"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Le polveri fini nell’aria di Rimini

Probabilmente la crisi e il caro benzina stanno dando una mano a ridurre il traffico visto che in provincia di Rimini, dal2007 afine 2009, la vendita della benzina è diminuita dell’11 per cento, scendendo da 73 mila a 65 mila tonnellate.  Una discesa che, vista la crisi perdurante, dovrebbe  continuare anche negli anni successivi.

Purtroppo però il minor consumo di benzina non si è tradotto in un miglioramento della qualità dell’aria (che dipende anche dalle condizioni atmosferiche, dai modelli delle auto, ecc.). Quest’ultimo aspetto, cioè i modelli delle auto in circolazione, non è indifferente,  perché se una autovettura a basse emissioni di CO2  scarica in atmosfera 87 grammi per chilometro, alcuni modelli si avvicinano a400 grammi per chilometro (vuol dire che per andare da Rimini a Riccione emettono4 chilogrammi di anidride carbonica !)

Infatti i giorni di superamento del limite giornaliero delle particelle PM10 (le polveri fini) di 50  micro grammi per metro cubo, misurate nella centralina di Via Abete a Rimini, sono aumentati da 36 del2009 aben 74 del 2011, quando i giorni di sforamento annui consentiti sono 35. Siamo arrivati a più del doppio del tollerato.  Sempre nella stazione di Via Abete gli sforamenti sono, a metà agosto 2012, già  52.

Sul piano nazionale, nel 2011, Il numero medio di superamenti del valore limite per la protezione della salute umana si attesta a 54 giorni, anche questi in aumento rispetto agli ultimi anni.

Se può consolare, in Regione fanno peggio tutti i capoluoghi emiliani. Per una città che mira alle migliori buone pratiche europee, in materia di qualità e sostenibilità urbana,  qualcosa dovrà pur fare.

Anche perché l’Italia si è impegnata, e i Comuni con lei, a ridurre le emissioni dei gas serra del 13 per cento nel periodo 2013-2020. Tra questi, i tre più importanti per il riscaldamento dei pianeta sono emessi proprio dal settore dei trasporti come l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O). Questo per tenere sotto controllo gli affetti negativi delle emissioni,  che hanno già contribuito a far  aumentare, in Italia, i giorni estivi e le notti tropicali, negli ultimi 14 anni.

Col mese di ottobre, stando all’Accordo di Programma per la gestione della Qualità dell’aria regionale, torneranno anche a Rimini i blocchi del traffico, ma sono misure, comunque temporanee, che già si sono dimostrate insufficienti.  Per qualcosa di duraturo ci vogliono interventi più strutturali e radicali. La Regione mette sul piatto 35 milioni di euro, che potrebbero servire a questo.

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