"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Alla ricerca di una politica economica

Utile il confronto che si sta sviluppando intorno alla proposta di creare, nel 2010, mille posti per mille giovani, lanciata da TRE di ottobre. Che non vuol dire non fare niente per tutti gli altri, ma semplicemente partire dall’anello più debole, per affermare la necessità di rilanciare con tempestività su un terreno, il lavoro, che rischia di minare la fiducia nel futuro di tante persone, in modo particolare proprio dei giovani, che incontrano sempre più difficoltà a trovare una benché minima sistemazione.

Già in una lettera di intenti firmata tra le Organizzazioni sindacali e la Provincia di Rimini del marzo 2006, quindi ben prima che esplodesse la crisi, si poteva leggere che “ La crisi del sistema industriale italiano da tempo colpisce anche la nostra provincia. Una serie di imprese hanno chiuso, altre hanno manifestato e manifestano difficoltà . ….. (Una) Situazione che inevitabilmente determina preoccupanti e problematiche ricadute occupazionali, con perdita di centinaia di posti di lavoro”.

Nel breve periodo si proponeva di costituire un fondo per i lavoratori in crisi aziendale, ma “nel medio e lungo periodo va governato il cambiamento strutturale a cui stiamo assistendo, ridando sviluppo e competitività al sistema locale delle imprese, anche attraverso un accrescimento professionale della forza lavoro, e contemporaneamente governando il problema occupazionale”.

Nel Protocollo non sono precisate azioni, né tempi e nemmeno sono quantificati gli obiettivi, e questo è un limite di questo genere di protocolli. Resta il fatto che la crisi ha aggravato una situazione già critica.

“Quando le aziende, ci scrive Maurizio Focchi, Presidente di Confindustria Rimini commentando la nostra proposta, possono svilupparsi, conquistare nuovi mercati e consolidare la loro posizione, allora si creano gli spazi per l’inserimento di nuove risorse umane”.

Corretto. Il problema è quel “quando” che non può tardare troppo a venire. Perché il tempo, per chi cerca una opportunità, non è una variabile indipendente. Ragione per cui non si può restare ad attendere che la crisi passi, sperando che faccia meno danni possibili. Ci vuole altro. Ci vuole una visione di futuro del ruolo produttivo di questo territorio, ed azioni coerenti che ne supportino la realizzazione.

Per questo occorre mettere mano con urgenza alle criticità, pre-esistenti alla crisi, che non possono più essere disattese. Queste criticità si chiamano mancanza di sostegno alla ricerca e all’innovazione delle aziende, Cernobbio del turismo mai realizzate, assenza di reti, scarso sostegno all’internazionalizzazione che obbliga le aziende a fare tutto da sole, aree produttive programmate da un decennio non ancora disponibili, iniziative insufficienti a favore dei giovani con idee imprenditoriali originali, nessuna ricerca di nuovi bacini occupazionali/imprenditoriali che possano compensare i settori che la crisi ridimensionerà.

Con questo carico di ritardi non si può entrare nel 2010, anno in cui tra l’altro si prevede un ulteriore aumento della disoccupazione in tutti i maggiori paesi sviluppati (nell’area euro e negli Stati Uniti siamo già vicini al 10% della forza lavoro), senza un piano di interventi concreti che dia gambe allo sviluppo e alla competitività del sistema locale delle imprese.

Unica condizione perché mille giovani, ed anche di più, possono trovare mille nuovi lavori.

A chiusura del suo intervento il Presidente di Confindustria scrive “ci rendiamo disponibili a far parte di un eventuale tavolo di concertazione con le amministrazioni pubbliche”. Un ruolo, la convocazione del tavolo, che istituzionalmente può svolgere solo la Provincia di Rimini. A cui spetta scrivere il seguito.

2 comments to Alla ricerca di una politica economica

  • Lino Sbraccia

    La proposta lanciata da TRE mi sembra molto concreta interessante, e potrebbe essere una ottima occasione per iniziare un lavoro in rete tra aziende, associazioni di categoria e istituzioni (Comune e Provincia).
    L’obiettivo della creazione dei 1.000 posti di lavoro é suggestivo, ma intanto cominciamo a contare chi é interessato a partecipare e con quali disponibilità e impegni.
    Concordo sul fatto che la Provincia dovrebbe essere l’elemento trainante e il promotore del progetto.

  • Primo Silvestri

    Leggendo i commenti vedo con piacere che molti hanno espresso la disponibilità a sedersi intorno ad un tavolo, per quanto meno provare a discutere, non tanto la proposta di TRE, che se vogliamo è secondaria, ma cosa possiamo fare, tutti insieme, per dare ai nostri giovani un orizzonte di speranza. Per trasformare cioè la crisi in opportunità. Anch’io credo che il ruolo di promotore dovrebbe spettare alla Provincia….ma al momento non ci sono segnali in quella direzione.