"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Rimini tra le province d’Europa

L’innovazione paga. Con l’eccezione di Berlino, che sta però correndo a grandi passi tanto da essere diventata una delle città più creative e dinamiche d’Europa, tutte le regioni della Germania che compaiono come leader nell’innovazione in Europa producono una ricchezza per abitante (il famoso pil) superiore alle altre che inseguono e sono più indietro. Solo nel caso della regione di Bayern la differenza con l’Emilia Romagna, in termini di pil per abitante, supera i quattro mila euro (36 contro 32 mila).

Come appare facilmente intuibile una regione dinamica sprona anche le province e i comuni che vi appartengono  a fare altrettanto,  contribuendo in tal modo a migliorare il tessuto amministrativo, produttivo, e per ultimo il benessere dei residenti.

Attualmente, nell’Unione Europea (UE)  costituita da 28 paesi, i territori assimilabili alle nostre province sono circa mille e novecento.  E’ inutile aggiungere che, dovuto anche alle diverse condizioni di partenza, ed ultimamente al modo in cui la crisi le ha colpite (basti pensare alla Grecia), le differenza sono ancora più marcate  di quelle riscontrabili tra le regioni.

Differenze che attraversano, a volte in maniera molto vistosa, gli oltre 500 milioni di abitanti dell’ UE.  I residenti di Londra, da non dimenticare che è la principale piazza finanziaria d’Europa e tra le prime al mondo, possono infatti godere di un pil pro capite (sono medie e non vuol dire che tutti dispongano proprio di queste cifre), insieme a quelli di Monaco, superiore gli 80 mila euro, quando Bruxelles si ferma, si fa per dire, a 62 mila euro.

Al netto di questi picchi le altre province mostrano valori più abbordabili, dai 33 mila euro di reddito disponibile per abitante di Francoforte, per passare ai 31 mila euro di Friburgo (città molto citata per le sue politiche ambientali), quindi Bologna con 37 mila euro, più sotto Rimini con poco circa 30 mila euro per residente.

Mirando ai primi della lista le distanze appaiono piuttosto rilevanti, va però considerato che il pil pro capite medio d’Europa, dove molte regioni dell’Est non arrivano a 4 mila euro, sta sui 25 mila euro. Cioè cinque mila euro più in basso del pil pro capite di Rimini.

Giunti a questo punto c’è una osservazione da fare,  perché  evidenzia tutte le difficoltà che sta attraversando l’Europa: 25 mila euro di pil pro capite di fine 2011 è lo stesso valore del 2007, quando è partita la crisi. Vuol dire che in quattro anni gli europei sono rimasti com’erano. Tradotto: a qualcuno è andato meglio, ma per molti le cose sono solo peggiorate.

Anche Rimini ha perso: il suo pil per abitante era di 31,6 mila euro nel 2007, contro i 30,3 mila di fine 2011. C’entra la crisi, ma anche la sua gestione, cioè le misure che sono state dettate dalla Commissione Europea e adottate dai Governi nazionali, soprattutto nei paesi del Mediterraneo.

Anche Londra, ricordiamo che la crisi ha avuto una origine finanziaria, ha perso reddito in questo periodo, ma è solo scesa da 98 mila a 86 mila euro per residente, conservando un vantaggio di tutto rispetto.

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