"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
L M M G V S D
« Nov    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

Non dimenticare gli utili: intervista a Lorenzo Cagnoni, Presidente IEG

  1. Con le nuove alleanze, il fatturato di IEG spinge in alto il posizionamento del Gruppo, ma rimane distante da quello delle maggiori Compagnie inglesi e tedesche, leader del mercato: dove e come si giocheranno, in Europa e nel Resto del Mondo, le sfide del prossimo futuro?  

 

Intanto comincerei con lo specificare che l’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza, che dallo scorso novembre hanno dato vita a IEG, Italian Exhibition Group, è un fatto assolutamente nuovo nel panorama fieristico, non solo italiano, ma anche europeo. Abbiamo costituito la prima società fieristica italiana per manifestazioni organizzate direttamente. La  seconda in ordine di fatturato. In quanto al paragone che lei propone, sarei cauto negli accostamenti: tra gli organizzatori fieristici compaiono anche soggetti che fanno questo di mestiere pur non avendo a disposizione propri quartieri espositivi, realtà che gestiscono invece solo questi ultimi, altre che producono i maggiori volumi d’affari in Paesi extraeuropei… per non parlare di metodologie di rilevamento diverse, elementi tecnici e culturali che inficiano non poco certi posizionamenti. E mi permetta una osservazione. Fra i dati economici si citano i valori della produzione, i metri quadri disponibili, il numero di visitatori ed espositori. Nessuno si occupa mai dell’utile netto del conto economico. La redditività dell’impresa è invece fattore fondamentale… e viene trascurato. Alla domanda su dove si giocheranno le sfide del futuro risponderei invece perlopiù nei Paesi Emergenti, quelli del Sud Est asiatico, del Golfo Persico e del Sudamerica in particolare.

 

  1. Un’alleanza tra le Fiere di Rimini e Bologna proietterebbe il sistema fieristico emiliano romagnolo tra i primi 15 per fatturato al mondo. E’ ipotizzabile?

 

Come lei ben sa, sono stato fra i primi a sostenere la necessità di fare sistema, soprattutto all’interno della nostra regione, quando ancora pochi ne valutavano la prospettiva. Oggi credo ancora nell’importanza delle sinergie, guardando soprattutto all’importanza di fare massa critica sui mercati internazionali, ma chiaramente facendo i conti con i nuovi scenari che nel frattempo sono maturati, con i valori attuali delle società che dovrebbero far parte della holding. Soprattutto abbiamo obiettivi prioritari, come l’avvio del nuovo Piano Industriale e la quotazione in Borsa nel 2018. Per risponderle chiaramente: tutto è possibile, ma non lo vedo concretizzabile nel breve periodo.

 

  1. Come altre imprese del territorio, la fiera di Rimini cerca nuovi mercati all’estero: in questo sforzo all’internazionalizzazione ci può segnalare i maggiori punti di forza e di debolezza di Rimini e della Romagna?

 

Sono lusingato, ma non credo di poter parlare a nome di una realtà economica dinamica, ma comunque complessa, come quella romagnola. Un territorio innovativo e ricco di distretti industriali anche fortemente orientati all’estero e che spesso utilizzano le fiere come volano di sviluppo per il loro export. Penso al settore delle macchine per il legno, alla moda, all’ortofrutta, al dolciario… La fiera, in questo senso, è il miglior partner possibile, sia perché sviluppa anche all’estero i propri prodotti più di successo, penso ad Ecomondo che da alcuni anni esporta il suo format in Brasile, a TTG che da quest’anno andrà in Cina e a VicenzaOro che è già presente a Dubai, sia perché richiama alle sue manifestazioni qualificati buyers internazionali. Il tutto, con un approccio business oriented e con costi decisamente più interessanti per le piccole e medie imprese. Questa è la nostra forza.

Forum chiuso.