"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

Luglio: 2020
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Le ultime elezioni in Romagna

Paragonare elezioni per rappresentanze diverse, in questo caso il Parlamento europeo e il Consiglio regionale, si presta sempre a qualche critica.  Ma pur considerando la differenza, i numeri testimoniano comunque l’umore degli elettori, che è anche difficile ignorare completamente.

Per cominciare, alle ultime elezioni europee si è recato alle urne, in Emilia Romagna, quasi il doppio (67 %) degli elettori delle ultime regionali (38 %).  In teoria sarebbe dovuto accadere il contrario, vista la maggiore vicinanza alle persone delle tematiche regionali da quelle europee.

In seconda battuta, il principale partito non è più il PD, che alle europee ha preso il 31%, bensì la Lega, che è arrivata al 34 %. Se il PD avesse mantenuto la stessa percentuale delle ultime elezioni regionali, il 44 %, avrebbe dovuto prendere più di un milione di voti, invece ne ha presi solo 703 mila, cioè circa 300 mila in meno.  Ed è la ragione per cui ha perso il primato.

Tra i maggiori partiti, l’unico a mantenere, alle regionali come alle europee, la stessa percentuale dei consensi, circa il 13 %, è stato il Movimento 5 Stelle, che in assoluto ha guadagnato 130 mila voti.

In Romagna, con un quarto degli elettori regionali, PD e Lega hanno entrambi un livello di consenso sopra la media regionale e la distanza, tra i due, si riduce ad un punto percentuale.  

Il Centro destra, sommando i voti della Lega con quelli degli alleati, Forza Italia e Fratelli d’Italia, di fatto è, anche se per poco, maggioranza.  Questo alle passate europee, alla prossime regionali si vedrà. 

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