"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Obiettivo formazione

di Domenico Chiericozzi

Non sono state conclusioni per niente lusinghiere quelle riguardanti il mercato del lavoro in provincia di Rimini tratte di recente da Prometeia Spa, l’autorevole società di consulenza e ricerca economico-finanziaria alla quale la Camera di Commercio di Rimini affida l’annuale Rapporto Economico. Un mercato del lavoro ­ scrivono gli esperti ­ di profilo modesto dove per accedervi la conoscenza prevale sul merito e in cui passare dalla precarietà al lavoro stabile è sempre più difficile.
Sono tanti gli attori in gioco quando si parla di lavoro. Associazioni di categoria, sindacati, enti pubblici e privati. La cornice è ancora più ampia se si considera il sistema educativo, formativo e universitario nel suo complesso. Dal 2007 al 2010 sono stati 811 i progetti formativi finanziati con risorse pubbliche, comunitarie, regionali e provinciali. Come orientarsi? Ma, soprattutto, qual è stato il ruolo e il peso della formazione professionale rivolta a lavoratori occupati e disoccupati e finanziata dall’Unione Europea tramite il Fondo Sociale Europeo? Si tratta di corsi gratuiti per i partecipanti ma quali prospettive danno per il futuro?

FINANZIAMENTI E RISCHI
In provincia di Rimini gli enti di formazione accreditati dalla Regione Emilia Romagna sono 19 con centinaia di proposte. Per gli addetti ai lavori i nomi degli enti sono ultra conosciuti. Operano storicamente nell’ambito della formazione a catalogo e extracatalogo (a pagamento, agevolata o finanziata) o “su commessa”. Ogni anno, tra settembre e ottobre, ne sono “pubblicizzati” a decine.  Molti altri iniziano a gennaio. Sono circa 140 le proposte che TRE ha esaminato dal database della Provincia di Rimini relativi al periodo 2008-2010. Ne riportiamo una sintesi in queste pagine (l’elenco completo è consultabile alla voce “elenco dei corsi approvati” nella sezione Formazione e Lavoro Formazione del sito della Provincia di Rimini www.provincia.rimini.it).
Tramite il fondo Sociale Europeo dal 2000 al 2013 Bruxelles ha già erogato per la Regione Emilia Romagna 21,2 miliardi di euro.
Di questi 91,7 milioni sono stati destinati alla Provincia di Rimini. Insomma il sostegno finanziario non è mancato, anzi. Il problema semmai potrebbe essere un altro: il 7 ottobre scorso, il Parlamento europeo ha varato due risoluzioni di cui una proprio sul futuro del Fondo sociale europeo. Sembra ­ l’ipotesi circola anche negli ambiti di riferimento ­ che conclusa la programmazione 2007-2013 in Regione non arrivi più un euro dal Fse. Due, quindi, le domande. Una è rivolta al passato, una al futuro.
Come e con quali obiettivi sono state impegnate fino ad oggi le risorse e con quali effetti per l¹occupazione? Che cosa fare per il futuro nella nefasta ipotesi post 2013? Domande sempre lecite, a maggior ragione ora, in tempi di crisi strutturale. C’è poi un altro problema. L’indagine Excelsior (realizzata dal sistema delle Camere di Commercio in collaborazione con il Ministero del lavoro su campioni statisticamente rilevanti di imprese per rilevare i dati riguardanti le assunzioni previste) dice che tre lavoratori su quattro sono assunti tramite conoscenza diretta. Il che significa che ai Centri per l’Impiego e altri soggetti similari spetterebbe un ruolo marginale. Un mercato del lavoro del genere è in grado di mantenere in equilibrio il sistema economico e sociale? Il rischio è che si creino circuiti di serie “a” e di serie “b” e formazione di prima e seconda classe. L’opposto delle pari opportunità. Come rendere più efficiente il mercato del lavoro locale è un tema che non può essere accessorio rispetto ai temi della piena occupazione.

GLI ENTI ACCREDITATI
Anno nuovo vita nuova. Una “giusta” formazione può dare anche una svolta alla propria vita professionale. Prima cosa: affinché la formazione sia effettivamente riconosciuta, l’ente cui ci si rivolge deve essere accreditato dalla Regione Emilia Romagna. L’accreditamento certifica che l’ente ha tutti i requisiti formali e sostanziali (laboratori, aule didattiche, organizzazione, ecc.) per erogare al meglio il servizio. Mentre scriviamo, sul sito della Regione gli enti accreditati sarebbero sei. Nell’elenco però che la Regione ci ha fornito (più aggiornato) ne compaiono molti di più.
In ogni caso sono tutti molto conosciuti. Quelli “storici” sono: CESVIP (Lega delle Cooperative), ECIPAR (CNA), Fondazione Enaip “S. Zavatta”, IAL (CISL), IRFA (Confartigianato), OSFIN. Le recenti “new entry” sono stati: IRECOOP Emilia Romagna (Confcooperative), Consorzio ASSOFORM (Confindustria), Scuola Professionale Edile Rimini, CESCOT (Confesercenti),  ITINERA Spa, Scuola professionale Parrucchieri ed estetisti srl, Formazione e Lavoro, Ok! Center, Guidarepilotare Spa (che prevede, appunto, corsi per automobilisti), Associazione San Patrignano Scuola e Formazione, Associazione ASSOFORM, Agenfor Italia e Fondazione Alta Valmarecchia. Da sei a diciannove. Un bel salto.

COME FUNZIONA IL SISTEMA
Il meccanismo è piuttosto semplice. Una volta ottenuto l’accreditamento, l’ente di formazione può operare. Il soggetto istituzionale al quale gli enti devono fare riferimento è la Provincia, deputata a valutare i progetti di formazione. La Provincia, a sua volta, decide in base agli accordi e alle intese con la Regione in “armonia” con le strategie generali e gli indirizzi, quindi, ma anche tenendo conto del “contesto socio economico” dell’economia locale.
Ogni atto è deliberato dal Consiglio Provinciale che deve considerare gli indirizzi, chiamati tecnicamente Assi che sono tre: Adattabilità, Occupabilità e Inclusione Sociale. Così si decide quali e quanti corsi finanziare. L’ente superiore che supervisiona è la Regione Emilia Romagna, in particolare le attività sono svolte dal Comitato di Sorveglianza. La Regione, a sua volta, orienta l’attività in base alle indicazioni dell’Unione Europea. La Regione Emilia Romagna nel 2003 ha definito il Sistema Regionale delle Qualifiche (SRQ). Il documento offre una rappresentazione delle competenze professionali presenti in misura diffusa nel sistema produttivo emiliano-romagnolo. Una sorta di stella polare. Qualifiche rimaste invariate dal 2003.

UNO SGUARDO AI CORSI GIÀ FINANZIATI.
Cesvip
ha ricevuto i finanziamenti necessari per nove corsi: due destinati alle donne (uno per le competenze di base e uno per l’avvio d’impresa), due relativi all’asse Adattabilità sul tema riguardante la conciliazione in azienda, tre di Formazione continua sull’innovazione aziendale. Per il 2010 due le proposte, entrambe di Formazione permanente nel settore alimentare (lavorazione delle carni). Per Ecipar (CNA), sono dieci i corsi autorizzati dalla Provincia, ma solo cinque finanziati di cui quattro nel 2010: tecniche di massaggio linfodrenante, trattativa commerciale, due inerenti al settore benessere (taglio dei capelli e tecniche di massaggio ayurvedico) uno generico sulla certificazione delle competenze. Per Enaip “S.Zavatta” 12 corsi tutti finanziati di cui sei nel 2010 con un’ampia proposta sull’asse Occupabilità (con percorsi biennali di formazione professionale) e sulla Formazione permanete con l’Informatica (disegno computerizzato, grafica e gestione di ambienti multimediali). Molto attiva anche la Ial della Cisl con 13 proposte. Tre per l’Occupabilità con percorsi biennali di formazione, tre con percorsi integrati tra scuola e formazione, due sull’Adattabilità (sicurezza sui luoghi di lavoro) e 5 (tutti nel 2010) per la formazione permanente nel settore Ristorazione (idee per la prima colazione, torte innovative, produzione pasti). 12 i corsi organizzati da Irecoop ma solo quattro finanziati di cui uno sulla comunicazione commerciale, nel 2009, tutto il resto nel 2010 per la ricomposizione delle competenze e tre nel settore Turismo (accoglienza turistica e ricevimento alberghiero). Per Irfa di Confartigianato l’offerta è prevalentemente legata al settore benessere. Su nove corsi finanziati (tre nel 2010) c’è quello base per estetista fino alla formazione per operatore delle cure estetiche. Più contenuta l’offerta di Assoform (Confindustria): in totale sono quattro, tranne uno tutti nel 2010: due corsi di lingua (spagnolo e inglese), uno in informatica (per i programmi Word ed Excel) infine uno sulla gestione dei collaboratori in sinergia con una casa editrice.  Due le “eccellenze” che si distinguono da tutte le offerte per qualità (Tecnico amministrazione, finanza e controllo di gestione di e il corso per Esperto di Marketing e tecniche di vendita- assistente commercio estero, entrambi con 200 ore in aula + 100 di stage). Rilevante la posizione di Cescot che ottiene risorse finanziarie per 17 corsi su 18, 9 nel 2010. Due destinati alle donne, uno dei quali “dall’idea al business plan”, 4 relativi all’Adattabilità e rivolti a persone occupate sempre a favore della creazione d’impresa, ben dieci di Formazione permanente tra cui uno relativo al Marketing e diversi inerenti il Turismo (addetto alla sala bar e cucina). Iscom (Confcommercio), pur non comparendo nella lista degli enti accreditati dalla Regione è presente nel database provinciale e su 14 corsi accettati dalla Provincia, 9 sono finanziati, di cui 4 nel 2010: 5 sono dedicati alla Formazione continua nel Turismo, 4 alla Formazione permanente per generico sviluppo delle competenze, la conoscenza e le peculiarità del territorio per integrarsi e migliorare la stabilità lavorativa. Interamente rivolta al Turismo l’offerta formativa di Itinera con Allestimento buffet, ricevimento alberghiero, assistenza eventi in hotel e gestione reclami.

UN PRIMO BILANCIO
Quando nel 2005 in provincia di Rimini si prendono in mano le redini per gli obiettivi di Lisbona il tasso di occupazione totale era al 65,8% e veniva da una crescita di sei punti percentuali, 1,2 % in meno rispetto al traguardo fissato per il 2010. Andava bene anche per l’occupazione femminile pari, nel 2005, al 55,5 e inferiore di 1,7% rispetto agli obiettivi. Distante, invece, il tasso di occupazione della classe di età 55-64 anni, fermo al 37,5% rispetto al 50% chiesto da Lisbona.  Nel 2009 Rimini e la Regione Emilia Romagna continuano ad avere dati occupazionali tra i migliori in Europa. Ma questo, ovviamente, non può e non deve bastare.
Il primo punto di riflessione è, quindi, che non c’è ombra di dubbio che l’attuale sistema della Formazione abbia fornito un effettivo contributo al mantenimento dei valori occupazionali e di coesione sociale in provincia di Rimini. Tuttavia ricerche pubbliche più raffinate sarebbero state auspicabili per misurarne meglio l’effettiva efficacia.
Secondo punto: la programmazione. Osservando, da una parte, le tipologie di corsi offerti dagli enti di formazione riminesi e, dall’altra, gli occupati per settore economico risulta una distanza tra quello che la formazione professionale offre e l’assetto reale dell’economia riminese.
La responsabilità non è certo degli Enti. Secondo le normative regionali, in teoria la formazione dovrebbe “assomigliare” a ciò che l’economia riminese esprime. Ma così non è. Sono troppi i settori completamente “disertati”: l’intermediazione bancaria e finanziaria, attività rilevante nel Riminese, è solo un esempio. Ancora, il settore Arte, Spettacolo e Beni culturali, persino Ambiente ed Ecologia.  Poi l’Informatica potrebbe essere ulteriormente potenziata così come la formazione nel Turismo e in generale l’area Servizi (esclusa l’area benessere già ben presidiata) e Commercio che rappresenta oltre il 60% del valore aggiunto prodotto in provincia.
Qualcosa va detto anche sul Comitato di Sorveglianza, che ha il compito di accertare qualità e efficacia dell’attuazione del Programma. La sua composizione è, giustamente, tecnica e politica. In realtà ha competenze così importanti che il Comitato dovrebbe prevedere almeno confronti approfonditi e vincolanti con economisti e ricercatori per incrociare le esigenze della formazione con l’effettivo mercato del lavoro.
Perfezionare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro è comunque l’obiettivo da affrontare fino in fondo affinché la provincia di Rimini proceda e autoalimenti un percorso virtuoso che crei migliore occupazione, sia quantitativa che qualitativa.

MINI GLOSSARIO ASSI

ADATTABILITA’
Questo Asse ha come obiettivo quello di sostenere azioni per il miglioramento delle prospettive occupazionali e professionali delle persone per sostenerne la permanenza nel mercato del lavoro.
OCCUPABILITA’
La strategia di questo asse si declina nell’esigenza di promuovere le politiche relative all’aumento del livello occupazionale con l’obiettivo di incrementare i tassi di attività e di occupazione strutturale delle risorse umane provinciali e di tendere ad un riequilibrio di genere e territoriale nel mercato del lavoro.
INCLUSIONE SOCIALE
Gli interventi riconducibili a questo Asse sono finalizzati a sostenere l¹inserimento delle persone in condizione di svantaggio nel mercato del lavoro attraverso una potenziata integrazione tra politiche formative e del lavoro e politiche sociali.

PER CHI CERCA LAVORO, C’E’ SOLO L’IMBARAZZO DELLA SCELTA
Moda, alimentare fino a marketing, informatica e turismo. In gran parte gratuiti i corsi che partono nel nuovo anno

Il Centro per l’Impiego è il principale punto di riferimento per chi cerca lavoro e l’offerta da loro “intermediata”. La maggior parte dei corsi che seguono partiranno proprio nel 2011. Generalmente gratuiti, rilasciano sia attestati di frequenza che certificati di competenza e prevedono stage o tirocini. I settori economici presidiati sono: Abbigliamento e Moda (è in corso quello come operatore per la calzatura, con la formazione proposta da Cercal che non è un ente in provincia di Rimini), Agricoltura e Pesca (messa a dimora e cura delle piante ornamentali, proposto da Dinamica che non è un ente in provincia di Rimini), Alimentare (Operatore produzione pasti, trattamento, taglio e trasformazione della carne da Ial e Cesvip), buona la proposta nel settore Amministrazione con la formazione del Cescot (Amministrazione e piccola contabilità, controllo di gestione) e da Irfa per gli adempimenti contabili e fiscali e l’amministrazione del personale. Nel settore Marketing (convenzionale e non) ancora il Cescot e Irecoop per la Comunicazione Commerciale, poi l’Ecipar sulla Pianificazione delle vendite, nella trattativa commerciale, in salute e sicurezza nell’edilizia. Buona la presenza dell’Informatica di base e avanzata offerta sia Ecipar, Osfin, Enaip “S.Zavatta” (da Autocad avanzato a Photoshop base), Cescot per la qualifica di Tecnico assistenza informatica. Per il Turismo ancora Osfin, Itiniera (in particolare per le lingue e il ricevimento alberghiero) e Irecoop. Diverse le iniziative per i lavoratori in mobilità e in cassa integrazione erogati direttamente dal Centro per l’Impiego. Per quanto riguarda i minorenni, la realtà di riferimento è sicuramente L’Enaip “S.Zavatta” per l’assolvimento dell’obbligo formativo biennale con certificato di qualifica per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni con vari corsi, dal settore impianti elettrici e termo-idraulici, all’autoriparazione, al grafico di stampa fino a ruoli come impiegato in azienda. Nessuna copertura, invece, per i settori Ambiente-Ecologia, Legno Arredamento e Manifattura varia, Arte e Spettacolo, Beni culturali, Comunicazione Pubblicitaria, Elettricità-Elettronica, Finanza, Metalmeccanica, Servizi alla Persona, Servizi educativi e sanitari, Sport, Studi professionali e consulenza, Trasporti e quasi nulla sui Servizi.

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