"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Rimini in “grigio”

Giovedì 27 gennaio 2011 il Sole 24 Ore, a firma di Lionello Mancini, pubblica un articolo sul sistema Rimini che inizia così: “Il nero è a San Marino, ma il grigio è a Rimini…”. In allegato l’intero articolo e a seguire un contributo pubblicato sul mensile TRE nell’aprile del 2007.

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Il lato  grigio degli alberghi in affitto

Piero, che è una persona tranquilla ed ama rispettare le regole, un giorno scopre la vocazione per il turismo e decide di buttarsi nella gestione di un hotel in  provincia di Rimini. Cioè di fare l’imprenditore turistico. Di fronte ha subito due alternative: comprare un albergo oppure affittarlo. Comprare un hotel di tre stelle, ai prezzi correnti,  costa dalle 100 alle 150 mila euro per camera  (gli alberghi si valutano così e nella cifra sono comprese tutte le parti comuni come sala pranzo, ingresso, ecc.). Questo vuol dire che per un hotel di 50 camere sono richiesti circa 7 milioni di euro (14 miliardi delle vecchie lire), cifra a cui il nostro aspirante imprenditore non può però arrivare. Non resta che l’affitto e per cercare,  agenzie, intermediari e passaparola non mancano. Nel 2006 i prezzi di mercato per l’affitto oscillano dai 2,5 mila  ai 4 mila euro per camera. Quindi per un hotel a tre stelle di 50 camere ci vogliono dai 125 ai 200 mila euro.  Trovato l’hotel e stabilito il prezzo si va alla registrazione del contratto. E qui il viaggio si complica: con sorpresa del nostro imprenditore,  il proprietario dell’immobile  fa capire che il prezzo da inserire nella registrazione non è quello pattuito, ma almeno il 40% in meno. Non che improvvisamente avesse deciso di applicare uno sconto, ma semplicemente che la differenza la dovrebbe dare in nero, anticipati e in contanti, perché non sono ammessi assegni e nessun pagamento che possa lasciare traccia. Stiamo parlando di 50-80 mila euro, da prelevare con una bella borsa in banca e consegnare alla proprietà (nel 2003, gli albergatori hanno dichiarato un reddito medio di 16 mila euro). Questo per la quota in nero, per la parte regolare si concordano invece normali  pagamenti rateali.  E’ inevitabile accettare questo modo di procedere ?  Le regole del mercato, ovviamente non scritte, pare siano da sempre queste, e probabilmente resteranno tali, almeno questa è l’opinione diffusa,  fino a quando sarà la proprietà a dettare legge.

Primo dilemma per il nostro imprenditore: come fare a pagare il nero ?   Fatturare tutto e rilasciare la ricevuta fiscale a tutti gli ospiti, ma non poter far figurare una parte importante dei costi, vuol dire gonfiare il risultato d’esercizio, con la conseguente  maggiore tassazione. Oltre al danno la beffa.

Non resta allora che attrezzarsi  per fare una provvista di nero, con cui pagare l’affitto in nero e non solo, da depositare su un conto separato (personale o magari al portatore e con un nome di fantasia),    da quello della società di gestione.  Il nero si fa non rilasciando agli ospiti le ricevute fiscali (spesso sono loro a non volerle, tanto non servono a niente), considerando meno ospiti di quelli reali  (basta far “sparire” le loro cartelle ed è come se non fossero mai passati…e questo certo non migliora l’affidabilità delle statistiche turistiche), oppure rilasciandole per importi inferiori (una pensione completa fatta passare per notte e colazione, ecc.).

Una provvista di nero ci deve essere poi anche per pagare una parte del salario dei dipendenti, cui si applica formalmente il contratto di categoria,  che non include però né le ore né le giornate di lavoro extra (come i riposi settimanali non fruiti). L’extra viene allora dato in contante e fuori busta, di frequente col consenso dell’interessato che così si vede lievitare  il proprio compenso.

Poi non mancano nemmeno figure occultate completamente: è il caso di tanti portieri di notte, specie quando sono anziani pensionati, immigrati irregolari impiegati come lavapentole o facchini, due mestieri che nessuno vuole più svolgere.  Nell’albergo del nostro imprenditore, su 13 dipendenti dichiarati, totalmente in nero, nell’ultima stagione, erano in tre (le cronache dell’ultima estate ci informano che questo fenomeno interessa anche altre attività turistiche).

Si andrà avanti così ?   Piero non è molto tranquillo e i nuovi studi di settore,  annunciati dal Governo, hanno aumentato la sua agitazione.  A suo dire molti, tra gli operatori, aspirerebbero ad un lavoro più tranquillo e sereno. Insomma, ad uscire da questa catena di irregolarità.  Ma ovviamente gli anelli vanno spezzati all’origine. Impossibile ?  Teoricamente non sembrerebbe, visto che controllare la veridicità dei contratti registrati, per confrontarli con i prezzi di mercato,  non parrebbe un’operazione eccessivamente difficile. Ovviamente in teoria.

Qualcuno però si sta attrezzando per resistere anche agli studi di settore e sta già escogitando le contromisure,  come quella di fare acquisti senza fatturare (perché se figura che acquisto 1000 kg di carne poi è difficile sostenere che ho ospitato solo 10 persone !) oppure molto più semplicemente andando a comprare nei Discount con il solo rilascio dello scontrino.

Quello che capita in molti hotel delle vacanze, ma che ovviamente sarebbe sbagliato generalizzare confondendo cattive e buone pratiche,  si può estendere anche agli altri ?  La risposta del nostro interlocutore è no.  Per gli hotel che lavorano con clientela  d’affari, che chiede la fattura da  scaricare,  tutto si svolge su un piano di maggiore regolarità.

Nota finale: Piero è un nome di fantasia, ma i fatti citati sono veri, e sicuramente richiedono qualche riflessione sulle troppe regole evase. Non fosse altro perché a fine 2005, in provincia di Rimini, gli alberghi in affitto sono 1.180  (di cui 245 ad apertura annuale) su un totale di 2.314, cioè il 51%.  In Regione sono dati in affitto il 35%. E non pare, a detta anche delle Associazioni di categoria,  che l’affitto sia la via migliore per investire, quindi migliorare l’offerta, nell’attività.

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