"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Rinnovabili, Rimini non brilla

di Domenico Chiericozzi

La posta in gioco era molto alta ma per fortuna le funeste previsioni elaborate l’anno scorso in primavera dagli addetti ai lavori e da autorevoli uffici studi e comunicazione nazionali e locali si sono rivelate errate. Per la prematura conclusione del “Terzo Conto Energia” a livello locale si levò forte la protesta (voci raccolte anche da TRE) ma nessuna azienda operativa nel settore del fotovoltaico ci risulta abbia abbassato le saracinesche. Anzi. Ricordiamo brevemente i fatti. Nel corso dell’attuale legislatura (il Governo in carica era ancora quello Berlusconi) ci si è trovati nel passaggio dal III Conto Energia al IV Conto Energia. Un momento delicato che in tanti hanno vissuto con comprensibile apprensione. Il punto di discussione era sacrosanto: la sostenibilità degli incentivi (gli incentivi sono risorse pubbliche sottratte alla collettività a favore di qualcuno). La tariffa incentivante del fotovoltaico è finanziata con un prelievo sulla bolletta elettrica in maniera indistinta. Con la massiccia richiesta di impianti si paventò il rischio salasso nella bolletta di tutti. A oggi, a quanto pare, anche quella tesi ci risulta, se non completamente vera, neppure totalmente errata. Il problema però è che nel 2012 aumenterà, e non poco, il costo dell’energia elettrica rispetto al 2011. Complice il sistema incentivi del fotovoltaico? Presto per dirlo, servono complessi calcoli. Una cosa è certa. In Italia abbiamo il costo della bolletta più caro, o quasi, d’Europa. Per concludere la prima parte del ragionamento possiamo dire con certezza che il settore, anche a livello locale, è vivo e vegeto e un po’ di verità si è svelata. Poco o nulla di quello che si ipotizzò alla vigilia del 5 maggio 2011 (quando l’allora Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri Romani e Prestigiacomo, ha approvato il decreto interministeriale sul nuovo regime di incentivazione) si è avverato. Questa era la buona notizia. La cattiva è che in area Romagna la Provincia di Rimini è battuta da Forlì-Cesena e Ravenna sia per numero di impianti che potenza installata: 47.523 kW contro i 309.521 kW di Ravenna e i 147.872 kW di Forlì-Cesena.

Conti illuminanti, ma tanti ostacoli

Facendo due conti con un simulatore per decidere se installare un impianto fotovoltaico per produrre energia dalla luce del sole (on line, c’è quello dell’azienda riminese Ubisol www.ubisol.it) verrebbe la voglia di fare. Nella realtà questo non accade così frequentemente. Nel senso che la corsa a mettere pannelli solari sui tetti non c’è. Perché? In primo luogo la normativa di settore: farraginosa, avviluppata, confusa, con inefficienze di vario genere, che ricade come un macigno sulle pubbliche amministrazioni locali, in particolare quelle più piccole, spesso “impreparate”, e quindi sui cittadini. La burocrazia, insomma, resta il nodo principale del lavoro di progettazione di un impianto. A questo si aggiunge la mancanza di omogeneità nei regolamenti soprattutto tra i vari enti locali.

Come vanno le cose a Rimini? Sono più di 2.300 gli impianti fotovoltaici attivi in provincia a gennaio 2012 e di questi circa mille sono stati installati nel comune capoluogo. “Tanto per fare un raffronto – ci dicono da Ubisol – si pensi che a Napoli, città che in Italia è tradizionalmente individuata come la terra del sole, gli impianti fotovoltaici attivi sono meno di 200, e sfiorano le duemila unità se ci si allarga all’intera provincia del capoluogo campano, in un territorio che conta più di tre milioni di residenti, a fronte dei 330mila della provincia di Rimini. Ma i numeri riminesi potrebbero essere migliori se le regole degli enti locali non ostacolassero, come spesso avviene, le procedure di installazione”.

Eppure il fotovoltaico va di “moda” e parecchio. In edicola ci sono riviste patinate di settore alte anche diversi centimetri. Per farci un’idea ne abbiamo consultata una di riferimento. 405 pagine zeppe di inserzioni pubblicitarie e publiredazionali , dossier, con aziende da ogni latitudine. Proposte serie, si vede, molte delle quali attive con il commercio elettronico (possibilità di acquistare on line). A questo punto del mini viaggio sul fotovoltaico locale ancora non abbiamo la risposta del perché le case dei riminesi non siano piene di pannelli.

“Per quanto ci riguarda – aggiungono da Ubisol – le problematiche di carattere tecnico non rappresentano più un ostacolo, grazie all’esperienza maturata dopo aver installato più di 800 impianti fotovoltaici. C’è però la crisi globale che tocca, in via indiretta, anche il settore delle energie rinnovabili. Le difficoltà derivano soprattutto dalla mancanza di liquidità del sistema finanziario, che spesso non assiste i clienti che vogliono investire in fotovoltaico, soprattutto se si tratta di aziende e imprenditori”.

 Situazione attuale e obiettivi futuri

Purtroppo la fotografia presentata a gennaio scorso dall’assessore all’Ambiente della Provincia di Rimini Stefania Sabba e dal responsabile del Servizio Energia, Alberto Rossiniin occasione  del Piano di Azione provinciale per la promozione del risparmio energetico e delle fonti energetiche rinnovabili mostra numeri poco significativi per l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Su  un consumo finale di 817 ktep (1 ktep equivale a 1000 tonnellate di petrolio), infatti, il fabbisogno è coperto dalle rinnovabili solo per il 3,06%. Per il resto dipendiamo tantissimo dalle fonti tradizionali: petrolio (33,05%) e gas naturale (46,14%). Tuttavia la Provincia fa previsioni e fissa obiettivi. Si stima che al 2020 il consumo finale si attestasti a 899 ktep, ovvero circa il 10% in più di quanto consumato nel 2010 con le rinnovabili al 17% del totale.  Il primo Piano di Azione Provinciale per la promozione del risparmio energetico e delle fonti energetiche rinnovabili (PARFER) elaborato dall’Ufficio Energia in collaborazione con Arpa Emilia Romagna prevede il raggiungimento anche di altri obiettivi che da qui al 2020, target fissati dall’Unione Europea nel Pacchetto Energia del 2009, che sono: aumento di efficienza energetica per tagliare del 20% il consumo energetico dell’UE, rispetto alle previsioni al 2020, incremento del 20% della quota delle fonti rinnovabili entro il 2020, aumento della parte costituita dai biocarburanti, fino ad almeno il 10% del consumo di benzina e gasolio nella UE, riduzione delle emissioni inquinanti dei veicoli: 120g di CO2/km entro il 2012.

In attesa di vedere se gli obiettivi riusciranno ad essere più o meno soddisfatti, sul sito Rinnova del GSE (http://rinnova.gse.it) è disponibile SIMERI il “Sistema italiano per il monitoraggio statistico delle energie rinnovabili” che consente di osservare lo stato di raggiungimento nazionale seguendo l’evoluzione dei consumi soddisfatti dalle energie rinnovabili. Sul portale, infatti, si possono trovare tutte le informazioni sugli incentivi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sulle autorizzazioni necessarie per realizzare gli impianti, sulle normative di settore nonché una serie di approfondimenti, orientamenti, consigli utili, buone pratiche, appuntamenti e iniziative destinati a tutti: cittadini, pubbliche amministrazioni, professionisti e imprese.

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