"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Obiettivo: ridurre le emissioni

Per Rimini meno 900 milioni di kg.

Il sistema energetico mondiale è a un crocevia. I trend mondiali odierni di domanda e offerta di energia sono manifestamente insostenibili da un punto di vista ambientale, economico e sociale. Ma questo può e deve essere cambiato: c’è ancora tempo per cambiare rotta.

I cinque principali responsabili per le emissioni di CO2 (anidride carbonica) legate al consumo energetico, Cina, Stati Uniti, Unione Europea, India e Russia, producono nel loro insieme (ma in modo diverso) quasi due terzi delle emissioni mondiali di CO2.

Se l’attuale trend delle emissione dovesse continuare il risultato sarebbe un raddoppio della concentrazione dei gas serra nell’atmosfera entro la fine del secolo, con un probabile aumento della temperatura media mondiale fino a 6°C.

Emerge quindi la necessità di garantire e velocizzare la transizione verso un sistema di energia a basso contenuto di carbonio con azioni decise da parte dei governi, sia nazionali che locali.

Per il futuro si considerano due scenari di politiche climatiche, corrispondenti rispettivamente ad una stabilizzazione del lungo periodo della concentrazione dei gas serra di 550 e 450 parti per milione in termini equivalenti di CO2.

Lo scenario politico 550 equivale ad un aumento della temperatura mondiale di circa 3°C, mentre lo scenario politico 450 ad una crescita di circa 2°C.

Lo scenario politico 550 comporta una stabilizzazione delle emissione dei gas serra entro il 2020, ed una loro diminuzione dopo tale data. Lo scenario politico 450 richiede riduzioni molto più marcate dopo il 2020 e una diffusione più rapida delle tecnologie a basso contenuto di carbonio.

Le emissioni annue raggiungeranno il picco di 32,5 miliardi di tonnellate (1 ton=1000 kg) nel 2020, per poi scendere a 25,7 miliardi di tonnellate nel 2030. Questo scenario richiede però ai paesi più sviluppati (paesi Ocse) una riduzione, entro il 2030, delle emissioni del 40% rispetto ai livelli del 2006. Tulle le altre economie più importanti devono invece limitare la crescita delle loro emissioni al 20% (IEA, World Energy Outlook 2008).

Applicato, lo scenario politico 450, alla provincia di Rimini, che di CO2 ne produce 2,255 milioni tonnellate (dato 2005), equivarrebbe ad una riduzione di 0,9 milioni di tonnellate (900 milioni di kg).

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