"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Le previsioni occupazionali del 1° trimestre 2017

Se, in termini di lavoro, il 2016 è andato bene per l’Emilia, che ha guadagnato 50 mila impieghi, ma meno per la Romagna, che ne ha perso invece 2 mila, vediamo ora  cosa dicono le previsioni per il primo trimestre dell’anno in corso, stando all’ultima indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro.

I numeri delle tre province della Romagna,  visti nel loro complesso, dicono che le assunzioni (entrate) dovrebbero superare le dimissioni (uscite). Non è stato sempre così negli ultimi anni, pertanto la notizia va presa come una inversione di tendenza positiva.

Il saldo, però, cioè la differenza tra assunzioni e dimissioni, non è dappertutto uguale: più alto a Ravenna (quasi due mila unità), un po’ meno a Forlì-Cesena (un migliaio), scompare quasi del tutto a Rimini, dove la differenza tra entrate e uscite si riduce a poco più di un centinaio. Quasi niente.

A tirare la volata delle assunzioni sono soprattutto i servizi, cui va l’82 per cento dei nuovi posti di lavoro disponibili a Rimini, il 72 a Ravenna e il 61 per cento a Forlì-Cesena. Tra questi, il commercio e il turismo svolgono un ruolo determinante: a Rimini sono più della metà dei posti offerti, nelle altre province si avvicinano a questa percentuale.

Gli impieghi stagionali offerti, essendo ancora lontana la stagione balneare, non sono tanti: il 9 per cento del totale  a Rimini, il 5 per cento circa nel resto della Romagna.  Sono però il doppio se si considerano solo le assunzioni dipendenti (escludendo cioè interinali, collaboratori, ecc.).

I  lavori offerti in questo primo scorcio dell’anno sono con contratto a tempo indeterminato o determinato ?  Dopo la riforma del lavoro varata dal passato Governo non è un quesito privo di interesse. Rimanendo sempre nel campo della assunzioni dipendenti, le imprese offrono un contratto a tempo indeterminato nel 14 per cento dei casi a Rimini, più nell’industria che nei servizi, nel 22 per cento a Forlì-Cesena, nel 20 per cento a Ravenna.   La provincia di Rimini è quindi il luogo dove  più scarseggiano i contratti stabili. A tirare giù la media è il commercio e turismo: settori dove tre assunzioni su quattro di quelle previste, sempre nel primo trimestre, sono con contratto a tempo determinato, riservando  il resto ad altre modalità, sempre a scadenza.

Anche  il titolo di studio richiesto ci può dare una idea della qualità del lavoro offerto: fatte cento le assunzioni dipendenti  (stagionali e non) previste la laurea è richiesta in 10 casi a Rimini, 14 a Forlì-Cesena e  15 a Ravenna. La media dell’Emilia Romagna è 16.   Rimini è di nuovo l’ultima per domanda di laureati (nel turismo appena l’1 per cento delle assunzioni previste). Non da oggi, ma nessuno sembra preoccuparsi, salvo i tanti giovani che decidono di emigrare per mancanza di opportunità (ricordiamo che sono circa 23 mila i residenti in provincia di Rimini che si sono trasferiti all’estero).

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