Talamello: tanti residenti se ne sono andati

Forse non tutti i riminesi sanno che Talamello, un antico borgo, poco sopra Novafeltria, risalente al IX secolo, governato, alternativamente, dalla Chiesa, dai Malatesta, quindi da Federico di Montefeltro, per tornare ai Malatesta di Sogliano, ha dato i natali, nel lontano 1845, al compositore e critico musicale Amintore Galli, da cui prende il nome il Teatro di Rimini.

Venendo però al presente quello che chiama l’attenzione è l’elevato numero dei residenti di questo Comune che si sono, negli anni, trasferiti all’estero: a fine 2021, stando al Report 2022 sugli italiani nel mondo, della Fondazione Migrantes, erano 274 gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), su una popolazione di 1.060 abitanti. Vuol dire che se n’è andato un residente su quattro. Risultato che lo catapulta tra i primi 25 comuni, per incidenza migratoria sulla popolazione, dell’Emilia Romagna.

In realtà, negli ultimi quarant’anni la popolazione di Talamello è aumentata di quasi trecento unità, ma è pur vero che nell’ultimo quinquennio c’è stata una inversione di tendenza. Testimoniata anche dal saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) negativo. Calo non compensato nemmeno dalla popolazione straniera presente, che si ferma ad uno scarso sei per cento del totale (60 persone). 

Il risvolto è una densità  di 100 abitanti per chilometro quadro, a fronte di una media provinciale di 389. Insomma, non mancherebbe lo spazio per ospitare nuove persone

Inutile dire, come capita in numerosi piccoli comuni dell’entroterra, che a restare sono soprattutto gli ultrasessantacinquenni, che già rappresentano un quarto abbondante della popolazione  residente.

Il motivo dell’abbandono, in particolare dei più giovani, come ci conferma il sindaco Pasquale Novelli, non è tanto la mancanza di lavoro, anche se sono poche, su un totale di 83 imprese comunali attive, le aziende di una certa dimensione. Tra queste c’è la Salcavi di Campiano, lungo la strada Marecchiese, territorio di Talamello, che produce cavi elettrici e da lavoro a circa duecento persone, cui deve aggiungersi, a Secchiano, ma siamo a Novafeltria, i nuovi insediamenti del gruppo Indel B, frigo per camion, con altrettanti occupati.

Come al solito il deficit riguarda i servizi, essenziali, ma anche complementari.

Nell’antico borgo di Talamello c’è un ufficio postale, aperto tre giorni a settimana, ma non ha un Postamat per il ritiro del contante. E uno sportello bancario non  c’è mai stato. Ed anche qui l’ultimo negozio di alimentari ha chiuso, per scarsità di clienti, un paio di anni fa. Non manca, sottolinea il Sindaco, dove fare la spesa, a Campiano c’è un supermercato. Ma ci vuole l’auto, e se un anziano non guida deve ricorrere per forza ad un familiare. Ammesso che ci sia.

Anche il medico di famiglia che un tempo aveva lo studio nel centro storico, adesso si è trasferito nella frazione di Cà Fusino, lungo la strada che porta al borgo, dove sono concentrati più pazienti. Solita storia: per una visita i non auto muniti devono farsi accompagnare da qualcuno. Nella stessa frazione c’è anche l’unico pediatra per l’intera vallata.

Un servizio, che invece manca negli altri comuni della zona, è il tempo pieno di due scuole, aperte dalle 8 alle 16, una per l’infanzia e una primaria (elementare), con 136 alunni iscritti, molti provenienti anche da fuori.

Tornando all’economia, il turismo, con 2 B&B e un affittacamere attivi, è una attività piuttosto marginale, come ci conferma Pasquale Novelli.  Non che in zona manchino cose da visitare, ma le tante risorse, paesaggistiche, naturalistiche e culturali, mancano di qualcuno, fa eccezione qualche  imprenditore particolarmente dinamico, che le organizzi e le offra sul mercato. Il Sindaco suggerisce che dovrebbe essere l’Unione, perché fuori dalla portata di un singolo comune.

Tra le risorse culturali Talamello conta con un Museo, inaugurato nel 2002, dedicato al pittore Fernando Gualtieri, che il 1° dicembre scorso ha compiuto 103 anni, nato in Francia da genitori emigrati. Il padre, minatore,  dal cesenate, che muore di silicosi ad appena 38 anni, e la madre da Talamello, anche se poi si trasferìsce a Viserba. Dove l’artista, considerato uno dei maggiori pittori viventi, torna tutte le estati. Il Museo, che conta una sessantina di opere donate al Comune dall’artista, ha sede nel Borgo storico, ed è aperto tutti i fine settimana. Per sicurezza è comunque meglio prenotare (www.gualtierimuseum.it).

Parlando di turismo e visitatori non può, infine, mancare un richiamo al formaggio di fossa, di cui si tiene tutti gli anni, a novembre, una rinomata fiera, in particolare dell’Ambra di Talamello, che riposa tre mesi in fosse, alcune visitabili, scavate nella roccia arenaria. Una pratica che pare risalga al medioevo.

Come è risaputo le risorse economiche dei piccoli comuni sono sempre scarse e Talamello, al pari di tutti gli altri, cerca di approfittare al massimo dei bandi del PNRR (Piano Nazionale di Riprese e Resilienza), del GAL (Gruppo di Azione Locale) Valli Marecchia e Conca e dei fondi messi a disposizione per le aree interne (Talamello, Novafeltria e San Leo sono considerate aree “intermedie” mentre  Maiolo, Pennabilli, Casteldelci e Sant’Agata Feltria aree “periferiche”), che facendo la somma ammontano, per l’intera vallata, a 12 milioni di euro.

Non è facile, sottolinea il Sindaco, i bandi sono tanti, le procedure complesse e il personale ridotto. Dalla Provincia, dove si è costituito un gruppo di lavoro, il supporto è minimo, comunque insufficiente.

Fino ad ora il Comune ha partecipato a 4 bandi del PNRR: quello per la valorizzazione dei Borghi, non finanziato (è il famoso bando dove il 92 per cento delle risorse sono andate in Emilia e solo un residuo 8 per cento è arrivato in Romagna), per la messa in sicurezza della Fossa Cà Fusino,  l’efficientamento energetico e la sistemazione della mensa scolastica della scuola per l’infanzia. Tutti finanziati.

Dai GAL sono arrivati finanziamenti per altri due progetti, in procinto di partire: il “mettotolgodipingo” per risistemare le facciate degli edifici pubblici e privati;  i CIP Minor, rete di Centri per l’interpretazione del paesaggio, una sorta di percorsi ideali alla scoperta del territorio della Valmarecchia e Valconca.

Terzo filone, per le aree interne, dove sono arrivati 800 mila euro per l’efficientamento della scuola primaria, con annesso parcheggio, e la sistemazione del “sentiero del minatore”, 2-3 chilometri che da Campiano porta al borgo storico.

Ultimo: il Sindaco si sta adoperando per la costituzione della prima Comunità energetica della zona, che dovrebbe partire entro il 2023.