"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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La crisi a Rimini: come reagiscono le imprese

Rimini non è un’isola e non era pensabile che la crisi non si facesse sentire anche da queste parti. In verità la crisi sta colpendo duro e molte situazioni sono ancora aperte, con le inevitabili ricadute sull’occupazione. Un viaggio tra imprese e settori di attività diversi può aiutare a farsi una idea.

La prima azienda che incontriamo è la Vici, che progetta e produce soluzioni  per la misura di precisione ed il controllo con visione artificiale  per diversi settori industriali, dal  automotive all’alimentare, nell’area artigianale di Santarcangelo. Il nostro interlocutore è Luca Vici, giovane imprenditore di seconda generazione. Nel settore automotive i primi segnali di crisi erano già cominciati a manifestarsi sul finire del 2007, per diventare più pesanti nella primavera del 2008, quando il calo della domanda, a volte improvviso, è stato, a seconda delle aziende, tra il 40 e il 60 %. A fine luglio la discesa sembra arrestata, ma non c’è certezza sui tempi della ripresa.

Ma come stanno reagendo le aziende che non vogliono arrendersi ? Spesso anticipando idee e progetti che già avevano nel cassetto. E’ il caso di Vici che ha “utilizzato” la crisi per accelerare gli investimenti in nuovi prodotti, potenziando la struttura di ricerca e sviluppo con l’assunzione di due nuovi ingegneri, e rafforzare la rete di vendita in Italia e all’estero con l’inserimento di un nuovo direttore. La buona notizia è che a settembre ha vissuto un piccolo boom di richieste, molte delle quali provenienti dai mercati del lontano Oriente e dalla Cina.

La seconda tappa del nostro viaggio, dove a riceverci c’è Matteo Muti, anche lui giovane imprenditore di seconda generazione, ci porta alla Tecnos g.a. srl, nell’area artigianale di Viserba di Rimini, che dagli anni novanta si occupa di automazione industriale nel settore delle macchine per la lavorazione del legno, del marmo, del vetro, della lamiera, ecc.. In pratica progetta e produce il cuore delle macchine a controllo numerico, quelle per intenderci che una volta programmate fanno tutto da sole.

Nel giugno 2009 ci sono stati timidi segnali di ripresa, luglio si è tenuto basso, ma ci sono piccole speranze per settembre. Ciò che consentirebbe la definitiva cancellazione della cassa integrazione che ha interessato, per due giorni a settimana, una parte dei dipendenti.

Su che cosa punta nei suoi piani di sviluppo futuri la Tecnos g.a. ? Sulla differenziazione e personalizzazione del prodotto, cosa che ai grandi gruppi, producendo grossi quantitativi, riesce più difficile da fare. In pratica vuol dire costruire sistemi sempre di più a misura del cliente.

Il mercato nazionale rimane una priorità, ma l’Azienda sta puntando l’attenzione anche sui mercati esteri.

eXtrapola srl di Cattolica, venti addetti, opera nella selezione e diffusione di contenuti da Internet. In pratica si occupa di monitorare e selezionare le informazioni presenti su internet da riversare poi in riviste tematiche, rassegne stampa elettroniche e altro. Stefano Marioni è il Presidente, e con lui facciamo il punto della situazione. Inutile dire che anche loro hanno risentito della crisi, soprattutto dopo maggio. La brusca frenata è arrivata dal settore pubblico e privato, perché quando c’è da tagliare, la comunicazione è la prima ad essere colpita. Gli abbonamenti si fanno per periodi più brevi (sei mesi) e si rimanda la decisione di farne dei nuovi.

Non hanno giovato nemmeno le elezioni, perché molte Pubbliche Amministrazioni si sono bloccate in attesa dei nuovi eletti. L’autunno, perdurando l’incertezza, sarà un periodo di attesa, ed anche se il fondo pare sia stato toccato, la ripresa difficilmente arriverà prima del 2010.

Morena Guerra, di Ricci Sabbiature, azienda terzista di Rimini, accusa un calo del fatturato del 47% e dell’occupazione di 11 unità (dai 29 addetti del 2008, tra cui molti immigrati senegalesi, ai 18 di settembre di quest’anno). E pensare, ci dice, “che il 2008 è stato un anno record di lavoro”. Poi il crollo, che segue quello del settore della macchine per il legno, da cui riceveva molto lavoro (pulitura e verniciatura dei basamenti delle macchine). Ha invece resistito di più il settore delle macchine per i prodotti alimentari. In ogni caso “la ripresa ancora non si vede, continua, e quello che si può dire è che si è smesso di cadere”. Prima dell’estate c’è stato un leggero fermento legato ai lavori di manutenzione degli alberghi (verniciatura di ringhiere, porte, ecc.), che dovevano prepararsi per l’apertura, ma questo è quasi fisiologico.

Purtroppo non solo sono diminuite le commesse, ma sono pure aumentati gli insoluti, soprattutto di piccole aziende che non ce la fanno a pagare, magari perché a loro volta non vengono pagate.

Alla crisi l’Azienda, che opera quasi esclusivamente sul mercato locale, sta rispondendo specializzandosi in “cicli di verniciatura ad alta durabilità”, molto adatte in zone a forte corrosione, come sono le aree costiere.

Nell’area artigianale di Viserba incontriamo Fabrizio Moretti, titolare del Colorificio MP, 21 addetti, gli stessi del 2008. “I primi segnali di crisi, afferma, sono cominciati dall’agosto del 2008, poi il rallentamento si è consolidato. I mesi peggiori sono stati gennaio, febbraio e marzo del 2009, quando il calo ha toccato il 30%. In questo periodo abbiamo lavorato ad orario ridotto ed è dovuta intervenire la cassa integrazione dell’EBER (Ente Bilaterale Emilia Romagna), un fondo volontario delle imprese artigiane che eroga un sostegno al reddito dei lavoratori fino ad un massimo del 70%. A conferma della profondità della crisi si può solo aggiungere che il fondo EBER, costituito da oltre un decennio di versamenti delle imprese, è stato svuotato in soli 3-4 mesi.

Ad aprile c’è stata una ripresa, che si è consolidata nei mesi successivi, consentendo a tutti di riprendere il lavoro a tempo pieno. Restano timori per il prossimo inverno, normalmente un periodo difficile, ma quest’anno con qualche incognita in più. Se dovesse continuare questo andamento, il 2009 si potrebbe chiedere con una perdita di fatturato, sull’anno precedente quando era stato di 4,5 milioni di euro, del 10% circa. Niente rispetto ad altri.

Sull’altro lato della strada, quasi di fronte, c’è l’Everest, sei addetti, che produce macchine per la ristorazione (insaccatrici, affettatrici, confezionatrici di alimenti, ecc.), dove ci riceve la titolare, di seconda generazione, Marina Sberlati, fresca di una missione commerciale a Damasco (Siria) e Atene (Grecia), che gli ha già procurato le prime commesse. Un ritorno al classico piccolo imprenditore che riprende la valigetta per andare a vendere i propri prodotti.

Per l’Everest la flessione è stata del 30-35%, interessando tanto il mercato nazionale che estero, dove realizza i due terzi circa del fatturato.“Si nota qualche segnale di ripresa, ci dice la Sberlati, ma la verità è che a farla da padrona è ancora l’incertezza. Per tornare alla situazione precedente la crisi ci vorranno 3-4 anni”.

Ma anche l’Everest nel suo piccolo non sta ferma e risponde alla crisi con la messa in cantiere di 2-3 nuovi prodotti da aggiungere alla sua gamma. I primi prototipi sono stati presentati alla fiera del settore, denominata “Host”, che si è tenuta, in ottobre, a Milano. Intanto continua la ricerca di nuovi mercati, anche di quelli che magari in precedenza potevano sembrare meno interessanti.

Relativamente poco distante dalla zona artigianale, sempre a Rimini, c’è Masterwood specializzata nella produzione di macchine per la lavorazione del legno per aziende medio-piccole, dove ad accoglierci troviamo Paolo Salvetti, socio e amministratore.

Per loro la crisi ha voluto dire un calo del fatturato, rispetto ai 31 milioni del 2008, di circa il 50%. “E siamo andati meglio della media del settore, ci tiene a sottolineare Salvetti, che secondo ACIMALL (Associazione costruttori italiani di macchine e accessori per la lavorazione del legno, con sede a Milano) ha avuto un calo degli ordini, solo nel periodo aprile-giugno, del 54 % rispetto all’analogo trimestre 2008”. “Immagini, prosegue, che fino ad oggi in Spagna abbiamo venduto solo due macchine e ricevuto ordini quasi esclusivamente per pezzi di ricambio”.

Per Masterwood il periodo peggiore è stato il primo trimestre, poi c’è stato un leggere recupero, pur restando su livelli sempre molto bassi. Inevitabilmente si è dovuto ricorrere, per la metà circa dei 130 addetti (erano 145 nel 2006), alla cassa integrazione ordinaria fino a giugno, trasformata poi in straordinaria dal primo luglio a giugno del 2010. “Nella speranza, ci dice sempre Salvetti, che nel frattempo la domanda si rianimi, perché le professionalità dell’Azienda sono una risorsa e un capitale insostituibile”.

Purtroppo su cosa succederà nel 2010 c’è ancora molta incertezza ed è difficile fare previsioni. “Per l’Azienda, ci spiega Salvetti, il vero problema è sapere quale sarà il livello di produzione su cui si potrà assestare. In questo contesto è fondamentale cosa succederà da qui alla fine dell’anno”.

E ci conferma pure, come già hanno fatto altri imprenditori, che sarà difficile tornare ai livelli produttivi precedenti la crisi prima di 4-5 anni.

N.B. I testi completi di questo articolo si possono leggere su TRE (Tutto Rimini Economia) N. 41 e 42, Anno V, settembre/ottobre 2009.


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