"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Rimini per l’ambiente

Copenhagen 7-18 dicembre 2009 Conferenza delle Nazioni Unite sul clima

Il fotovoltaico di Rimini

Un barile di petrolio, che contiene 159 litri, è in grado di fornire 1,5 Megawatt (1 MW=1000 Kw) per ora. Lo stesso obiettivo che si può raggiungere con dieci metri quadrati di pannelli solari fotovoltaici. E l’energia solare non manca se è vero che il suolo europeo ne riceve, per metro quadrato, circa 1000 Kwh l’anno. L’Italia di più.

La provincia di Rimini, sommando pubblico e privato, ci sta provando, e con una potenza finora installata ogni mille residenti di 10,2 Kw, si mantiene sui livelli medi regionali, anche se c’è qualcuno, come Bologna e Forlì, che sta facendo meglio. Ma altri sono decisamente lontani, come per esempio Sarsina (FC) con 403 Kw/1000 ab. e Sant’Agostino (FE) con 362 Kw/1000 ab.

Rispetto ad un consumo complessivo di energia elettrica, a fine 2008, di 1.616 GWh (1 GW=1.000.000 di Kw), che corrisponde a oltre un milione di barili di petrolio, una potenza fotovoltaica installata di poco superiore 3 mila Kw non può che rappresentare un inizio, in vista di arrivare al 20% di rinnovabile entro il 2020, come prevede l’Europa.

Un impegno necessario anche perché così si stanno muovendo gli altri. Infatti, secondo l’ultimo rapporto EPIA 2008 (European Photovoltaic Industry Association) il solare fotovoltaico nel mondo sta crescendo al ritmo del 35% l’anno, tanto che a fine 2007 la potenza cumulativa installata aveva raggiunto 9.200 MW, quando erano 1.200 MW nel 2000, per un fatturato annuo del settore valutato in circa 10 miliardi di euro. Rispetto alle fonti tradizionali di energia il risparmio di CO2, che ricordiamo è il principale gas inquinante responsabile dell’effetto serra, è stimato in 0,6 kg per Kwh di energia solare prodotta.

Anche il lavoro ci guadagna: 10 nuovi posti per MW nella fase della produzione, 33 circa durante l’installazione, infine 4-5 nuovi occupati, sempre per MW, per la fase di gestione e ricerca.

L’obiettivo dell’Europa è ancora lontano e per arrivare ci vorrà tanta ricerca scientifica, volontà politica ed economia di scala. Poi se pensiamo che in Germania, che ha meno sole dell’Italia, a fine 2007 avevano installato 3.800 MW di fotovoltaico e la Spagna 632 MW, mentre in Italia solo 100 MW, le distanze da recuperare sono evidenti. Anche per Rimini, che potrebbe aspirare ad entrare tra i comuni 100% rinnovabili, con Dobbiaco e gli altri della provincia di Bolzano.

Ma ci vorrebbe un salto di ritmo, altrimenti invece di ridursi, le distanze aumentano: perché nonostante i ritardi, nel 2007, l’Italia ha realizzato nuove installazioni fotovoltaiche per soli 50 MW, quando in Germania l’incremento è stato di 1.100 MW e in Spagna di 512 MW.

Ironia della sorte, o forse per cattiva pianificazione, ma per questo ritardo e per il ritardo nell’abbattimento del CO2 l’Italia, che si è impegnata a ridurre l’emissione di gas serra del 6,5% entro il 2012, rispetto ai livelli del 1990 (l’Europa, nello stesso periodo, dell’8%), rischia di dover pagare all’Europa una multa di circa 840 milioni di euro, che probabilmente verrà scaricata sulle bollette di tutti gli italiani. Perché inquinare costa.

Nota: Fotovoltaico ed emissioni di CO2

Benché il fotovoltaico non produca emissioni durante la fase operativa, tuttavia una piccola quantità di CO2 è da mettere anche a suo carico, concentrata in particolare nella fase della produzione dei pannelli. Trattasi comunque di una quantità minima, 21-65 grammi di CO2/Kwh, che non sono niente rispetto ai 900 grammi di CO2 /Kwh di una centrale termoelettrica.


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