"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Prezzi congelati in spiaggia

di Marzia Caserio

Non è l’anno dei rincari. Per ombrellone e lettini la parola d’ordine sembra quella se non di scontare almeno di frenare gli aumenti. Per quanto possibile. L’iva al 21% non aiuta. L’obbligo di ricevuta fiscale ancora meno. Crisi diffusa e panico da terremoto ci mettono lo zampino. Per completare il tutto, poi, ci sono le previsioni Codacons che paventano aumenti del 7,7% su ombrelloni e del 4% sui lettini.
Una spirale di concause nella quale, però, i bagnini non vogliono finirci adottando la politica dei “prezzi popolari”. “Le tariffe che proponiamo sono le stesse dal 2005 – spiega Stefano Mazzotti, presidente del Comitato operatori spiaggia Marina Centro – con un aumento di soli cinquanta centesimi”. Secondo il tabellario un ombrellone con due lettini giornalieri costa attorno ai 15/18 euro (a seconda che sia in prima fila o no), un lettino 6/7 euro, un abbonamento stagionale 750/800 euro. Ma il tariffario, com’è ormai ben noto, non è vincolante. Ognuno può fare un po’ di testa sua. Con un rischio: “Se punti troppo in alto il cliente va da quello affianco”, racconta Giorgio Mussoni, presidente di Oasi Confartigianato, a capo di circa 450 bagnini, da Cattolica a Bellaria Igea Marina. “La gente non ha soldi e non è il momento per aumentare i prezzi”. Congelate non sono solo le tariffe, ma anche i clienti. “Pochi e concentrati solo nel fine settimana. Per essere in giugno il lavoro va a rilento. In altri tempi si lavorava già a pieno regime e invece oggi bisogna accontentarsi”.
Decimati anche gli abbonamenti stagionali da giugno a settembre: ormai un ricordo sbiadito degli anni ruggenti della Riviera, quando una vacanza al mare durava un mese e i riminesi avevano tempo e soldi per permettersi un ombrellone fisso. Oggi tutto questo non succede più. Lo conferma Mussoni: “Gli abbonamenti sono pochissimi e per noi, vista la quantità, sono diventati una rimessa economica. Possiamo fare affidamento sugli affitti di una settimana o massimo dieci giorni, mentre il resto prende un lettino a riva il fine settimana”. Visti i costi di 120 giorni di mare pagati in anticipo, non c’è da farsi molte domande sul motivo della “ritirata”: 750 euro un ombrellone con due lettini, ma se volete la prima fila il prezzo sale a 800/850 euro.
Le variabili. Non è solo la location sulla spiaggia a definire euro in più, euro in meno. Conta quanto la zona sia centrale o periferica. Per intenderci Marina Centro sa di potersi permettere prezzi superiori, come anche Riccione dove l’aumento stagionale si è sentito più che altrove. Profilo più basso per Rivabella, Viserba, Miramare e Torre Pedrera dov’è possibile spuntarla al ribasso.
Inoltre, tra le variabili, c’è da tener conto dell’alta e bassa stagione: se in giugno un ombrellone e due lettini vengono dati a 14 euro al giorno per sette giorni, in alta stagione il prezzo arriva a 17/18 euro. Regge il lettino, il cui prezzo si aggira sempre attorno ai 6/7 euro.
Scontrini obbligatori. Chi noleggia sdraio, lettini, ombrelloni, pattini dovrà emettere (obbligatoriamente) un documento fiscale. In realtà già in passato gli operatori in questione erano obbligati alla fattura, ma solo se veniva richiesta dal cliente. Oggi, invece, con il Dl n.138/2011 è stato disposta la soppressione dell’esonero dall’emissione di scontrino e quindi l’obbligo di registrare tutto nero su bianco. “Siamo tranquilli”, dice Mussoni e non vuole aggiungere altro. Alla luce delle nuove disposizioni, le posizioni fiscali dei titolari degli stabilimenti balneari potranno essere verificate dall’amministrazione finanziaria attraverso una documentazione fiscale, mentre in precedenza era necessaria una ricostruzione “a tavolino” dell’intero volume d’affari dei contribuenti.

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