"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Nuove costruzioni: a misura di cliente “eco-sensibile”

di Stefano Rossini

Questo numero, il nostro viaggio nei quartieri farà una nuova tappa in zona Colosseo, dove eravamo stati lo scorso novembre. Il quartiere è quello con i caseggiati che incombono sulla strada di Montescudo, vicino al centro commerciale Le Befane.
Siamo tornati per parlare di un’altra urbanizzazione che sorge alle spalle della prima che avevamo preso in considerazione. Prendendo la strada di Montescudo, superato il semaforo della Statale Adriatica, poco dopo si incontra una nuova rotonda. Lì si gira a destra, nel punto in cui sorge anche un supermercato, e si entra nel nuovo gruppo di case della Gecos. La stessa Gecos ci ha contattato per parlarci di queste costruzioni progettate e realizzate con una maggior attenzione all’ambiente. Il quartiere ha un aspetto più arioso ed è composto da una decina di palazzine di tre piani per un totale di 110 unità abitative.

Ambiente uguale affare?
“Le costruzioni – a parlare è il geometra Gian Carlo Giovanardi – sono disposte sfalsate in modo da evitare l’effetto palazzina e abbiamo inoltre deciso di ribassare le strade, in modo da togliere automobili e parcheggi dalla vista”.
Secondo le parole di Giovanardi, in questo quartiere, la Gecos ha puntato molto sull’attenzione all’ambiente. Le palazzine sono state realizzate tutte in classe di consumo B, con cappotto di 6 cm, intonaco ad acqua, riscaldamento a pannelli a pavimento, recupero di alcune vecchie strutture – la casa colonica nel centro – orientate in modo da sfruttare il calore del sole e anche un sistema a riscaldamento centralizzato. Ogni appartamento ha il proprio termostato ma c’è un unico boiler a tetto.
Ogni palazzina ha il proprio verde, recintato, più un’area di verde comune in cui si trovano anche dei giochi per bambini. “Oltre a questo – continua Giovanardi – abbiamo costruito dell’altro verde fuori dal quartiere, un centro civico sopra il supermercato e a breve realizzeremo una palestra”. La strada principale, poi, ha un grosso cancello che chiude l’accesso a tutto il quartiere, creando una sorta di “zona autonoma”, sicura per i bambini, ma l’effetto è un po’ troppo di città nella città.
Cosa succede? L’ambiente comincia a farsi intrigante per il mondo degli affari?
“In effetti – ci risponde Daniela Morandi del gruppo Gecos – chi compra casa ultimamente è attento a queste cose, e a fronte di un investimento cerca un immobile che risponda già a queste esigenze”.
Sono le aziende come la Gecos a scegliere questa strada, in base, sicuramente, ad analisi di mercato, dato che sono ancora pochi gli incentivi dei comuni per chi costruisce bene. Ma incentivi o meno, è il mercato che indirizza le tendenze, e se il mercato si accorge che i compratori cercano casa stando attenti all’ecologia, allora forse l’approccio dei costruttori potrebbe cambiare.
“Per noi è importante – continua Daniela Morandi – saper innovare, prima ancora che il Comune ce lo chieda”.

Una casa….Gaia
Non a caso la stessa Gecos ci fa presente un altro progetto, Gaia, un immobile biocompatibile e in classe A attualmente in costruzione in via del Volontariato, adiacente al parco Tosi di Rimini.
Per la cronaca, la bioedilizia studia e utilizza le potenzialità dell’ambiente in cui sorgerà la costruzione con l’obiettivo di creare benessere abitativo. Questo significa cercare di abbassare i consumi domestici di energia, utilizzare materiali facilmente smaltibili e progettare la casa non solo per chi ne deve usufruire ma anche per l’ambiente e quindi la collettività.
E’ una parola che cerca di rimediare alle magagne del passato. Perché in teoria anche l’edilizia sic et simpliciter dovrebbe creare un benessere abitativo. Ma è comunque un passo avanti, anche se, come conferma Daniela Morandi, “per ora le persone sembrano più interessate all’aspetto ecologico che a quello bioedilizia”. Quest’ultimo non ha ancora molto appeal sul mercato come invece l’attenzione per l’ambiente e i consumi che, forse tramite i media, si stanno facendo strada nella mentalità quotidiana.
Gaia, sarà il primo immobile che associa i requisiti della Casa Bio a quelli della Classe A. Inoltre, la costruzione segue le indicazioni di Impatto Zero. In pratica vengono valutate le emissioni di anidride carbonica emesse durante le costruzioni e quelle prodotte da coloro che le abitano nei primi 10 anni. Calcolato il totale, “pareggia” le emissioni favorendo la crescita di foreste in Costa Rica. Ottimo. Ma favorire un po’ di ossigeno anche in zona poteva essere una buona idea.

In definitiva è apprezzabile il lavoro della Gecos – almeno in questi due casi – e non si può che essere contenti che l’ecologia diventi appetibile per il mercato. In mancanza di incentivi veri e propri da parte della politica, sono i costruttori a decidere come realizzare le palazzine. Solo se i compratori diventano attenti ed esigenti, si può sperare che il trend continui in questo modo, e che i futuri quartieri siano più vivibili di quelli a cui siamo abituati, fatti di palazzoni e strade.
Possiamo sperare che in futuro riminesizzare diventi una parola di senso positivo?

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