"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
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Stagionali del turismo: pulizie a basso costo

di Domenico Chiericozzi

Le statistiche ufficiali dicono che ogni anno circa 28 mila persone su tutto il territorio della provincia di Rimini lavorano all’interno del distretto turistico locale.

Sono perlopiù giovani (più della metà ha meno di 34 anni), con una netta prevalenza di sesso femminile e qualifiche professionali che vanno dal cameriere di sala, all’aiuto cuoco, al barista dove il livello d’istruzione a livello universitario è richiesto solo nello 0,4% dei casi.  Sono, molto spesso, il biglietto da visita di strutture ricettive, bar ristoranti, oppure svolgono quelle mansioni ‘invisibili’ ma indispensabili.

Tra questi il personale assunto con la qualifica di ‘addetto alle pulizie delle camere’ nel settore della ricettività alberghiera ed extralberghiera. Il settore offre, da sempre, buone possibilità di lavoro. Ma a quali condizioni? Come in qualunque altro ambito, il datore di lavoro deve procedere a un’assunzione con un contratto di lavoro regolato dagli accordi nazionali, nella fattispecie quello del settore Turismo e Pubblici esercizi.

I sistemi statistici non sono particolarmente raffinati nel prendersi cura dei dati che si riferiscono ai lavoratori stagionali. Questo costringe a qualche approssimazione, tuttavia il ragionamento che segue rappresenta una buona manovra di avvicinamento alla realtà dei fatti.

Prendiamo le strutture alberghiere del solo Comune di Rimini: 1.090 alberghi con circa 70 mila posti letto quindi con una media di circa 64 posti letto a struttura. Se ipotizziamo una media di 3 posti letto a camera siamo a circa 22 camere per albergo. Il settore pulizie dovrebbe quindi occupare, mediamente tra bassa, media e alta stagione, almeno 3-4 persone a struttura per un totale di assunzioni stagionali tre le 3.200 e le 4.300.

I dati più recenti sono del 2012 e ammontano a 3.115 avviamenti che, attenzione, comprendono anche medesimi soggetti assunti più volte nel corso di una stagione, un fatto piuttosto frequente.  Pertanto una stima verosimile potrebbe essere che i lavoratori assunti siano circa la metà, quindi circa 1.600 persone (su 1.090 alberghi),  con una media di 1,5 persone per la pulizia di 22 camere! C’è  un gap superiore al 40% tra dati ufficiali e la nostra stima.

Trovare lavoro nel settore

Ma come si arriva a lavorare in albergo in questo settore? I canali sono quelli di sempre: conoscenze, porta a porta, agenzie del lavoro. In provincia di Rimini ci sono numerose imprese del settore. Interpellandone alcune abbiamo scoperto che nessuna di queste ha rapporti significativi con le strutture ricettive locali. Un settore di tutto rispetto se si considera che in Camera di Commercio al 30 giugno scorso ne risultino iscritte, con varie specializzazioni, ben 191 con 1700 addetti di cui 18 con sede legale fuori provincia per 217 addetti.

Situazione simile per quanto riguarda il settore cooperative. Due mondi, quello degli alberghi e delle cooperative locali, che hanno dialogato (in passato) senza però rendere concreto nulla. Un vuoto che qualcuno, da fuori territorio,  sta cercando legittimamente di colmare minando un obiettivo strategico locale perseguito da vari soggetti: creare un distretto economico turistico che redistribuisce sul territorio la ricchezza che produce.

Cooperative e aziende “fuori distretto”: come operano?

“Si presentano da noi cooperative da fuori con tariffari inferiori anche del 30% rispetto alle imprese locali” ci dicono da una realtà alberghiera. “Si tratta – ci conferma un’altra fonte – di veri e propri contratti d’appalto, una normativa complessa, soprattutto in caso di vertenze, nella quale abbiamo deciso di non avventurarci”.
Già da diversi anni, infatti, sul territorio operano diverse cooperative e aziende “fuori distretto”. Si rivolgono direttamente anche alle associazioni di categoria. Un fenomeno al momento “limitato” ma che qualcuno invece è pronto a scommettere che sia parecchio sviluppato nella zona sud di Rimini, dove la percentuale di alberghi in affitto è molto alta.

Le realtà più strutturate possono offrire “pacchetti completi” per coprire anche tutti i settori dell’albergo: cucina, reception, pulizie delle camere, ecc. Nelle grandi città sta prendendo molto piede. Le associazioni di categorie locali dicono che al momento “non sono mai state stipulate convenzioni e che tutto rimane nella libera scelta dell’albergatore imprenditore”.

Le cooperative reclutano il personale sia sul territorio sia fuori, con una percentuale molto alta di lavoratori stranieri. La procedura è la seguente: è il lavoratore che chiede di diventare socio della cooperativa conferendo zero capitale e sottoscrivendo zero quote. In conformità a questo, si attiva un contratto di lavoro subordinato, regolato da un contratto nazionale, per cui il socio diventa dipendente della cooperativa. Una procedura totalmente legale, prevista dalla legge 3 aprile 2001, n.142 intervenuta in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore.

Esaminando due contratti di lavoro, in uno di questi può notare come il dipendente non sia stato assunto alle condizioni previste dal contratto di lavoro del Turismo, bensì quello di lavoro Multiservizi e che la retribuzione ordinaria lorda è di 7,60 euro. In un altro caso è di 7,41 sempre lordo. La tariffa netta per il livello più basso nel settore si aggira sui 5,80 euro all’ora. La stessa mansione nel contratto Turismo in un tre stelle è di 10,55 euro. Solo da questi dati, senza addentrarci per il momento sulle differenze nei vari tipi di contratti, si può capire perché il fenomeno stia crescendo e i vantaggi per il datore di lavoro a scegliere una strada piuttosto che l’altra. Alla Direzione territoriale del lavoro il “fenomeno” è  ben conosciuto e, sul fronte dell’operato, per la stagione 2016 sono in corso indagini su 2-3 realtà.

 Pulizie delle camere: ruolo ancillare e strategico?

Il protocollo di Federalberghi spiega in una dozzina di pagine il ruolo e i compiti di tale personale e molto dipende molto se l’ospite è in “fermata” oppure in “partenza”. Nella prassi i tempi per il rifacimento di una camera sono 15-20 minuti.

Certo, entrare in una camera e avere la certezza che tutti gli ambienti sia stati adeguatamente e correttamente puliti, con i prodotti adeguati, dovrebbe essere il minimo. Tra i vari commenti raccolti, c’è chi è convinto che a fronte di certi prezzi praticati dagli alberghi molti turisti, pur di risparmiare, siano anche disposti a “chiudere un occhio” se in camera  non è proprio tutto a puntino. Le condizioni e il futuro di un distretto turistico possono dipendere anche da questo.

 

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