"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Segnali di ripresa, ma il lavoro soffre

A cura della Camera di Commercio di Rimini

Una lenta ripresa, ma senza occupazione. È questa, in estrema sintesi, la chiave di lettura offerta dai dati presentati dalla Camera di commercio di Rimini in occasione della nona edizione della Giornata Nazionale dell’Economia, svoltasi lo scorso 6 maggio in contemporanea a tutte le Camere di commercio italiane. Un’occasione durante la quale, oltre ai dati congiunturali relazionati dal Presidente dell’Ente camerale Manlio Maggioli e a quelli previsionali, a cura di Massimo Guagnini, Responsabile Aree Locali Prometeia Spa, sono state divulgate le ricerche promosse dalla Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini, con la partecipazione del Presidente Giuseppe Savioli, e dalla Facoltà di Economia-Rimini dell’Università di Bologna, per voce della Laura Vici, Docente di Macroeconomia: due contributi che hanno arricchito e completato il quadro delle informazioni sull’economia.

Demografia delle Imprese

In provincia di Rimini, al 1° trimestre 2011, si contano, come dato complessivo di stock, 35.516 sedi di impresa totali attive, rispetto alle 35.154 del 1° trimestre 2010, con una variazione percentuale del +1,0%. La classe di natura giuridica prevalente è rappresentata dalle “imprese individuali” con 19.829 imprese (55,8% sul tot. delle imprese). Sono le “società di capitale” (5.604 imprese) e le cosiddette “altre forme” (società semplici, cooperative, consorzi, associazioni e fondazioni; 664 imprese) quelle che fanno registrare, nel confronto con il 1° trimestre 2010, il maggior incremento percentuale: le prime del 3,7% e le seconde del 4,2%, a significare una maggior strutturazione del tessuto economico. Diminuiscono le imprese artigiane, con un calo dello 0,3%.

Mercato del Lavoro

Nel 1° trimestre 2011 in provincia di Rimini si sono avute 1.216.748 ore autorizzate di Cassa Integrazione. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, si ha una diminuzione del numero delle ore autorizzate globali, che passano da 1.472.515 ore del 1° trimestre 2010 a 1.216.748 ore del 1° trimestre 2011, con una diminuzione percentuale del 17,4% (più che ad una reintegrazione in azienda, si tratta probabilmente di un dato dovuto dell’entrata nelle liste di mobilità dei cassaintegrati, per il ‘termine’ degli ammortizzatori sociali). Il settore che risente in misura maggiore del ricorso alla Cassa Integrazione è naturalmente quello dell’Industria con 731.281 ore autorizzate (60,1% sul totale).

Import-Export

Significativi sono anche i dati relativi all’Import-Export: in provincia di Rimini, nel periodo ottobre-dicembre 2010, si è registrato un flusso di Import pari a 149.890.371 euro e di Export pari a 352.436.636 euro, con un saldo della bilancia commerciale ampiamente positivo: +202.546.265. In particolare si evidenzia un significativo incremento dell’export (+15,8%), dovuto, in buona sostanza, all’aumento delle esportazioni dei Prodotti dell’Industria Manifatturiera (+15,4%).

Congiuntura manifatturiera

Nel 4° trimestre del 2010, il settore manifatturiero, in provincia di Rimini, ha manifestato, rispetto al 4° trimestre del 2009, una crescita di tutti i principali indicatori caratteristici; nella specie, un aumento della produzione del 2,0%, del fatturato dello 0,9% e degli ordinativi del 2,2%.

Analisi dei bilanci delle società di capitale

La Fondazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Rimini ha arricchito la Giornata dell’Economia grazie alla stesura del “Rapporto sui bilanci delle società di capitale in provincia di Rimini (2007-2009)”, frutto di un’analisi di 2.226 bilanci delle società di capitali per le quali è disponibile la serie storica completa per il triennio 2007-2009 considerato.

L’analisi complessiva dell’Aggregato delle imprese della provincia di Rimini evidenzia una progressiva riduzione del valore della produzione (-11,3%) e conseguente erosione dei margini che porta ad una progressiva forte diminuzione della redditività, sino a raggiungere valori attorno allo zero nell’ultimo anno considerato: il Rendimento del capitale proprio è passato da 4,77% nel 2007 allo 0,25% nel 2009.

Data la rigidità del capitale investito e del fattore lavoro, la circostanza ha portato alla perdita di efficienza, soprattutto per quanto attiene agli indicatori del fatturato per dipendente: i ricavi per addetto sono passati dai 219,2 nel 2007 ai 195,6 del 2009.

Indagine sull’internazionalizzazione e l’innovazione delle imprese

La ricerca “Innovazione e internazionalizzazione nel sistema economico della Provincia di Rimini”, frutto della collaborazione tra la Facoltà di Economia di Rimini, Uni.Rimini S.p.A., Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e Camera di Commercio di Rimini, ha fatto emergere un tessuto imprenditoriale locale virtuoso e fortemente orientato all’internazionalizzazione (il 40.85% delle imprese intervistate opera a livello internazionale), pur con alcune criticità rispetto ai mercati potenzialmente più proficui nel futuro. In alcuni imprenditori emerge l’opportunità di diminuire il peso delle aree commerciali ormai mature (Europa occidentale ed orientale) rifocalizzandosi verso quelle a maggiore crescita (India e Sud-America).

Tra le imprese intervistate emerge uno spiccato interesse per l’innovazione di prodotto e di processo: nel corso del 2010, il 60.56% delle imprese intervistate ha introdotto prodotti e/o processi innovativi. Mentre i settori più tradizionali, come quello delle costruzioni, registrano un brusco calo degli investimenti nel triennio 2008-2010, le imprese manifatturiere hanno mostrano un’elevata dinamicità: l’80% delle imprese del settore ha infatti introdotto prodotti e processi innovativi.

Tra i fattori che limitano lo sviluppo delle imprese, occupano un ruolo particolare la mancanza di personale qualificato e di adeguate risorse finanziarie, seppure le imprese analizzate mostrino un minore grado di razionamento bancario rispetto alla media nazionale (il 35.82% contro il 40.10% della media nazionale).

Scenari previsionali al 2013

Le analisi, derivanti dallo studio effettuato da Prometeia e Unioncamere – Scenari di sviluppo delle economie locali italiane – riguardano principalmente le dinamiche del valore aggiunto, dell’export e del mercato del lavoro, e sono, sinteticamente, qui di seguito esposte.

Riguardo al valore aggiunto, nel 2011, in provincia di Rimini, si avrà una variazione percentuale annua del +0,9%, a differenza dell’incremento previsto in Emilia-Romagna (+1,3%) e Italia (+1,2%); la dinamica risulterà positiva, per la provincia riminese, nel periodo 2012-2013, laddove il valore aggiunto crescerà ad un ritmo medio annuo dello 0,3%, inferiore comunque rispetto alla crescita medio annua che si avrà in ambito regionale (+1,6%) e nazionale (+1,4%).

In provincia di Rimini, la propensione all’export (export/valore aggiunto x 100), anche se inferiore rispetto agli altri ambiti territoriali di confronto (Emilia-Romagna e Italia), risulterà essere, nel periodo considerato, in aumento, passando dal 18,8% atteso nel 2011 al 20,8% annuo nel periodo 2012-2013.

Per ciò che concerne, infine, il mercato del lavoro, nel territorio riminese, nel 2011, è previsto un calo dell’occupazione quantificabile in un -0,3% e nel successivo periodo 2012-2013 una “crescita zero”, a differenza degli incrementi, seppur lievi, che caratterizzeranno l’Emilia-Romagna e l’Italia. Nel biennio 2012-2013, inoltre, si attende, a livello provinciale, un tasso di disoccupazione al 7,9% (in lieve calo rispetto all’8,1% previsto nel 2011), che sarà superiore a quello regionale (che si attesterà al 5,3%) e lievemente inferiore a quello nazionale (8,2% a fine periodo).

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