"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Riprende il lavoro

Ne avevamo avuto segnali anticipatori commentando le assunzioni previste dall’indagine Excelsior  per il primo trimestre di quest’anno, ed ora arriva, da un’altra fonte,  la conferma.  Nel 2015, in provincia di Rimini, l’occupazione ha ripreso a crescere,  con la creazione di 4 mila nuovi posti di lavoro: così gli occupati sono saliti da 135 a 139 mila, un dato che riporta le lancette al 2011, quando iniziò la discesa.

Posti di lavoro che sono stati creati nei servizi (+ 7 mila), in piccola parte anche nella manifattura (+ 2 mila), mentre continua a perdere le costruzioni (- 4 mila) e rimane stabile, con mille addetti,  l’agricoltura.

I quattro mila posti in più sono stati equamente divisi tra uomini e donne: per una volta ha vinto la parità di genere. Ma questo non cancella il pregresso, tanto è vero che il tasso di occupazione (le persone che lavorano ogni cento che lo cercano) maschile si attesta, a Rimini, sul 71,6 per cento, mentre quello femminile è fermo 54,5 per cento, 5,9 punti percentuali meno della media dell’Emilia Romagna. Un ritardo storico e per niente recente.

Come è normale attendersi, quando l’occupazione aumenta, la disoccupazione dovrebbe diminuire. Infatti così accade: da 17  scende a 15 mila, di cui tre quinti (9 mila unità) costituita da donne.  Le quali si attestano su un tasso di disoccupazione del 12,7 per cento, in leggero calo sull’anno precedente, ma quasi quattro punti in più del valore regionale, quando  il corrispondente maschile si ferma al 6,9 per cento.

La disoccupazione non scende con gli stessi numeri della crescita dell’occupazione perché nel frattempo altri, prima scoraggiati nella ricerca, quindi inattivi, vedendo che qualcosa ricominciava a muoversi si sono presentati sul mercato del lavoro. E’ la famosa disoccupazione nascosta che riemerge.

Non è nascosta, invece, la disoccupazione dei giovani riminesi, che rimane elevata, nonostante qualche miglioramento: dal 2014 al 2015, il tasso di disoccupazione dei giovani di età compresa tra 18 e 29 anni scende, a Rimini, dal 27,8  al 24 per cento, che rimane comunque elevata e ben  tre punti sopra lo stesso dato regionale.

Con una grossa differenza tra  uomini e donne: perché mentre per i primi il tasso di disoccupazione giovanile si attesta sul 16,1 per cento, quello delle seconde sale al 32,7 per cento (26,1% quello regionale per la stessa fascia d’età),  il doppio degli uomini e perfino superiore all’anno precedente.

In sintesi: ci sono segnali di miglioramento dell’occupazione, ma i ritardi strutturali della provincia di Rimini, che si traducono in minori opportunità per giovani e donne, rimangono invariati. Sarà bene ricordarsene quando la Regione Emilia Romagna comincerà ad investire nel Patto per il lavoro i 15 miliardi di euro annunciati nel luglio scorso.

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