"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Portiamo Rimini nel cuore di Londra

di Francesco Barone

Quando pace fa rima con amore. Succede tutto alla fine degli anni Novanta. Guido e Laura salgono sul pullman per partecipare alla marcia che da Perugia porta ad Assisi. Iniziano a parlare e continuano a farlo per ore e ore. Al ritorno si scambiano i numeri di telefono e cominciano a frequentarsi. Guido decide di lasciare l’Italia e si trasferisce prima a Londra e poi in Australia. Laura lo segue e dopo pochi anni decidono di unire le loro strade e fermarsi nella città inglese. E diventare così, riminesi all’estero a tutti gli effetti.
Partiamo dall’inizio, ci raccontate qualcosa “Volentieri – dice Guido – io sono nato e cresciuto a Rimini, ho studiato al Serpieri, e poi Storia Contemporanea a Bologna. Ho bazzicato fin da bambino nella parrocchia di Cristo Re, dove ho vissuto una lunga e intensa esperienza come educatore di un gruppo di ragazzini. Io, invece – interviene Laura – sono nata a Cervia ma sono cresciuta a Viserbella. Ho frequentato l’Einstein per poi laurearmi a Ravenna in Scienze Ambientali”.
Come vi siete conosciuti?
“Sul pullman organizzato dalla Cgil che ci doveva portare alla marcia della pace Perugia-Assisi – riprende Guido – nel giro di poche settimane nacque la nostra storia d’amore. Dopo poco tempo partii per Londra e lei mi raggiunse per preparare la tesi di laurea al King’s College. Poi io decisi che Londra non bastava, e prenotai un round-the-world ticket, che mi portò in giro per il mondo per quasi un anno. Dopo la sua laurea, Laura mi incontrò in Australia dove passammo tre mesi insieme. Una volta tornato a Londra, dopo varie tribolazioni, decidemmo di vivere insieme. Cosi Laura lasciò il suo lavoro e si trasferì qui”.
Ma tu sei volato a Londra per che motivo?
“Nel 1999 lavoravo come archivista alla Cgil e mi barcamenavo con prestazioni occasionali di ricerca, oltre che con più remunerativi lavori estivi. Mi stavo preparando per il concorso per l’insegnamento. In generale preparavo la vita adulta con dovizia, ma non mi convincevano le mie prospettive a Rimini e in Italia, sia come storico/archivista/ricercatore, che come insegnante. Mi sembrava tutto troppo facile, e al tempo stesso troppo difficile! Cosi decisi di sfidare il destino e di cambiare aria. C’erano i nuovi voli basso costo per Londra da Rimini e cosi mi imbarcai. Il fatto che non avessi mai studiato inglese in vita mia, contribuiva a stimolarmi a compiere questo passo”.
L’inizio non deve essere stato facile.
“La mia Londra degli inizi era il luogo della mia indipendenza, libertà, e apertura al mondo. Per me è stato un po’ come ripartire da zero, un ricostruirsi svincolato dai riferimenti e le sicurezze della mia vita di provincia. Ho voluto lasciare che questa città mi maturasse, con la sua complessità, le sue contraddizioni, la sua energia, e anche la sua durezza”.
Mentre Guido parla, in sottofondo si sentono delle piccole urla.
“Sono le nostre bimbe – riprende Laura – la più grande ha 3 anni, la più piccola 10 mesi. Ci facciamo aiutare da una ragazza alla pari. È la terza che abbiamo, tutte da Rimini o dintorni! In casa quindi si parla in italiano. Da un paio di mesi la più grande, Stella, ha cominciato ad andare all’asilo. Fin dalla nascita è sempre stata un po’ esposta all’inglese, ma adesso con l’asilo le cose si fanno più serie. Per ora capisce e parla poco, ma essendo una gran chiacchierona in italiano, pensiamo che sia una questione di qualche mese prima che cominci a comunicare efficacemente nella lingua di Albione. Sinceramente aspettiamo con curiosità questo momento! Ci sarà da divertirsi, anche perchè noi non abbiamo certo finito di imparare questa lingua. Ci aspettiamo che Stella ad un certo punto inizi a correggerci la pronuncia e a bacchettarci sugli errori: già lo fa quando pronunciamo male i nomi dei suoi compagni di asilo!”.
Lavorate tutte e due?
“Sì. Guido come store manager nel campo dei bar, un lavoro impegnativo ma divertente e stimolante; io ho fatto valere le mie qualifiche di studio in Italia e lavoro per un’azieda di consulenza ambientale”.
Vi siete buttati anche sull’edilizia, vero?
“Oddio, detta così sembra che costruiamo case – ride Guido – in realtà affittiamo un piccolo appartamento. Tutto è partito dopo la nascita delle bimbe e dallo smisurato interesse da parte dei nostri familiari verso Londra. Ovviamente noi ci teniamo al legame con le nostre radici, e che le bambine siano in stretto contatto con le nostre famiglie in Italia. Però non vogliamo neanche dover venire a Rimini ad ogni occasione! Bisogna che ogni tanto ci vengano a trovare loro. Da qui l’idea di acquistare un appartamento vicino a dove viviamo per ospitarli. L’idea si combina con l’opportunità di offrire la casa in affitto a gruppi di persone in vacanza, dall’Italia e non solo. L’appartamento è ideale per gruppi fino a 4, massimo 5, persone. È comodo per la vicinanza con i mezzi di trasporto, in più è comunque in un’area carina e molto tipica dell’East End londinese. Diciamo che ci diverte promuovere Londra ai nostri compaesani, provvedendo informazioni e ogni tipo di supporto”.
A proposito di compaesani, vi manca Rimini?
“Rimini ci manca, sì! Forse più a Laura che a me. A dir la verità non è che ci sentiamo cosi lontani. I voli sono veloci e costano poco. E comunque un po’ di distanza a volte non fa male. Da qui è più facile apprezzare le cose positive e non preoccuparsi troppo per quelle negative”.

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