questi rifiuti, apparentemente poco comprensibili.

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