"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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New Factor “nucis” in fondo

Girare tra i capannoni della New Factor, lungo la superstrada di San Marino, attualmente in piena  attività perché questa è la “stagione” della frutta secca, è come entrare in una stanza aromatizzata al sapore delle nocciole, piuttosto che delle mandorle, del pistacchio, dei pinoli e via a seguire. Un bagno di sapori che oltre a soddisfare l’olfatto stimolano non poco una variegata gamma di appetiti. Appetiti pericolosi per la linea ?  Ma nemmeno pensarci, ci spiega il titolare e Amministratore Delegato Alessandro Annibali. Anzi tutto il contrario. Perché la frutta secca ha  numerose proprietà benefiche che la rendono un alimento prezioso per la prevenzione di numerose patologie. Convinti di questo, e ricevendo supporto da numerosi riferimenti storico-geografici (del tipo: i legionari romani portavano sempre con sé una manciata di pinoli per avere forza ed energia prima dei combattimenti; Platone definiva il fico il cibo degli atleti; per i cinesi le noci sono invece  il cibo del cervello, ecc.), le principali aziende italiane del settore, una decina le più grandi, hanno dato vita ad una associazione che si chiama Nucis Italia (www.nucisitalia.it) che si è data proprio l’obiettivo di divulgare i valori nutrizionali e i benefici della frutta secca, associata con la dieta mediterranea. Al progetto denominato “Frutta secca e benessere”, di durata triennale, hanno già aderito più di 400 tra medici nutrizionisti, specialisti in scienza dell’alimentazione  e medici di base.  Per il momento, ma si sa che nessuno è profeta in patria, nessuno di Rimini.

Su questi stessi argomenti la New Factor ha in serbo di avviare una campagna di informazione nelle scuole, magari per sostituire le poco salutari merendine che mangiano tanti ragazzi con più salubri sacchetti di frutta secca.

 La storia della New Factor è tipica di un’azienda che nasce con altri intenti, poi muta natura e oggetto, perché nel frattempo anche il mercato è cambiato. Infatti la sua nascita risale al dopoguerra, quando il fondatore, Libero Annibali, nonno di Alessandro, cominciò a commerciare  sementi da prato e da pastorizia.  Più tardi, negli anni settanta del secolo scorso, visto che l’attività cresceva, venne fondata la Italsementi spa,  specializzata nell’import/export di materie prime agro-alimentari. Una apertura internazionale fortemente voluta dal padre Iliano. Qui Alessandro Annibali ci racconta anche qualche aneddoto curioso sulle modalità di export-import con  paesi poveri di valuta pregiata (dollari, machi..).  Per esempio, con la ex Jogoslavia: compravano sementi  per i prati e in cambio pagavano, tutto o in parte, con semi di zucca. Con l’Iran avveniva la stessa cosa, ma questa volta lo scambio si realizzava con forniture di pistacchio, di cui sono, a tutt’oggi, un gran produttore. 

 Nel 1991 la svolta: l’intera proprietà di New Factor Spa, di cui in precedenza Italsementi aveva acquisito un quota di minoranza,  passa nelle mani della famiglia Annibali e viene inaugurato il nuovo stabilimento a Cerasolo Ausa di Coriano, con una superficie coperta di oltre 8.500 mq. Un anno dopo, Alessandro Annibali diventerà Amministrato Delegato.

 Oggi l’Azienda è leader nazionale nel suo settore, collabora con diverse Facoltà di agraria e di scienza dell’alimentazione  universitarie, ogni anno tratta circa 10 mila tonnellate (10 milioni di chilogrammi)  di materia prima, italiana ma anche di provenienza estera (dagli Stati Uniti all’Argentina, dall’Iran alla Turchia, Israele, ecc.), che gira su 13 linee di produzione, in questo periodo considerato di alta stagione con doppi turni giornalieri, per  sfornare 18 milioni di confezioni di frutta secca l’anno, che verrà venduta a grossisti, grande distribuzione (spesso con il loro marchio, come la Coop), bar, aziende di trasformazione dolciaria, ecc.

 Nel 2009 la New Factor, che  tra fissi e stagionali (invernali) da lavoro a 80 persone, per metà donne perché, dice Annibali, “alle macchine sono più brave”, ha fatturato 25 milioni di euro, due in meno dell’anno prima, quindi la crisi si è fatta sentire, anche se non ha avuto nessuna conseguenza sull’occupazione,  ma già quest’anno ci sono buoni segnali di ripresa e a fine 2010 il fatturato dovrebbe tornare a 27 milioni di euro, con una crescita dell’8%.

 La crisi è comunque servita, ci spiega  l’Amministratore Delegato: intanto per liberare il mercato da produttori e commercianti inaffidabili, poi per costringerci a guardare con più profondità “dentro”, cioè in Azienda, per scoprire, ed eliminare, tutte le inefficienze e gli sprechi che in tempi normali non si vedono.     

 Una confezione di frutta secca su cinque va all’estero, principalmente nei paesi dell’est, ma da qualche tempo è cresciuta l’esportazione verso la Germania, la Francia e l’Austria. 

Ma l’internazionalizzazione non finisce qui, perché dal 1999 la New Factor è proprietaria al 100% dell’azienda ucraina Italbonifica, fatturato circa 3 milioni di euro, creata per raccogliere tra i contadini locali, in particolare tra i montanari dei Carpazi, mirtilli, noci, semi di zucca e funghi porcini, da esportare in Italia per la lavorazione e il confezionamento finale.   L’azienda ucraina da lavoro a una ottantina di persone, in prevalenza donne. Oggi le cose vanno un po’ meglio, ci spiega Alessandro Annibali, ma all’inizio è stata dura, perché le persone erano assolutamente prive di qualsiasi cultura del lavoro. Lo Stato socialista pagava poco e loro facevano ancora meno e senza nessuna disciplina.

 Programmi in corso e futuri: tra i primi, il rilancio della coltivazione della noce in Romagna, nell’Azienda Agricola San Martino, 70 ettari di proprietà della stessa New Factor,  tra Bertinoro e Predappio, poi la riscoperta e il rilancio della produzione delle arachidi di Terracina, che rischiavano di scomparire, nel metapontino (Basilicata) e in Sardegna, dove ci sono i terreni e le condizioni climatiche più favorevoli.  

 Per ultimo, date le tante idee di sviluppo che stanno prendendo corpo, l’Azienda si sente un po’ stretta e avrebbe bisogno di nuovi spazi per crescere.  Per questo sta anche cercando un giovane, con buona conoscenza dell’inglese parlato e scritto, disposto a girare  il mondo, con studi in agraria, per essere assunto come assistente agli acquisti.

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