"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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L’usura di Rimini

Per cominciare che cos’è l’usura ?  E’ un tasso di interesse, per un prestito, particolarmente oneroso e molte volte superiore al tasso medio di mercato. Magari l’applicazione trimestrale di tassi altrimenti annuali,  che così diventano stratosferici. Ma ci può essere anche di peggio.

C’è una usura odiosa, come quella praticata dagli strozzini, completamente illegale, a cui qualcuno, disperato,  ricorre quando tutte le altre porte si sono chiuse.  Di questa si parla e si scrive quando qualche indagine acciuffa i responsabili e in genere la riprovazione sociale è unanime, anche per i metodi violenti utilizzati contro le malcapitate vittime, se non riescono a restituire il prestito.

Poi però c’è una usura più sottile, nascosta tra i numeri, in doppio petto, praticata da istituti di credito e finanziari ufficiali,  che magari giocano con l’interpretazione delle norme, violandole, ma non troppo. Confidando nella difficoltà, per il cliente, di accorgersene, se non è particolarmente accorto e informato o non ricorre a qualche esperto.

In Italia l’usura bancaria è stata oggetto di specifica legge, la n. 108/96, che modificando l’art. 644 del codice penale riguardante l’usura (che è un reato) ha inteso allargare la fattispecie anche agli intermediari bancari e finanziari. Di casi di usura bancaria ce ne sono tanti, anche a Rimini, più di quanti potremmo aspettarcene.

Un’altra fonte di irregolarità frequente è costituita dai prestiti contro la cessione del quinto dello stipendio o della pensione (cioè la cessione del 20 per cento delle proprie entrate in cambio di un  prestito). Spesso non tanto per gli interessi praticati, ma per le spese aggiuntive applicate (commissioni, assicurazione obbligatoria, ecc.), che sommati possono far lievitare enormemente il tasso annuo effettivo globale (TAEG) che regola le operazioni di finanziamento.

Un gruppo di professionisti  locali, uno proveniente dal mondo bancario, un avvocato e un perito/commercialista si sono  dedicati, da qualche tempo,  a verificare un certo numero di rapporti bancari. Cioè ad esaminare conto correnti, mutui, leasing o altro, dei clienti che li contattano

per verificare  se per caso fossero  stati applicati tassi d’usura, oppure praticato l’anatocismo (quando le banche fanno pagare gli interessi sugli interessi, vietati dal 1° gennaio 2014) e altre irregolarità.

Il risultato è sorprendente: su 265 pratiche analizzate solo nel primo semestre 2015, di cui 113 riguardanti conto correnti, 118 mutui e 29 leasing,  i rapporti irregolari rilevati sono stati 181, cioè il 68 per cento. Questi,  va ripetuto, sono solo i risultati di un gruppo di professionisti che si è dedicato e specializzato sul tema, ma non sono gli unici. Quindi i numeri, in provincia, sono ben più consistenti.

Spesso, come illustrato negli esempi allegati, che non sono teorici ma si rifanno tutti a casi concretissimi, le cifre da recuperare sono tutt’altro che disprezzabili.

Cosa fare

Cosa succede quando gli esperti cui ci siamo affidati scoprono che la banca o  la finanziaria ci ha applicato un tasso d’usura, facendoci pagare molto più del lecito ?  Il cliente può decidere di non fare niente, lasciando le cose come sono, oppure iniziare un iter per il recupero del maltolto.

A qual punto ci vuole un avvocato esperto della materia e un perito che deve “asseverare”, cioè confermare la validità della perizia tecnica.

Compiuta questa validazione l’avvocato cita la banca, deposita la documentazione in Tribunale ed inizia così una causa civile.

Prima però di citare in giudizio l’istituto di credito, va esperito il tentativo di mediazione obbligatorio per legge, anche se è difficile trovare in quella sede un accordo con la controparte. La causa avrà per oggetto l’accertamento e la verifica, tramite un perito nominato dal giudice, dei rapporti oggetto di domanda giudiziale.   Nel caso in cui dovesse emergere l’illecito, la banca o altri verranno condannati alla restituzione delle somme indebitamente percepite.

Come al solito i tempi della giustizia non incoraggiano certo i ricorsi, visto che si parla di 4/5 anni solo per arrivare al primo grado di giudizio.

Attivarsi di fronte ad un presunto illecito è importante, ma lo è ancora di più, soprattutto se avete qualche difficoltà perché siete in ritardo con il pagamento di qualche rata, non attendere che sia la banca o la finanziaria a muoversi per prima. La ragione è semplice: così partite svantaggiati, sulla difensiva. Invece è meglio anticipare e agire per primi, perché questo vi consente qualche margine di manovra in più.

Per esempio decidendo di citare la banca, magari perché si notano troppe spese dagli estratti conto trimestrali, oppure perché si fa fatica a pagare la rata del mutuo su cui gravano tanti interessi, ed essere così  “attori” nella causa che si intraprende e decidere quando fissare la prima udienza. In questo caso è opportuno definire la strategia con un legale specializzato, perché se si contesta ad esempio un mutuo, ma esiste anche un rapporto di conto corrente con un fido utilizzato, una volta citata in Tribunale, la banca potrebbe essere tentata di revocare immediatamente il fido, chiedendo l’immediata restituzione della somma.

In casi come questo è opportuno contestare tutti quei rapporti con la medesima banca o finanziaria che possono prestarsi a eventuali “ripicche” dell’istituto di credito.

Un po’ per la lunghezza dei processi, un po’ per il timore che sempre le banche incutono (uno pensa che economicamente possono resistere di più, pagare i migliori avvocati, ecc.) solo un 25-30 per cento delle pratiche in cui sono stati rilevati tassi d’usura finiscono effettivamente in Tribunale.

Infine una ultima sorpresa: ad applicare tassi d’usura sono più le banche locali che nazionali o estere. Il rapporto è di circa quattro a uno.

 

Box 1

Il tasso d’usura oggettivo e soggettivo

In realtà ci sono due tassi di usura: oggettivo e soggettivo. Il primo c’è quando il tasso, costituito dalla somma tra interessi, commissioni e spese, supera il tasso soglia fissato dalla Banca d’Italia.

Il secondo, invece,  ricorre quando, pur trovandosi il tasso applicato sotto la soglia stabilita, per un’azienda o privato, già in difficoltà, può risultare eccessivo e sproporzionato (art.2 della Legge 108/96). Ovviamente tutto è da dimostrare.

Box 2

Il tasso soglia sempre più alto…, fa scomparire l’usura

La domanda che molti si faranno è semplice: ma dove finisce il tasso d’interesse normale e comincia l’usura ?  E soprattutto, chi lo stabilisce ?

A fissarlo, ai sensi della legge 108/96, ogni tre mesi, è il Ministero del Tesoro, ma operativamente è  la  Banca d’Italia ad effettuare l’indagine seguendo questa procedura: prima della pubblicazione, quindi con la stessa scadenza trimestrale, chiede alle principali banche e intermediari finanziari nazionali il tasso affettivo globale (TEG) applicato alla clientela, secondo le categorie delle operazioni (crediti personali, mutui, leasing, ecc.) comprensivo di commissioni e altre spese (art. 2 della legge 108/96, comma 1). Poi calcola la media di questi tassi e ne ricava  il tasso effettivo globale medio (TEGM) su base annua. Il tasso soglia, oltre il quale scatta l’usura, è dato dal TEGM, aumentato del 50 %. Questo fino al maggio del 2011.

Poi, in piena crisi (aspetto non indifferente), la procedura è cambiata, a vantaggio degli istituti finanziari e molto meno della clientela. Infatti, da questa data, il tasso soglia si calcola prendendo il TEGM, aumentandolo di un quarto, ed aggiungendovi ulteriori quattro punti percentuali, pare tenendo conto degli interessi di mora applicati dalle banche.  Però con l’aggiunta che la differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore ad otto punti percentuali (Comunicato del Dipartimento del Tesoro del 18 maggio 2011).

In pratica il tasso soglia, oltre il quale scatta l’usura, è stato portato così in alto, nonostante la crisi, le difficoltà delle famiglie e delle imprese, e la mancanza di credito, che praticamente ha assorbito e cancellato l’usura (legale).

Attualmente, per un mutuo a tasso fisso il tasso medio è  al 3,96% e il tasso soglia all’8,95%  (più del doppio). Per uno scoperto di 1.500€ senza affidamento, dove già le banche possono applicare tassi del 15,95%, il tasso soglia è stato portato dalla Banca d’Italia al 23,93%.  Per anticipi e sconti fino a 5 mila euro, le banche applicano il 9,72%  e il tasso soglia è al 16,1%.

Per un confronto si tenga presente che il rendimento lordo delle ultime aste dei BTP dello Stato italiano a sette anni (al 2022) è del 1,37 per cento.   Cioè lo Stato paga per i suoi debiti una miseria, ma consente alle banche e alle finanziarie di chiedere, spesso a clienti in forte difficoltà, tassi oltre venti volte superiori. Tutto questo consentito dalla legge, quando il tasso praticato dalla BCE per operazioni di rifinanziamento è dello 0,05 per cento e l’Euribor ad un anno è dello 0,16 per cento.    A pensare che nel Basso Medioevo era considerata usura qualsiasi pagamento dovuto per un prestito di denaro, proibito secondo un passo del Vangelo di Luca.

L’usura è un peccato anche nella religione islamica. Il Corano menziona la “riba” (usura) come il quinto peccato in ordine di gravità, e indica come usura qualsiasi prestito a interesse.

Sorprende che nessuna Associazione di categoria sollevi la questione.  Eppure di associati colpiti da tassi di usura non mancano.

Box 3

Casi di usura concreta

Quelli che seguono non sono esempi teorici, ma alcuni dei casi concreti analizzati. Sono tutti clienti di banche della provincia di Rimini (escluso il caso della cessione del quinto).  Gli importi recuperabili sono quelli che la banca o chi ha gestito la pratica ha, presumibilmente indebitamente, incassato senza averne diritto e che pertanto dovrebbe restituire (se il Tribunale accoglierà il ricorso del cliente).

C/C azienda artigiana con banca di interesse nazionale

Tipologia di Conto

Ordinario

Periodo analizzato

5 anni

Fido

€ 30.000,00

Trimestri analizzati

21

Trimestri con usura oggettiva

21

Trimestri con usura soggettiva

21

Tasso medio applicato

14,19%

Importo recuperabile

€ 19.901,01

 

C/C azienda metalmeccanica

Tipologia di Conto

Ordinario

Periodo analizzato

8 anni

Fido

€ 30.000,00

Trimestri analizzati

32

Trimestri con usura oggettiva

24

Trimestri con usura soggettiva

32

Tasso medio applicato

16,50%

Importo recuperabile

€ 91.722,53

 

Mutuo ipotecario per Albergatore

Data stipula

11/09/2006

Importo

€ 1.050.000,00

Durata

20 anni

Tasso Interesse corrispettivo

4,947%

Tasso di mora

7.447%

Tasso soglia

6.630%

Tasso minimo garantito(floor)

3,50%

Importo recuperabile

515.000,00

 

 

Mutuo per Famiglia

Data stipula

16/02/2007

Importo

€ 125.000,00

Durata

15 anni

Tasso Interesse corrispettivo

5,40%

Tasso di mora

8.40%

Tasso soglia

7,65%

Tasso minimo garantito(floor)

4,10%

Importo recuperabile

€ 44.314,00

 

 Leasing

Data stipula

26/02/2008

Importo

€ 1.402.500,00

Durata

18 anni

Tasso Interesse corrispettivo

5,335%

Tasso di mora

10,42%

Tasso soglia

10,305%

Importo recuperabile

€ 850.000,00

 

Cessione del Quinto (stipendio e/o pensione)

Data stipula

14/05/2009

Importo

€ 37.196,80

Durata

10 anni

Tasso Interesse corrispettivo

4,70%

Tasso soglia

13,455%

Taeg per estinzione anticipata

1.647,42%

Spese assicurazione/intermediari

€ 11.477,34

Importo recuperabile

€ 11.477,34

 

 

 

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