"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Stilisti per la pelle

di Laura Carboni Prelati

 “Sono i dettagli, i particolari che fanno tendenza, che decretano lo stile, che creano unicità; le rifiniture accurate li esaltano”diceva Valentino Garavani nel suo famoso discorso al Global Celebration of Fashion.

Tratto distintivo dell’artigianalità italiana è il costante primato di innovazione stilistica e qualitativa che la rende indispensabile per la domanda mondiale. E’questo il motivo per cui anche le grandi Maison della moda internazionale si rivolgono ai nostri abili artigiani;l’ inconfondibile talento italiano sa essere innovativo, geniale, sa creare prodotti di lusso senza paragoni, caratterizzati da passione, cura dei dettagli, materiali eccellenti.

E spesso le piccole aziende sono le artefici, nei propri manufatti, di quello speciale “valore aggiunto”così insolito; stivaletti, scarpe, borse, cinture, capi essenziali dell’abbigliamento femminile, diventano irrinunciabili accessori moda con eleganza e comfort.

Per toccare con mano la bellezza di queste creazioni, abbiamo incontrato due pellettieri, titolari d’ impresa, che gestiscono piccole aziende locali, nel solco della tradizione.

 CALZATURE E ACCESSORI MODA “DANIEL GUCCINI”- RICCIONE 

Proprio ai materiali, alle linee, al buon gusto, all’Italian Style, Gianfranco Montanari, contitolare col fratello Gianluca dell’Azienda Daniel Guccini, è sempre stato attento, si può dire sia una “questione di famiglia”. Lo incontriamo nel negozio in Viale Dante a Riccione.

-Quanto tempo fa ha iniziato l’attività? -“Ho iniziato 20 anni fa,a 30 anni, ma la curiosità per questo lavoro è nata da bambino, quando,andando nel laboratorio di mio padre Luigi, osservavo la sua bravura, sognando di realizzare creazioni come le sue. Lui disegnava modelli, tagliava pregiate pelli o bellissimi tessuti per abiti da sera/ cerimonia che, poco dopo, diventavano scarpe. Era straordinario vederlo mentre montava i pezzi sulla sagoma; mi piaceva il momento in cui la scarpa, finita, usciva dalla forma. La controllava nei minimi particolari per vedere se c’era un’imperfezione, ma, sempre, finiva per ammirare quel piccolo gioiello fatto“su misura”. Sono cresciuto lì ,nel retrobottega, i miei genitori lavoravano per il Calzaturificio Eden a Rimini; nel ‘69 si mise in proprio. La svolta avvenne nel’95; un nostro negozio in zona Alba a Riccione. Poi tutto è cambiato, soprattutto il turismo; i villeggianti facevano acquisti, ora molto meno. Le compere si concentrano nel week-end,ma Viale Ceccarini è frequentatissimo, lì tutto fa tendenza”

-Quali studi ha fatto?-“Ragioneria, ma volevo imitare mio padre. Lui mi ha insegnato a disegnare un’idea, a trasferire il bozzetto in modello, a realizzare disegni sul pellame (modellista). Era abile nel creare prototipi e aveva una maestria e una tecnica raffinata. Poi mi ha insegnato il taglio, il montaggio, le cuciture, le rifiniture”

-Questi talenti sono diventati il suo mestiere?-“E’ stata una logica evoluzione di ciò che avevo imparato negli anni. Mia madre sognava di vedermi dietro una scrivania, ma io sono soddisfatto della mia scelta, pur con qualche difficoltà”

-Ha un laboratorio?-“In zona Padulli a Rimini”

-Ha acquistato macchinari nuovi, ricevuto finanziamenti?-“Si, li ho comprati, ma senza finanziamenti; adesso abbiamo macchinari moderni dotati di una vasta gamma di prestazioni”

-Quanti dipendenti ha l’azienda?-“Due, oltre me e mio fratello Gianluca; siamo soci al 50%”

-Acquistate pelli italiane?-“Si, tutto Made in Italy.Non abbiamo nulla di sintetico”

-Le vostre creazioni sono presenti in altri negozi?-“Abbiamo un rappresentante; produciamo e spediamo in tutt’Italia”

-Il brand è nato con questo nome?-Si, è un nome di fantasia, ci piaceva”

-Come nasce un modello nuovo?-“Spesso, viaggiando, si cerca di cogliere le mode locali; i colori, le linee, le forme, i dettagli, i materiali. Nei luoghi simbolo del fashion, dove saranno presentate le nuove collezioni, scelgo di fare una“vacanza”di lavoro per vedere le nuove tendenze moda. Posso trarre spunti creativi per elaborare ciò che poi proporrò alla mia clientela. In un altro paese,cosa indossa la gente? Anche la strada è fonte di ricerca; per me che osservo, sono occasioni preziose; a Febbraio, a Milano, c’è Lineapelle Summer 2017”

-Pensa che il suo prodotto, non di serie, sia competitivo sul mercato?-“Essendo una realtà molto piccola non ci mettiamo in concorrenza con chi produce migliaia di pezzi al giorno, cerchiamo di fare un prodotto buono ad un prezzo giusto (non avendo intermediari) siamo rivenditori diretti. Noi abbiamo una marcia in più,che è anche la nostra forza; produciamo calzature su misura e, su richiesta, personalizziamo per colore e modello. Per un matrimonio abbiamo fatto 12 paia di scarpe tra sposa, cugine, testimone, sorella, l’amica del cuore…C’è chi desidera gli strass, chi un fiocco o una spilla per sfoggiare qualcosa di originale, glamour, unico”

-Ha fatto creazioni un po’ pazze?-“Si, ricordo un sandalo delizioso. Il tacco era rivestito con una lattina di Coca-Cola.Venne la responsabile in negozio, dapprima voleva fare la voce grossa poi…me ne ha ordinate 10 paia! Alla parete c’è un quadro che sembra il “ritratto”di quel sandalo…”

“MARTYN” LO STILISTA PER LA PELLE, BORSE E ACCESSORI

L’artigiano pellettiere è una figura professionale poliedrica; sa essere un abile modellista, tagliatore, rifinitore, sa cucire e bordare perchè conosce la pelle e le sue impensabili trasformazioni, ma occorrono tempi lunghi di gavetta. Martino Cucchi fa eccezione “Fin da bambino-dice-ho visto lavorare bellissime pelli da papà Elearco e mamma Daniela nel nostro laboratorio a Gatteo (brand Srylanka aperto dall’81)”

-Ha fatto studi legati alla moda?-“Andai al Liceo Artistico a Ravenna, indirizzo Grafica, imparai a sviluppare modelli, fare disegni…”

-Finito il Liceo ha continuato?-“A 18 anni iniziai a lavorare come rappresentante per l’Azienda di famiglia, poi,5 anni fa, a 21 anni, il grande passo. Ho aperto un primo negozio col mio brand (Martyn) in Via delle Nazioni a Gatteo e, pochi mesi fa, questo nuovo a S.Arcangelo, in posizione strategica, sulla famosa scalinata. A 26 anni (sono un’89) posso dire di aver bruciato molte tappe, ma ho fatto sacrifici fin da ragazzino, nulla mi è piovuto dal cielo e la passione mi ha sostenuto…”

-Può produrre anche in questo nuovo negozio-laboratorio?-“Si,ci sono macchinari e banco lavoro. Su ordinazione riesco a tagliare la pelle, montare fodera e cerniere, borchie, finiture mentre il cliente fa un giretto sul Corso. Mia madre ieri ha fatto una pochettina in pitone, foderata, con 3 opzioni (per essere indossata con maniglia, tracolla, mano) in poco più di mezz’ora!”

-E’ un lavoro difficile?-“Si, anche complicato, di grande precisione, occorre esperienza. Bisogna riconoscere qualità o difetti della pelle e farne il miglior uso evitando sprechi. Tutto è fatto interamente a mano. Diventa difficile quando si utilizzano pelli preziose (pitone, coccodrillo); il minimo errore comporta notevoli quantità di denaro sprecato”

-Ma alla fine il buon lavoro premia!-“Posso ammettere che la qualità e il prestigio finali dipendono dalla preparazione e dalle cuciture. Se a cucire è una persona inesperta la borsa è cucita con poca cura, in maniera frettolosa, senza passione; la borsa ne risente molto, il suo aspetto risulterà diverso dal disegno originale, più anonimo, di certo non raggiungerà le nostre aspettative e la qualità che desideriamo creare”

-I pellami che usate sono italiani?-“Si, di grande qualità. Andiamo a Modena, San Marino dove hanno pelle ottima, non usiamo sintetici. Poi c’è il materiale alternativo; il jeans che usiamo per articoli di tendenza, ma le rifiniture sono in pelle(manici, tracolla, ecc.).

-Cos’ hanno di speciale le vostre borse oltre i materiali?-“La borsa è strettamente legata alla personalità di una donna-dice Martino- si adatta al suo corpo e all’uso che ne deve fare, noi cerchiamo di interpretarne le esigenze”

-C’è anche la possibilità di fare riparazioni, sostituire tracolle, fodere o manici?-“Certo. E’ d’obbligo recuperare capi vecchi dando loro nuova vita; ho appena sostituito la fodera a una borsa Ralph Lauren; ne valeva la pena! La borsa non ha età, è un accessorio senza tempo; anche se è vecchia, ma fa un buon servizio, si usa. Molte ragazze cercano nell’armadio la vecchia borsa della mamma, un po’per nostalgia, un po’ perché è trendy. Posso cambiare una cerniera, aggiungere una catenella, dei ganci, una chiusura..”

-La prima creazione?-“A 5 anni presi dei ritagli di pelle e feci il mio porta yo-yo!”.

 

 

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