"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Riccione “pedala” in rete con l’Europa

di Ognjen Tomic

Far fronte al problema del traffico urbano nelle città di piccole e medie dimensioni promuovendo e potenziando le politiche locali di mobilità attiva e sostenibile. Questo è l’obiettivo che si sono dati un gruppo di Comuni europei promuovendo un interessante progetto denominato ACTIVE TRAVEL NETWORK, interamente finanziato dal programma di cooperazione interregionale URBACT II.  La partnership, composta da diverse realtà europee – Weiz (Austria), Lugo (Spagna), Skanderborg (Danimarca), Serres (Grecia), Ljutomer (Slovenia), Radizionkow (Polonia), Sebes (Romania), Norderstedt (Germania), Novara e Riccione (Italia) – lavorerà insieme fino alla fine del 2012 cercando di mettere in pratica alcune azioni concrete di sensibilizzazione dei propri cittadini sull’uso dei mezzi di trasporto alternativi all’automobile.

Nel settembre di quest’anno i partner si sono riuniti in Danimarca, uno dei paesi leader al livello mondiale per l’uso della bicicletta come principale mezzo di spostamento urbano: fin da subito, il consueto meeting trans-nazionale si è di fatto trasformato in una coinvolgente visita-studio, durante la quale ai partecipanti europei è stata data la possibilità di osservare e sperimentare da vicino i molteplici risultati e benefici prodotti dalla politica danese in materia di mobilità attiva e sostenibile.

Nel 2009, il governo danese ha adottato un ambizioso “piano di trasporto verde” che mira a ridurre le emissione di CO2, alleviare la congestione stradale, diminuire l’inquinamento e rendere tutto il settore nazionale dei trasporti decisamente più ecocompatibile. In particolare, lo stanziamento previsto (20 miliardi di Euro) dovrebbe servire per sviluppare una nuova strategia stradale, sistemi di traffico intelligenti, investimenti nel settore pubblico e ricerca sulle nuove tecnologie di trasporto eco-sostenibile.  Per esempio, non sono previsti incentivi di alcun tipo per l’acquisto delle nuove autovetture; al contrario, un cittadino danese intenzionato a comprare un’auto nuova è soggetto ad una tassazione quasi tre volte superiore alla media europea. Questo è un messaggio chiaro del governo di Copenhagen per scoraggiare i propri concittadini all’acquisto, e quindi all’utilizzo, dei mezzi di trasporto responsabili dell’inquinamento e della congestione stradale. Le case automobilistiche ed i concessionari hanno imputato a questa politica il fatto che la Danimarca abbia il parco automobilistico più vecchio d’Europa; tuttavia il Ministero dei trasporti ha risposto che in realtà il parametro da tenere in considerazione non è il numero delle auto in circolazione ma quello delle biciclette, che ormai, da qualche anno, ha sorpassato la quota di 5 milioni e mezzo. Dati alla mano, oggi in Danimarca ci sono più biciclette che persone.

Alle autorità locali, invece, è stato lasciato il compito di intervenire sulle infrastrutture ciclabili e pedonali nonché di sensibilizzare i propri cittadini al maggiore uso della bicicletta nei quotidiani spostamenti urbani.

Ad Aarhus, la seconda città più popolosa della Danimarca con oltre 300.000 abitanti, il Consiglio Comunale ha appena stanziato 34 milioni di Euro per il nuovo Piano di Viabilità Ciclabile. Già oggi, girando per le strade del centro, ci si accorge subito che nella gerarchia dei mezzi di trasporto urbano i ciclisti e i pedoni si trovano al primo posto. In città esistono 450 km di piste ciclabili (oltre il 40% della rete viaria comunale), diverse stazioni pubbliche di gonfiaggio con attrezzatura per l’erogazione di aria compressa, numerosi parcheggi per biciclette e un sistema integrato in grado di misurare il passaggio delle biciclette nell’area urbana. In particolare colpisce il sistema di bike sharing (bici condivise) che non prevede nessun tipo di registrazione, sottoscrizione del contratto o deposito cauzionale. Come per il carrello del supermercato, basta inserire una moneta di 20 corone (circa 3 Euro) e prendere in prestito la bici in una delle 57 stazioni distribuite in tutta la città.

Odense (190.000 abitanti) offre lo spettacolo di una città a misura d’uomo e di bici. Non a caso è proprio qui che, oltre a 100 anni fa, è stata costruita la prima pista ciclabile al mondo. Oggi, Odense è considerata la “Città Capitale della Bicicletta”. La rete di piste ciclabili si estende per 540 km (3 metri per ogni abitante), diventando così la più grande di tutta la Danimarca. Molte delle iniziative attuate dall’amministrazione comunale hanno lo scopo di motivare la cittadinanza, soprattutto gli anziani e i giovani, all’uso di mezzi di trasporto non motorizzati e i risultati sono ben visibili: il 70% degli abitanti usa la bicicletta per gli spostamenti quotidiani casa-lavoro mentre fra gli studenti la percentuale sale a 83 punti. Pur essendo la città più “ciclista” d’Europa, il Comune di Odense sembra intenzionato a migliorare ulteriormente i propri standard. Infatti, nell’ultimo Piano Urbano della Mobilità, approvato recentemente dall’amministrazione comunale, si punta a ridurre il traffico motorizzato di un altro 16% e aumentare il numero dei ciclisti del 35%.

Molte città della Danimarca sostengono la campagna nazionale “Bike to School” (Vai a scuola in bici), che negli ultimi 10 anni ha raggiunto oltre 150.000 alunni fra 5 e 15 anni.  A Skanderborg (57.000 abitanti), per esempio, il Comune sta impegnando molte risorse per sensibilizzare le famiglie a mandare i propri figli a scuola in bicicletta e i risultati sono più che tangibili: nessun motorino posteggiato davanti alle scuole, il parcheggio delle automobili semivuoto e i ragazzi che non disdegnano l’uso della bici nemmeno in caso di cattive condizioni meteorologiche. E’ davvero sorprendente osservare i giovani studenti di Skanderborg, armati di impermeabili, caschi e copri zaini, sfrecciare in bicicletta sotto la pioggia battente. Tuttavia, il responsabile del Dipartimento della mobilità del Comune non sembra ancora pienamente soddisfatto e lamenta l’abitudine di certi genitori che si ostinano a portare i bambini a scuola in auto. L’obiettivo dell’amministrazione comunale sembra quello di non smettere di lavorare fino a quando i parcheggi davanti alla scuole non saranno completamente vuoti.

Con lo scopo di esportare anche all’estero la cultura ciclabile danese, nel 2009 è stata fondata l’Ambasciata Danese della Bicicletta, una rete di diverse città, organizzazioni non governative, centri di ricerca e aziende private impegnate nella promozione e nello sviluppo della mobilità ciclabile. Alla fine abbiamo provato chiedere anche a loro perché cosi tante persone in Danimarca usano la bici ma la risposta è stata pressoché uguale a quella ricevuta da tanti altri cittadini danesi incontrati durante il viaggio: “Ci piacerebbe potervi dire che noi danesi siamo più idealisti di altri cittadini europei ma purtroppo non è cosi. Noi amiamo andare in bicicletta semplicemente perché è più pratico, perché si evitano problemi di parcheggio e traffico, perché fa bene alla salute e riduce l’inquinamento atmosferico. Ma soprattutto, noi danesi siamo fortunati perché i nostri politici, sia di destra che di sinistra, hanno capito che la mobilità attiva è una risorsa sulla quale bisogna investire.”

 

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