"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Per il Ministro dell’economia gli italiani non hanno voglia di lavorare

Secondo il Ministro dell’economia Tremonti in Italia “il lavoro c’è, ma certi posti non interessano agli italiani…Abbiamo 4 milioni di stranieri, anche giovani, che lavorano dalla mattina alla sera e pure la notte. Siamo un paese con disoccupazione allora ? A me pare di no” (17/4/2011).

Quindi per il Ministro in Italia va tutto bene, il lavoro c’è in abbondanza e la colpa è degli italiani, a cominciare dai giovani, che non hanno voglia di lavorare. Eppure il nostro dovrebbe sapere che in Germania e in Francia ci sono più immigrati che in Italia, che gli Stati Uniti hanno già recuperato il prodotto perso con la crisi, e mentre l’area euro è ancora sotto del 3 per cento, Italia deve recuperare il 5 per cento per tornare al livello pre crisi.
Non bastasse, la crescita dell’economia è intorno all’1 per cento, la metà della media europea e un terzo di quella tedesca, la disoccupazione giovanile è arrivata al 30 per cento (in Germania all’8 per cento), con nessuna prospettiva di miglioramento per i prossimi anni, perché come ha riconosciuto la stessa Emma Marcegaglia, Presidente degli industriali, non si creano posti di lavoro con un andamento dell’economia così debole. Va già bene se si riassorbe la cassa integrazione. Gli unici ad aumentare sono invece contratti interinali e a tempo. Cioè precariato senza nessuna prospettiva.
Per ultimo, l’ultimo Rapporto Globale sulle Tecnologie dell’Informazione, stilato dal World Economic Forum, mette l’Italia nella 51ma posizione su 138 Paesi, dietro la Corea del Sud, l’India e la Malesia. Addirittura, come apertura all’innovazione l’Italia figura al 113° posto e al 89mo per uso delle tecnologie. Peggio della Grecia. Non sembra proprio che vada tutto bene.

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