"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Lungomare tra vecchio e nuovo

di Marzia Caserio

Che lungomare sia! Lungo, corto, all’ultimo grido, un po’ retrò, ancora in progetto o risalente agli anni ’70. Ce n’è per tutti gusti. Con la Pasqua e i primi tiepidi raggi di sole gli alberghi aprono i battenti e i lungomare ritornano a vivere. Di turisti e “indigeni”, senza distinzione. Ed è così, che con un po’ di pazienza e tanta curiosità, TRE è partito per un viaggio lungo la costa della provincia, alla scoperta dei lungomare più o meno conosciuti.

DA RIMINI A BELLARIA IGEA MARINA

Fermo, a quella che era la classica passeggiata del “dopo spiaggia”, il lungomare riminese dal portocanale di Rimini a piazza Tripoli. In alcuni tratti pare che il tempo non sia passato: stesse aiuole, stesse panchine degli anni ’70. In versione ristrutturata si presentano invece gli alberghi. Non più semplici pensioni ma residenze per turisti di un “certo livello”. Grandi cattedrali contemporanee che, purtroppo, non trovano il giusto companatico. Da tempo si parla dei due progetti, di Foster della Gecos e Nouvel della Coopsette, che avevano ricevuto il via libera dalla passata amministrazione comunale. Ma ora, con un nuovo sindaco, le cose sembrano essersi bloccate. Molto probabilmente tutto finirà a dormire nei cassetti comunali, visto che finoraAndrea Gnassipropende per non parlarne. Si sa che giunta e parte della maggioranza stanno facendo muro contro i project, seppur l’ok della giunta di Ravioli era già stato conquistato. Difficile, almeno per i prossimi anni, prevedere una soluzione in tempi brevi. La sacra passeggiata della domenica continuerà sui marciapiedi a prova di tubo di scappamento. Ben diversa la situazione a San Giuliano Mare. Con la conquista della darsena, con tanto di corredo – come il complesso La Prua -, riminesi e turisti si sono riversati sulla passeggiata sopraelevata del porticciolo. Panorama e orizzonte assicurati. Più in là, lasciata un po’ allo sbando, c’è via Ortigara. In compenso nuovo slancio l’hanno dato gli stabilimenti balneari e il percorso in parquet a monte delle cabine.

Viaggiando verso Rimini Nord il panorama del lungomare diventa monocorde, in un’alternarsi di negozi, alberghi a sinistra e cabine da ridipingere, soprattutto in questo periodo, a destra. Nota di colore, almeno a parole, l’Urban ground project di Bellaria Igea Marina, ancora tutto da mettere a punto. Archiviato il progetto della darsena, più volte ripreso e mai andato a buona fine, l’amministrazione punta alla riqualificazione del porto. E non solo. L’idea è quella di valorizzare il portocanale quale snodo cruciale della vita cittadina. Nulla a che fare con Foster o Nouvel. Ma solo l’esigenza di dare una nuova visione d’insieme, con banchine e arredi rinnovati e allestimenti d’esterno diversi.

DA RIMINI A CATTOLICA

Poco più in là c’è Miramare, vista dagli abitanti di Rimini, come il confine periferico del comune. Tanto turismo d’estate, altrettanta desolazione in inverno: alberghi chiusi, strani traffici di droga e prostituzione, qualche negozio di alimentari in salsa Bangladesh. Il lungomare, da tempo in progetto, potrebbe essere la svolta. Da poco, infatti, la Provincia ha dato il via libera al project di Miramare che sulla carta sarà tra le prime opere a partire: è prevista la realizzazione di posti auto interrati sul lungomare Spadazzi, circa 19.400 i metri quadri interessati, la pedonalizzazione del tratto e la possibilità di intervenire anche sul parcheggio-mercato adiacente a via Marconi, (circa 12mila metri quadri). Un vero e proprio restlying (fermo restando la colonia Novarese da tempo al palo insieme ai progetti in grande di Coopsette che la riguardano) che coinvolgerà anche la viabilità di Regina Margherita. Difficile prevedere con certezza, almeno ad oggi, quando il cantiere di Miramare avrà il via libera. Di certo i tempi sono stretti. Infatti, entro Pasqua, o poco dopo, il project dovrebbe essere esaminato dalla giunta per avere l’approvazione definitiva. Gli obiettivi, definiti nello studio di fattibilità, “sono migliorare l’utilizzo, la fruibilità e la qualità della vita sia dei residenti che dei turisti, incrementando nel contempo il potere di attrazione tutto l’anno; caratterizzare il lungomare nel panorama urbanistico ed architettonico nazionale; eliminare il traffico sul lungomare con contestuale realizzazione di spazi pubblici, percorsi pedonali e ciclabili. Interventi architettonici di arredo urbano dovranno trasformare il lungomare Spadazzi in uno spazio pubblico di prestigio, realizzando un organico elemento di cerniera tra l’arenile e l’edificato attraverso una riqualificazione con spiccata valenza ambientale. Sono previsti infine sistemi di risparmio energetico con illuminazione a basso consumo e alimentazione attraverso fonti rinnovabili”.

Attraversata la zona di Rimini Terme e poi quella del Marano, (qui la pista ciclabile rende giustizia alla due ruote), si raggiunge il comune di Riccione. O meglio il suo lungomare nuovo di zecca del 2010. Una riqualificazione da mille e una notte, dove pedoni, ciclisti e auto decidono di convivere senza darsi nessun fastidio. Perché è l’integrazione il fiore all’occhiello di quest’opera colossale costata 11 milioni di euro: 10% a carico del Comune e 90% a carico degli operatori turistici che potranno gestirlo per 90 anni. Addio vecchi marciapiedi affiancati da aiuole obsolete e abbandonate le vecchie panchine degli anni ’70. Qui a Riccione si ricomincia da capo: 450 metri di lunghezza pedonalizzati e punteggiati qua e là da fontane a forma di barca e moscone, decine di aiuole e altrettante piante. E sempre sulla scia del green, in tutti i sensi, panchine in legno, gazebo con tavoli da dama e scacchi. Una sorta di zona relax da vivere camminando. Affianco un’ampia pista ciclabile, dove anche il pedone ha le sue strisce pedonali. A fronte mare, come mostri marini quattro stelle, alberghi d’ultimo grido, almeno in fatto di design. A rispondere, altrettanto forniti, gli stabilimenti balneari, che chiamarli così fa ridere. Più esatto sarebbe definirli centri benessere a cielo aperto o suite a ore. E se l’apparenza è quella che conta, Riccione, con questa chicca, è riuscita a rimpossessarsi dello scettro dell’Adriatico. Confezionato, come una bella cartolina, anche il tratto di via Litoranea Sud che va da via Cavalcanti e via D’Azeglio. Si tratta dei 407 metri di rinnovato lungomare che va ad integrarsi e a completare la promenade Misano Adriatico da Misano Mare sino a Portoverde. E’ il 2010 quando il sindaco Stefano Giannini inaugura di fronte a una grande folla l’intera opera, finanziati dai privati in base all’accordo di pianificazione dell’area della Ex Colonia Telecom. Meno “glamour” di Riccione ma più basso profilo la passeggiata misanese: ampi spazi pedonali e ciclabili, una strada di servizio carrabile e un marciapiede, rinnovando la pavimentazione utilizzando cubetti di quarzite verde e rosa per l’area ciclo pedonale e cubetti di marmo bianco e porfido rosa per indicare gli attraversamenti pedonali; in armonia con lo stile e la colorazione della pavimentazione del primo stralcio di nuovo lungomare.

Il verde trionfa: tante piante mediterranee e resistenti al caldo e salsedine, con fioritura perenne. E ancora palme, dracene, oleandri,  tamerici, amelie, rose rifiorenti, ginestre. Stile più datato, quello del lungomare della Regina che, dal portocanale fino alla parte opposta della città di Cattolica, si snoda a ridosso degli stabilimenti balneari. Negli ultimi mesi, la associazioni di categoria, visto i tempi di crisi, hanno chiesto all’amministrazione, un nuovo progetto o almeno qualche intervento urbanistico per rilanciare l’intera area. Che sia il momento di un restyling anche per Cattolica?

 

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