"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

agosto: 2019
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Provincia di Rimini: la ricchezza nei comuni di mezzo

Secondo  gli ultimi Conti economici territoriali pubblicati dall’Istat  nel dicembre 2018,  il  Pil (la ricchezza creata) per abitante nel 2017 risulta  essere di 35,4 mila euro nel Nord-ovest,  34,3 mila euro nel Nord-est  (dove rientra l’Emilia Romagna con 35,3 mila)  e  30,7 mila euro nel Centro.  Resta ancora ampio il differenziale negativo del Mezzogiorno, dove lo stesso indicatore  si ferma a 18,5 mila euro.

Passando dalla macro regioni alle province, Milano si conferma quella con  la produzione di ricchezza per residente più elevata  (47,1 mila euro), seguita da Bolzano (38 mila), ed in terza posizione  Bologna (35,5 mila).

Sopra la media nazionale (che si attesta a 25 mila euro), ma piuttosto distanti  dalle prime, comunque dietro tutte le emiliane, escluso Ferrara,  si attestano le tre province della Romagna: nell’ordine Ravenna con 29 mila euro per abitante, Forlì-Cesena 28 mila, ed infine Rimini  con 27 mila euro. Tra quest’ultima e il capoluogo regionale la differenza in meno è di circa un quarto.

E’ facilmente intuibile che dove si crea maggiore ricchezza anche il reddito disponibile delle famiglie è più alto, per via anche di posti di lavoro migliori, così la possibilità di spendere e di investire.  Il ritardo dei territori della Romagna non è una novità, piuttosto una conferma.  

Ma certe differenze nella disponibilità di ricchezza si insinuano anche all’interno delle singole province, dove comuni contigui possono avere esiti economici completamente diversi.

In genere i comuni capoluogo, dove si concentrano i maggiori servizi (scuole, ospedali, università, ecc.), hanno una produttività maggiore.  Producono, cioè, un valore aggiunto per persona che lavora più elevato.  Ma come abbiamo visto nelle precedenti puntate dedicate al tema, parlando soprattutto di alcuni comuni della Valmarecchia e della Valconca, non sempre questo è vero. A fare la differenza è spesso la presenza o meno, nei comuni, di importanti attività manifatturiere.

Questo vale anche per una serie di comuni della fascia intermedia della provincia di Rimini, che per comodità abbiamo chiamato di mezzo, posizionati cioè tra la costa e la montagna.

Per esempio, il valore aggiunto per addetto a San Giovanni in Marignano  e  Santarcangelo di Romagna, ma anche Coriano, rispettivamente  47 mila, 41 mila e 37 mila euro,  supera quello  di Rimini che si ferma a 35 mila euro.

All’origine di questa differenza c’è anche qui la maggiore produttività dell’attività industriale, quando presente, che spinge in alto le medie.  Infatti, un addetto industriale produce un valore aggiunto di 54 mila euro a San Giovanni, 45 mila a Santarcangelo e  50 mila euro a Coriano.  Come si vede sopra le medie dei rispettivi sistemi economici comunali.

Produttività più alta vuol dire anche salari più elevati, con tutto quello che ne consegue a livello di capacità di spesa.

In sintesi: anche per i comuni della fascia di mezzo della provincia di Rimini si conferma che dove è presente l’attività manifatturiera, ovviamente meglio se di una certa qualità e competitività,  circola più ricchezza e l’economia è più florida.  Bisognerebbe che le scelte di politiche economiche locali, vuoi favorendo l’ampliamento delle attività esistenti, vuoi  facilitando nuovi insediamenti,   ne tenessero conto.

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