"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Le cartelle pazze dell’Agenzia delle Entrate

In verità ad inviare le cartelle “pazze” ci pensa Equitalia, ma su ruoli (cioè sugli estratti conto)  emessi dall’Agenzia delle Entrate e/o dall’Inps. Non sappiamo se sia così dappertutto, ma sicuramente a Rimini  c’è qualcosa che non funziona. Perché non è possibile che le aziende continuino a  ricevere cartelle da pagare sbagliate,  non aggiornate e che spesso non tengono conto di versamenti fatti magari in ritardo,  probabilmente non per mancanza di buona volontà ma di denaro. Costringendo così  i responsabili amministrativi all’affannosa ricerca delle ricevute di pagamento con cui avanzare richieste di sgravio o annullamento.  Ma sia chiaro: tutto questo ha un costo, in termini di tempo perso, file agli sportelli, richieste di appuntamenti che non avvengono mai prima di un paio di settimane, ricorso a studi commerciali, ecc., che rende ancora più gravosa la situazione e non aggiunge, anzi lo toglie,  nessun valore alla produzione di beni e servizi.

Quando poi non si arriva all’estremo di pignorare, per incassare il dovuto, le fatture emesse e dover restituire all’impresa parte del denaro in più preso,  perché appunto i conti erano sbagliati. Questo ovviamente dopo appuntamenti con funzionari, compilazione di moduli, telefonate  e altro.

Non è più possibile che il funzionario dica, non certo per colpa sua,  che il sistema informatico non aggancia, cioè non   riconosce, un pagamento in ritardo, ma pur sempre versato e con tutti gli oneri annessi.  E che su questa base, di palese inefficienza, si mandino in giro richieste di pagamento spesso completamente errate.

In una situazione di difficoltà per tante piccole e medie aziende, che poi sono la stragrande maggioranza, queste inefficienze del fisco sono un costo che non possiamo permetterci. Si trovi una soluzione e si smetta di vessare ingiustamente i contribuenti.  Come è lo stesso inaccettabile che al  centralino dell’Agenzia delle Entrate non risponda mai nessuno, costringendo le persone a recarsi in sede anche per una banale informazione.

Infine un plauso a tanti bravi funzionari, a dimostrazione che svillaneggiare i dipendenti pubblici è uno sport alquanto stupido, o comunque non si può generalizzare, che con rara dedizione cercano di trovare le soluzioni più rapide, perché si rendono conto di situazioni assurde, ma che forse potrebbero essere utilizzati meglio, in luogo di dover rimediare alle inefficienze dell’organizzazione. Costi della pubblica Amministrazione che poi ricadono su tutti i cittadini con le tasse dirette e indirette (pratiche inutili) che pagano.

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