"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Noi, imprenditori freschi di… stampa

di Rita Celli

Giovani con delle speranze. Anche se se ne trovano sempre meno, a Rimini, ce ne sono ancora. E’ il caso di Francesca Serra e Gianluca Ciavatti. Trent’anni lei, ventinove lui, insieme nella vita e anche sul lavoro. Dopo varie esperienze universitarie e lavorative, hanno scelto di aprire una propria attività, nonostante il periodo non facile. “Sono originaria del Nord Italia, ma mi sono trasferita a Rimini da circa 5 anni, perché sono veramente innamorata di questi luoghi – racconta la Serra -. Ho studiato ragioneria e ho frequentato per due anni la facoltà di  Giurisprudenza, ma l’ho abbandonata per il lavoro. Il mio compagno Gianluca, da sempre appassionato di arte e architettura, dopo aver conseguito il diploma di liceo scientifico, ha frequentato invece per un paio di anni la facoltà di Architettura a Cesena, e ha continuato a seguire corsi di specializzazione in grafica e stampa digitale”.

Poi, entrambi, un giorno, avete perso il lavoro. E così avete deciso di mettervi in proprio e di creare la “Momogenico Industria Grafica”.
“Sì. Gianluca ha sempre lavorato nel settore della comunicazione visiva (grafica e stampa digitale). Mentre io ho avuto diverse esperienze professionali di amministrazione e commerciale, avendo lavorato diversi anni per un franchisor che ha negozi sia in Italia che in Europa. Così abbiamo scelto di unire le nostre competenze e di aprire questo studio”.

Di cosa vi occupate?
“Elaborazione grafica e stampa digitale, realizziamo diversi tipi di decorazioni grazie a molteplici tipi di materiali stampabili dal nostro plotter, spaziando dai biglietti da  visita a decorazioni di vetrine, automezzi, stampa su tela e pannelli e tantissime altre cose. Al momento siamo solo io e Gianluca”.

Avevate chiesto dei fondi per giovani imprenditori?
“Sì, ma la risposta di accettazione della pratica per ricevere i fondi non è arrivata nei tempi previsti. Non potevamo però più aspettare. Abbiamo perso quei fondi, dato che tra i requisiti fondamentali del bando c’era quello di mantenere la disoccupazione,  ma nonostante tutto abbiamo deciso di continuare autonomamente, credendo fortemente nel nostro progetto. Abbiamo investito tutti i nostri risparmi  e  grazie all’aiuto dei nostri genitori, oggi siamo qui a portare avanti il nostro sogno”.

Ce n’è ancora qualcuno nel cassetto?
“Quello di avere la possibilità di crescere e sperimentare attraverso la nostra azienda. Proporre soluzioni originali e stimolanti per noi e per il cliente cercando di non essere mai banali”.

Cosa pensate dei giovani italiani? I dati affermano che ci sono meno persone che vogliono investire e cominciare un’avventura come la vostra…
“Credo che i giovani abbiano poche sicurezze e possibilità di mettersi in proprio: i finanziatori sono pochi e non ci sono aiuti reali allo sviluppo. Ci vuole sicuramente molto coraggio ad aprire qualche azienda in un momento come questo. E bisogna lavorare sodo, credere in quello che si fa, essere disposti a fare molti sacrifici ed essere consapevoli che i frutti del proprio lavoro non si raccolgono subito”.

Volete dare un consiglio a chi vuole provarci?
“Avendo aperto da poco questa attività,  i consigli che ci sentiamo di dare e di non scoraggiarsi è di credere in quello che si fa, mantenendo un atteggiamento positivo, curando attentamente tutti i propri prodotti e servizi e non trascurano mai la propria presenza nel mondo 2.0, del web e delle nuove tecnologie”.

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