"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Quanti giovani, MrApps!

di Mirco Paganelli

Che l’età media di un’azienda sia di 23 anni, e che i suoi posti di lavoro siano aumentati negli ultimi tempi, sembra un miraggio del più arido dei deserti di questa congiuntura economica. È invece realtà tangibile a San Marino, dove da un paio d’anni ha aperto i battenti un’impresa di giovani che si occupa di servizi per il web, in particolare dello sviluppo di applicazioni per dispositivi mobili – le app -, e si chiama appunto MrApps.
Dopotutto il settore è in crescita. Gli smartphone nel mondo aumento al ritmo del 25% l’anno, e la forza lavoro di questo settore è necessariamente giovane trattandosi di professioni di recente invenzione come: sviluppatori di applicazioni, web designer e social media manager. I requisiti per essere assunti sono il fervore di idee e la determinazione, come ci hanno raccontato i soci sammarinesi.
TRE è andata a visitare l’azienda nelle verdi colline di Acquaviva tra pannelli fotovoltaici e finestre con scorci sulla Valmarecchia: un’atmosfera zen per un gruppo di “futuristi” immersi nel 2.0.
All’interno, tra lavagne da brain-storming, Google glass e tavoli in stile Apple store, abbiamo incontrato due esponenti – un socio e una nuova leva – da cui è nato un servizio per la trasmissione “Metropolis” curata da TRE, in onda ogni secondo giovedì del mese su Icaro TV (canale 91).

Due classe ’91, Riccardo Fuzzi e Massimo Caroli, hanno sviluppato un’applicazione che sta avendo successo in tutto il mondo: MyAppFree. Alla data in cui scriviamo, la loro piccola iconcina è presente su 800 mila display (vicini dunque alla soglia psicologia del milione), tanti sono i download. Sui canali social sono seguiti da 50 mila follower e la newsletter raggiunge 110 mila fan… che neanche le rock-star. I due soci si sono conosciuti sui banchi di scuola di un istituto tecnico cesenate e ora, dopo i primi passi mossi da soli a fine 2012, sono stati incubati da MrApps per far crescere il proprio progetto.

Riccardo Fuzzi, com’è nata MyAppFree?
“Abbiamo voluto dare una risposta a due esigenze. Da un lato quella degli utenti di scaricare gratuitamente delle applicazioni che altrimenti sarebbero a pagamento. Dall’altro, la possibilità per gli sviluppatori di dare visibilità al proprio servizio mettendo l’app in promozione in forma scontata o gratuita. Tutto ciò ha due riscontri: per gli utenti, il risparmio; per gli sviluppatori, maggiori guadagni. Infatti per questi ultimi, nel giorno della promozione, i download aumentano di molto e l’app scaricata guadagna così posizioni in classifica. Quando ritorna il pagamento, gli introiti su cui può contare sono maggiori”.

Quindi risparmi che generano guadagni. E lavorate solo con l’Italia?
“Siamo partiti da questo paese, poi abbiamo cominciato ad investire all’estero una volta inglobati da MrApps. Oggi abbiamo il 40% del traffico in Europa, il 25% negli Stati Uniti e il 20% in Sud-America. Il resto nei paesi asiatici”.

Quale intuizione vi ha permesso di avere successo?
“Più che da un’idea specifica, siamo partiti scommettendo su una piattaforma nella quale vedevamo un grande potenziale di crescita: Windows Phone. Quando abbiamo avviato il progetto, questo sistema operativo per smartphone si ritagliava il 3% del mercato italiano. Oggi è quintuplicato al 15%. Se siamo riusciti ad ottenere successo è anche grazie alla sua maggiore diffusione”.

Quanto avete fatto risparmiare ai vostri utenti?
“Ad oggi la nostra community ha risparmiato 13 milioni di euro: un grosso risultato. Siamo raddoppiati rispetto all’anno scorso”.

Ad aver voluto fortemente i due talentuosi sviluppatori all’interno della propria azienda è Giacomo Agostini, imprenditore, anche lui giovane in mezzo a giovani.

Agostini, come spiega la sua sete di giovani in un contesto economico che li respinge?
“Noi abbiamo creduto fin da subito in loro, perché crediamo nel potere delle idee; soprattutto se vengono portate avanti da giovani entusiasti. In più pensavamo che la loro idea di business potesse essere vincente dato che era già forte del successo su altre piattaforme come iOS e Android. Il connubio fra ‘idea valida’ e ‘team audace’ ci ha conquistato”.

Quale futuro prevedete per il progetto di Caroli e Fuzzi?
“Puntiamo a coltivare collaborazioni internazionali che stiamo già cominciando a sottoscrivere: blog dal carattere globale e agenzie che possano aiutarci a portare più utenti e sviluppatori sul progetto. In più, pensiamo ad uno sviluppo della loro applicazione su un sistema operativo ‘universal’ (oggi telefoni, tablet e pc dipendono ciascuno da un sistema operativo diverso, ndr). Questo sarà possibile grazie all’evoluzione del nuovo sistema operativo di Windows che diventerà finalmente unico per tutti i tipi di device”.

Passeggiando tra le postazioni notiamo un ambiente molto giovane…
“Due anni fa eravamo solo tre giovani. Ora siamo in dieci, tutti della zona, tra Rimini, San Marino, Santarcangelo e Cesena. L’età media è di 23 anni e mezzo con un trend leggermente in crescita. Forse è questo dato anagrafico che ci porta a credere ogni giorno sempre più in quello che facciamo e in quello che cerchiamo di realizzare qua”.

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