Le Fontane: un balneare che innova

di Martina Bacchetta

Compie due anni questo giugno, il grande stabilimento balneare Le Fontane, in Viale Principe di Piemonte 20/f. Nato sotto la cattiva stella dell’anno 2020, difficile a causa della pandemia da Covid-19, è riuscito comunque a brillare di luce propria e a portare una ventata di innovazione e novità a due passi dal lungomare Spadazzi. “Neanche le problematicità implicate con l’emergenza sanitaria ci hanno fermato: siamo riusciti a rispettare tutte le normative di sicurezza, grazie all’ampio spazio disponibile” ci racconta uno dei tre soci. L’idea nasce dalla mente di Raffaele Rinaldini e dei fratelli Giuseppe e Massimo Terenzi, originari proprietari di due stabilimenti balneari confinanti, che con la loro lungimiranza sono riusciti a prospettarsi un futuro e a non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà e dalle criticità che hanno dovuto affrontare. “Già l’anno del 2021 ha avuto il suo gran reflusso di prenotazioni, non ci possiamo lamentare assolutamente”. Il loro investimento si è basato su una totale demolizione dei manufatti in cemento iniziali e la conseguente realizzazione di una nuova struttura conseguita completamente in legno e materiale sostenibile. “Più o meno ci sono voluti tra i 500.000 e i 600.000 mila euro, e ne è valsa decisamente la pena” commenta Terenzi. Lo stato conservativo delle vecchie costruzioni mostrava infatti i segni del tempo e la visione progettuale era – ed è poi divenuta realtà – quella di utilizzare un linguaggio architettonico lineare e semplice per creare un aspetto minimale ed elegante. Gli spazi sono stati completamente ridistribuiti attraverso una riduzione e un’ottimizzazione dei percorsi e sono state introdotte le tecnologie necessarie al contenimento dei consumi e delle risorse naturali. Lo stabilimento è infatti dotato di un sistema solare termico e fotovoltaico che riesce a riscaldare l’acqua delle docce e produrre al contempo energia elettrica; di un sistema di riciclo dell’acqua riutilizzata per l’irrigazione del verde; di un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Qui nella zona riminese sembrano essere gli unici ad aver raso al suolo tutto e ricominciato da zero: “nei dintorni ci sono stati alcuni bagnini che hanno svolto qualche restyling, ma così radicale come noi direi nessuno”, afferma Rinaldini. Accanto ad un aspetto più che altro estetico ed ecosostenibile, dedito dunque ad un rispetto per l’ambiente, i tre proprietari hanno anche curato ogni minimo dettaglio della forma del benessere dei propri ospiti, riadattando la spiaggia ad un primo family beach garden: un giardino per le famiglie sul mare. Hanno infatti aumentato la parte dedicata al divertimento sia per i più piccoli che per gli adulti. Tra i tanti servizi: campi da beach volley e beach tennis, da bocce e ping pong; un miniclub con personale addetto a cui si affianca un ulteriore area dedicata ai giochi d’acqua e alle fontane (che donano il nome allo stabilimento stesso) dove i bambini adorano sguazzare; un’area attrezzata per cani; un centro nautico sulla spiaggia. E mentre i più piccini giocano, gli adulti possono rilassarsi e godersi la tintarella oppure possono prendere parte alle sedute di risveglio muscolare e acqua gym. Insomma, tra i suoi 200 ombrelloni e i suoi 100 metri circa di fronte-mare, lo stabilimento Le Fontane ha pensato proprio a tutto, di facile accessibilità la zona garantisce anche servizi per persone diversamente abili. Non si è mai perso di vista l’obiettivo finale, ovvero quello di offrire un servizio adeguato alle varie e crescenti esigenze dei turisti di tutte le età che ogni anno scelgono la spiaggia di Rimini per trascorrere le proprie vacanze, ma non solo: grande rilevanza la assume anche la grande empatia, l’entusiasmo e la passione riservata ai clienti abituali e cittadini riminesi che, fedeli, stagione dopo stagione hanno voglia di non abbandonare il proprio solito lettino. Giovanni Verga ha scritto: “il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole” e i tre soci di Le Fontane, insieme ai loro tre dipendenti, lo hanno saputo ascoltare benissimo, con il loro esempio di trasformazione e riconversione.