"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Rimini: cresce la cassa integrazione e la disoccupazione

La produzione mostra segnali positivi, no anzi siamo ancora in crisi. Il mercato finanziario, senza che i governi abbiano introdotto nessuna nuova regola, incurante dei danni provocati è tornato a fare utili, ma già qualcuno parla di una prossima bolla in agguato. Insomma, c’è molta confusione sotto il cielo e l’unica cosa certa, cosi ci dicono gli imprenditori locali che TRE mensilmente consulta, è la fine della caduta. E’ già qualcosa, ma non è la svolta attesa. A dominare è ancora l’incertezza, che blocca gli investimenti e di conseguenza l’occupazione.

Così la cassa integrazione continua a crescere. In provincia di Rimini nei primi dieci mesi del 2009, rispetto allo stesso periodo del 2008, è aumentata del 600%, colpendo in modo particolarmente pesante l’industria, dove l’incremento è stato addirittura 1.319 %. Tradotto vuol dire che nell’industria, che copre da sola quasi i nove decimi di tutta la casa integrazione provinciale, le ore autorizzate sono passate da 148 mila ad oltre 2 milioni. In giornate di lavoro equivalenti di otto ore perse, da 18 mila a 263 mila: un incremento di 15 volte. Nell’ordine sono i settori meccanico, chimico e delle acque minerali a soffrire di più.

Che la ripresa, per il lavoro, non ci sia è confermato dal ricorso sempre più massiccio alla cassa integrazione anche dopo la pausa estiva. Infatti il milione e mezzo di ore di CIG del periodo gennaio-luglio 2009, a fine ottobre è salito a poco meno di 2,4 milioni, con un balzo del 50% (pari a 825 mila ore in più) in soli tre mesi.

Una conferma di questo incremento viene anche, pur rimanendo sotto i picchi dei mesi pre estivi, dall’aumentato numero di operai e impiegati coinvolti nella CIG ordinaria, tra settembre e ottobre.

Poi nell’evoluzione post estate 2009 della crisi c’è una novità, purtroppo non positiva, che è costituita dall’impennata delle ore autorizzate di CIG straordinaria. Concessa cioè non a causa di una crisi temporanea, ma per processi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendali, che lasciano intravedere, ma speriamo di essere smentiti, un possibile ridimensionamento occupazionale dei settori coinvolti.

E’ così che in soli due mesi (escludendo agosto che è un mese di ferie) la CIG straordinaria a Rimini è praticamente raddoppiata, passando da 275 mila ore dei primi sette mesi dell’anno, ad oltre 506 mila ore di fine ottobre, per i quattro quinti sul conto degli operai. Sono più di 300 posti di lavoro in bilico.

Come abbiamo più volte sottolineato, non tutti i lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro godono della cassa integrazione, quindi è da ritenere che la situazione complessivamente intesa sia molto più pesante di quanto non appaia dai dati, pur preoccupanti, della CIG.

La conferma viene dalle domande di indennità di disoccupazione presentate all’INPS. L’autunno è sempre il periodo in cui le richieste compiono un salto, per l’arrivo degli stagionali che maturano il diritto, ma è un fatto che nel 2009 le domande sono sempre più numerose dell’anno prima. Infatti i richiedenti l’indennità che erano 6.034 nei primi dieci mesi del 2008, sono diventati 9.303 nello stesso periodo del 2009, con un aumento del 54%. Solo in ottobre 2009 le domande hanno superato quota duemila. Siccome la crisi aveva cominciato a manifestare i suoi effetti già nella seconda metà del 2008, il suo peggioramento da tutto il senso della gravità della situazione.

Situazione grave come confermano, stando all’ultimo bollettino dei Centri per l’Impiego della Provincia di Rimini, anche i 2.864 avviati al lavoro in meno nei primi nove mesi del 2009, rispetto all’identico periodo dell’anno precedente (56.762 nel 2009 al posto di 59.622 nel 2008).

Gli unici che non sembrano invece risentire della crisi, anzi c’è pure un leggero aumento, sono invece gli stranieri avviati al lavoro in provincia, sempre nei primi nove mesi dell’anno: 16.575 nel 2008, 16.688 nel 2009, con una quota percentuale che dal 27,8% sale al 29,4% del totale avviati.

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