"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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L’evasione fiscale in Riviera

di Lucia Renati

Il lavoro sfruttato e l’evasione fiscale sono strettamente correlati. In provincia di Rimini, nell’estate appena trascorsa, la Guardia di Finanza ha documentato l’evasione fiscale delle aziende turistiche. Ci sono diversi albergatori (insieme ai bagnini) nella lista di chi dichiara reddito zero. Le dimensioni di questo fenomeno sono state denunciate dall’Ispettorato del Lavoro e dalla Guardia di Finanza.

I dati relativi alla dichiarazione dei redditi 2010 illustrati dopo Ferragosto dalla Guardia di Finanza riminese sono allarmanti. Uno zero, o quasi, nella dichiarazione dei redditi di 300 bagnini e oltre 800 albergatori riminesi. Quello dell’albergatore di Riccione beccato a non fare la fattura a un turista che aveva appena pagato un conto per la camera di oltre mille euro, non è un caso sporadico. Ma quel che fa davvero impressione sono i dati delle analisi di settore che la Finanza ha effettuato su volumi d’affari e redditi dichiarati dalle due categorie nel 2010. 11mila euro il reddito medio  di 837 albergatori riminesi. Possibile? “In alcuni casi i costi sostenuti per le attività sono effettivamente alti, ma nella maggioranza non riscontriamo quello che è dichiarato” spiega il Capitano Giovanni Linardi, comandante della compagnia di Rimini. “E’ una cosa non possibile, visto il tenore di vita di Rimini” aggiunge il comandante della Finanza riminese Mario Venceslai.

Una botta d’orgoglio l’ha avuta il Presidente nella provincia Stefano Vitali nel rispondere a chi ha affermato, qualche settimana fa, che l’evasione fiscale a Rimini non esiste. ‘Se in precedenza, si trattava di un tabù, di un ‘non detto’, interrotto rare volte da voci solitarie riducibili a folklore – ha detto – ora esso fa parte della quotidianità. La crisi mette impietosamente a nudo l’assoluta ingiustizia tra chi paga le tasse, dovendosi fare carico ‘alla fonte’ dei costi economici e sociali di un Paese al bivio, e chi non le paga pur dovendo, per un preciso calcolo egoistico e non per distrazione o necessità. L’intolleranza crescente e diffusa nasce di qui, e sarà impossibile frenarla. È umiliante e offensivo per me e per tanti altri cittadini sentirsi dire a mo’ di apparente giustificazione che se Rimini è un modello e un sogno per l’Italia, lo si deve al fatto che abbia sistematicamente aggirato gli obblighi fiscali per 50 anni. E’ una frase agghiacciante”.

Ma ancora più importante è capire che non si tratta solo di combattere l’evasione, ma anche (alla luce di quello che abbiamo raccontato fin qui) di tutelare i diritti umani.

 

 

 

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