"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Le tasse in Italia, nel Mondo e in Emilia Romagna

Nel Mondo, oramai diventato un tutt’uno, si compete con  prodotti e servizi, ma anche con le tasse, perché è evidente che dove si paga meno le imprese risparmiano, investono e possono permettersi prezzi più bassi. Questo però non vuol dire che le persone stiano meglio. Basta pensare a quei paesi dove non esiste, o è molto carente, l’assistenza sanitaria per tutti o un buon sistema pensionistico. I costi per le aziende sono minori, ma i cittadini sono chiamati a spendere di più, e chi non può finisce in povertà o buttato fuori dagli ospedali.

L’Italia si conferma un paese ad alta tassazione, infatti se ne vanno in tasse 43 euro ogni cento prodotti, superata in questo solo dalla Francia con quasi 45 euro.   In Germania le tasse  raccolgono invece poco più di 40 euro per ogni cento di ricchezza prodotta. Lontanissimi tutti gli altri, a cominciare dagli Stati Uniti, dove si versa al fisco appena 28  dollari su cento, per non parlare della Cina dove si paga appena  il 16 per cento.

C’è poi, tra i paesi, un spostamento nelle fonti del prelievo: per esempio, in Italia i redditi da lavoro e da capitale contribuiscono  (alle tasse totali) circa come in Giappone, ma meno degli  Stati Uniti, dove queste due voci coprono quasi la metà.  Sempre in Italia le tasse sulle proprietà non arrivano al 2 % del totale, ed anche i contributi sociali, pure consistenti,  rappresentano una  porzione inferiore a Germania e Francia.  L’IVA su beni e servizi porta nella casse pubbliche italiane quasi 29 euro su cento, al pari della Gran Bretagna, più degli  USA, ma molto meno di India e Cina, dove solo questa voce rappresenta quasi i due terzi di tutte le entrate dello Stato.

Questa la pressione fiscale nazionale. Ma cosa sta succedendo nelle Regioni e negli altri Enti territoriali ?   Secondo elaborazioni del Centro Studi Sintesi, su dati Istat, la pressione tributaria delle Autonomia territoriali dell’Emilia Romagna, a prezzi costanti, depurata cioè dall’inflazione, è salita da 1.536 euro pro capite del 2001 (seconda dopo il Lazio), a 1.584 euro nel 2007 (quarta dopo Lazio, Lombardia e Piemonte), con un aumento reale in sei anni del 3.1%.  

 In generale, l’analisi per tipologia di Amministrazione evidenzia come la pressione tributaria sia concentrata soprattutto a livello regionale (825 euro) e comunale (346 euro), mentre le province raccolgono solo 77 euro,  in virtù delle minori competenze loro assegnate.

La tassazione nel Mondo

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