"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Rimini: il suolo consumato

Per l’ultimo Rapporto sulla Qualità dell’ambiente urbano 2012, edito dal Ministero dell’Ambiente e dall’Anci, l’Associazione dei comuni italiani,  sono state scelti 51 comuni con popolazione superiore a cento mila abitanti, tra cui Rimini, ed alcune rivelazioni sono sicuramente interessanti.

La prima è di ordine demografico: dal 2002 al 2010 il saldo naturale del comune di Rimini, cioè la differenza tra nuovi nati e decessi,  ha segnato -335. Le nascite, cioè,  non sono riuscite a coprire le persone che nel frattempo ci hanno lasciato.  Questo vuol dire che senza altri apporti la popolazione sarebbe già in calo, invece sappiamo che continua ad aumentare,  grazie però al fenomeno dell’immigrazione (dal 2001 al 2010, Rimini è salita da 128 a 143 mila abitanti). La conferma arriva dal saldo migratorio, la differenza tra chi se ne va e chi arriva, che nello stesso periodo è stato positivo per 15.430 unità.  Va quindi a loro, stranieri e italiani di altre province, il merito di aver tirato su la popolazione. di Rimini.  Continuando questa a  crescere la densità, cioè il numero di abitanti per ogni chilometro quadrato di territorio, va all’insù, ed ha superato quota mille, che pone Rimini  sopra tanti comuni dell’Emilia Romagna, anche se lontano dagli oltre sette mila ab/kmq. delle grandi metropoli come Torino, Milano e Napoli.

La crescita dei residenti, che da qualche parte devono stare,  ha prodotto un aumento del suolo impermeabilizzato nel perimetro urbano, che secondo stime è  passato, nel comune di Rimini, da 2.738 ettari del 1994  a 3.075 ettari nel 2007, con un incremento del 12 per cento in meno di un quindicennio, una percentuale in linea con Bologna, ma inferiore all’espansione del 20 per cento di Forlì e del 16 per cento di Modena.

In termini di consumo di suolo urbano pro-capite,  Rimini da 215 mq per abitante di  metà degli anni novanta del secolo scorso si porta  a  222 mq/ab.  nella metà del duemila,  quando Ravenna da 549 sale a 580 mq/ab e Forlì da 275 a 309 mq/ab.     Meno consumo di suolo per abitante vuol dire un uso più intensivo dello stesso, che in effetti è quanto effettivamente è avvenuto (esempio: se costruisco una abitazione di due piani al posto di una, faccio un uso più intensivo dello stesso suolo).

In sintesi, a metà degli anni duemila, risulta consumato e impermeabilizzato  il 23 per cento del suolo nel comune di Rimini, che è la stessa percentuale di Bolzano (eletta dal Sole 24 Ore prima città per qualità della vita nel 2012), il 16 a Forlì e il 36 per cento a Bologna, quando Milano supera il 61 per cento.

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