"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Musei a caccia di visitatori

di Laura Carboni Prelati

Nel nostro territorio tutto ciò che riguarda il nostro passato, testimonianze e opere artistiche, è custodito all’interno di 15 Musei, collegati in rete da un sistema che permette di offrire sempre nuove occasioni di scoperta del territorio e della sua cultura. Questa inchiesta si rivolge a 4 musei riminesi, interessanti per importanza culturale e turistica, un campione modesto per valutare l’andamento totale dei flussi di visitatori, ma altamente rappresentativo e indicatore della fruizione turistico-culturale locale che rappresentano queste sedi, il cui ruolo è di essere attrattori costanti nella domanda di cultura nel nostro territorio.

In questo piccolo sondaggio abbiamo cercato di raccogliere non solo una sterile lista di dati, ma avevamo anche l’intento di conoscere le iniziative di valorizzazione intraprese per migliorare l’accessibilità al patrimonio storico-artistico e l’ offerta culturale dei Musei stessi.

“Nel 1990- dice il Dott. Maurizio Biordi, Direttore Musei di Rimini- i visitatori al Museo della Città erano circa 3.000; col passare degli anni sono aumentati e, nel 2009, hanno raggiunto gli 85.000. Una tappa significativa è stata l’apertura della Domus del Chirurgo (12/2007). All’impennata di pubblico hanno contribuito anche le mostre a Castel Sismondo, che, fungendo da evento-traino, hanno riversato sul Museo, nei week-end, punte alte di visitatori, grazie all’orario continuato e la gratuità domenicale. Nel 2010 si è però registrata una flessione (79.575 presenze) che si è accentuata nel 2011 (66.665). Il calo deve imputarsi alla contrazione di eventi, il Festival del Mondo Antico, svolto in 2 giorni nel2011, hasubìto una perdita di circa 3.000 presenze rispetto al 2010 (3 giorni) e 6.000 rispetto al 2009 (4 giorni). I dati 2011 non comprendono le presenze registrate al FAR (Fabbrica Arte Rimini); inaugurato a dicembre, il nuovo spazio mostre per l’arte contemporanea ha consegnato nel primo mese circa 10.000 visitatori.

-Che flussi ha il turismo giovanile?- “Le presenze dei giovani (visite scolastiche) si attestano su un 35% del totale, in linea col trend nazionale; polo d’attrazione è la sezione archologica della Domus; contribuisce da sola ad accrescere notevolmente il turismo scolastico (+39%). Le classi che visitano il Museo appartengono a vari livelli scolastici; la più numerosa è la scuola primaria. Fra lezioni, visite guidate, laboratori, atelier, narrazioni animate, arteterapia, negli ultimi 2 anni ci siamo attestati sulle 800 iniziative. Altre attività hanno portato 22.653 ragazzi al Museo della Città e 579 al Museo degli Sguardi, per un totale che supera le 23.000 unità (nel 2010); cifra che ha subìto una flessione di 3.000 unità nel 2011 causa la mancata realizzazione di Ecomondo, e alla contrazione delle giornate del Festival del Mondo Antico. Le iniziative riscuotono buona partecipazione, soprattutto per ragazzi dai 7/12 anni.

Un pubblico straniero estivo (nuclei familiari) frequenta Museo e Domus in proporzioni simili a quello italiano, privilegiando la visita sull’onda di precisi interessi culturali, ma i dati estivi sono fra i più bassi dell’anno per le difficoltà che i Musei incontrano nell’intercettare il turismo vacanziero, distratto da tante proposte, spesso all’oscuro dell’esistenza di un centro storico al di là della ferrovia; questo anche se i Musei cercano di coinvolgere un turismo alla scoperta della città (Passeggiando tra i segni nel passato). Nell’impossibilità di sostenere importanti e capillari campagne promozionali rivolte al turismo estivo, i Musei da anni cercano un dialogo con gli operatori turistici, in primis gli albergatori, perché siano loro ad arricchire l’offerta ai loro ospiti, proponendo visite al Museo e Domus”.

MET & MUSAS  – S. Arcangelo di Romagna

All’interno della cinta muraria di S.Arcangelo, dove si è sviluppato lo splendido borgo medievale, è collocato il Museo Storico Archeologico, che conserva al suo interno un grande patrimonio d’arte e cultura, espressa anche dal lavoro manuale dell’uomo.

Il Direttore, Dott. Mario Turci, ci illustra i flussi dei visitatori “Nel 2011 sono 1597 gli ingressi al MET(514 da scuole) e 3680 al MUSAS (104 da scuole). Sono invece 10.363 gli utenti che hanno partecipato a diverse iniziative (esposizioni, rassegna burattini, didattica museale, laboratori per adulti) organizzate dai musei, per un totale di 15.640 presenze tra MET e MUSAS (2011).

“Al MET- prosegue Turci- c’è una prevalenza di scolaresche, mentre al MUSAS l’afflusso è legato al turismo estivo (molti italiani).Nel periodo turistico/estivo il MUSAS, prevede un’apertura serale, gratuita, da giugno a settembre.

Altre offerte diversificate per fasce di età ritmano gli ingressi al museo come “Ali nel Museo (didattica per materne, elementari e medie);con temi di antropologia, tradizioni popolari, storia, archeologia e arte attraverso laboratori (a pagamento); nel 2011 ingressi 1355. C’è poi PAM Club – Piccoli Amici di Musei, da3 a11 anni, gratuito, prevede laboratori, letture animate, spettacoli (321 iscritti). “Favole d’Agosto”la Rassegnaspettacoli di burattini, giunta alla 22° edizione, da Giugno ad Agosto, prevede spettacoli serali gratuiti per bambini, avvalendosi di compagnie di burattinai italiani ed estere (Argentina, Spagna, Russia, Austria, Repubblica Ceca- nel 2011 spettatori 3.500).

Laboratorio e pratica manuale con “Mani nella tradizione”;teniamo corsi per impagliare sedie, restauro mobili, intrecciare vimini, rilegare libri, tessere a telaio, tombolo, decorare tessuti, costruire presepi e lezioni su erbe spontanee, degustazione vino e olio. Gli incontri, a pagamento, sono al MET(260 persone nel 2011).

-Altre iniziative del Musas?- Con “Parole nel cassetto” da Giugno a Settembre al “Giardino del mandorlo” c’è il coinvolgimento di coloro che, per passione, amano scrivere, e poi lasciano i propri scritti nel “cassetto”(nel 2011 30 autori e 250 spettatori).

Il MET è stato invitato a partecipare alle tre edizioni di “ETNU – Festival Italiano dell’Etnografia” tenute a Nuoro dal 2007 al 2011. Il festival, organizzato in Sardegna tramite il Comune di Nuoro, si articola con eventi ed esposizioni che offrono uno scenario del complesso di studi e attività sull’etnografia. Le esposizioni presentate dal MET (nel 2007 le caveje romagnole, nel 2009 la museografia etnografica del contemporaneo e nel 2011 le coperte da buoi), hanno riscosso un grande successo di pubblico (3000 visitatori)tanto da renderla una grande vetrina a livello nazionale”. 2732

Museo Civico Archeologico Villanoviano di Verucchio

Una splendida location è quella che accoglie il Museo Civico Archeologico Villanoviano di Verucchio che, inaugurato nel 1985, ospita la maggior parte dei reperti archologici rinvenuti negli anni ’60 ai piedi della rupe.

La Dottoressa Elena Rodriguez ci accoglie nelle sale dove sono esposti corredi funebri di altissimo valore storico ed artistico, giudicati dagli esperti di grande rilevanza e bellezza, il cui stato di conservazione è straordinario.“Nell’anno 2011 i visitatori del Museo confermano il trend dell’anno precedente; abbiamo avuto 8.000 presenze, mentre, in concomitanza con gli scavi della necropoli, c’era stata un’impennata con 10.000 biglietti”- Come considererebbe questa stasi?- E’ il nostro numero standard negli anni in cui non ci sono eventi che accompagnano l’allestimento permanente. Noi abbiamo un pubblico scolastico numeroso, avendo reperti che, oltre al loro valore scientifico, colpiscono per la raffinatezza artistica testimoniando l’alto grado di sviluppo della civiltà villanoviana. Dopo la riforma Moratti il pubblico scolastico si è quasi dimezzato, abbiamo perso flussi dalle medie e questo ha inciso parecchio sul volume delle presenze”

-Quindi si sono perse le medie e non solo quelle del territorio…- Alle medie non si studia più storia antica, quindi, per svariati motivi, non si fanno più escursioni nel cuore del territorio. Abbiamo meno di 5 classi all’anno che provengono dalle medie mentre negli anni passati rappresentavano il 50% del flusso scolastico. C’è qualche classe proveniente da Cesena, Ravenna, Forlì; con questa tipologia lavoriamo soprattutto in primavera mentre i Licei, che fanno una gita di più giorni a Rimini, fanno un’escursione anche a Verucchio per cui il nostro pubblico scolastico è rappresentato dalle elementari più qualche Liceo”.

-Ma questo sito archeologico ha carattere di unicità!- “Si, se non vengono a Verucchio, dove trovano la civiltà villanoviana? I contenuti nell’allestimento del Museo, per un ragazzo, sono molto immediati; poter vedere oggetti, abiti, arredo in legno, cimèli, quel bellissimo trono…”

-E’ di grande impatto il percorso sensoriale e il film d’animazione!-

“Il filmato riguarda la fedele ricostruzione di una cerimonia funebre e lo utilizziamo prevalentemente per le medie, in realtà è piaciutissimo anche agli anziani; qualcuno si è commosso perché il filmato è impostato sulla cerimonia funebre di un principe e viene proiettato nella stessa sala dove è espostala Tombadel Principe. E’ molto efficace proprio per questa immediatezza;c’è riscontro tra il filmato e gli oggetti che si vedono attraverso le vetrine. Sebbene sia un periodo storico molto lontano dalla nostra realtà, viene messo in risalto il rispetto dei sudditi nei confronti dei regnanti e come si onoravano le persone di valore”

-Quali turisti vengono a Verucchio?-“Se il 50% dei flussi sono scuole, nei mesi estivi vengono tedeschi, francesi e qualche inglese; a Pasqua e altre festività sono soprattutto Italiani, adulti e famiglie emiliane, lombarde, toscane”.

I dati raccolti, relativi all’affluenza dei Musei del nostro territorio, sono la chiave di lettura per comprendere la situazione ad oggi: i Musei che facevano affidamento sulle risorse pubbliche devono trovare una soluzione con una gestione diversa, che cerchi di ottimizzare i propri contenuti accanto alle finalità che sono di ricerca, acquisizione, conservazione, comunicazione ed esposizione; diventa urgente saper valorizzare le collezioni e il patrimonio artistico ma soprattutto il know how e le competenze sul territorio che queste istituzioni hanno maturato.

 

 

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